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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: Recortes de prensa y noticias de jardines (Sección fuera de España).. Jardines de Italia.. Portada de Ciberjob.. Historico de noticias de los.. Para escribirnos.. miércoles, octubre 30, 2002 :::.. Libro censisce ville e giardini del lago.. PREZIOSA OPERA DEL MUSEO DEL PAESAGGIO.. Fuente:La Stampa web.. Fecha: 11-9-02.. Verbania.. Partecipazione da record alle esposizioni della rassegna Editoria e Giardini e a presentazioni editoriali, convegni, mostre che le hanno fatto da contorno.. Prenotazioni esaurite, nonostante le incerte condizioni atmosferiche, al programma di visite guidate ai giardini privati e a Villa San Remigio.. Eccezionale afflusso di pubblico alla sfilata del Corso Fiorito.. Un´ulteriore riprova del pieno successo ottenuto da tutte le iniziative giunge dal grande favore che sta incontrando presso gli esperti e il vasto pubblico di appassionati il volume «Giardini e ville del Lago Maggiore un paesaggio culturale tra Ottocento e Novecento», presentato proprio nel corso di Editoria e Giardini.. Curata da Renata Lodari, l´opera è frutto del contributo congiunto di Regione Piemonte e Museo del Paesaggio di Verbania e offre un prezioso ed affascinante panorama del patrimonio di dimore storiche del Verbano.. Essa deriva dalla ricerca-censimento effettuata per conto della Regione dal Museo verbanese.. Il direttore di quest´ultimo, Gianni Pizzigoni, ne sottolinea la sintonia con gli scopi istituzionali dell´Ente, mentre l´assessore Ettore Racchelli rileva la significativa coincidenza della presentazione di quest´opera con quella del progetto per Villa San Remigio.. Il pubblico da parte sua con il grande favore e l´attenzione dimostrata testimonia quanto diffuso sia l´interesse per il settore.. Intanto i fiori tornano protagonisti nel prossimo fine settimana a Villa Giulia, che si trasformerà in una sorta di affascinante foresta tropicale per l´esposizione internazionale «Orchidee sul Lago», organizzata dalla Pro loco.. ::: Noticia generada a las.. 3:28 PM.. Orti botanici di Lombardia: sette proposte d autunno.. «Orobie» di ottobre da Milano a Bergamo e Toscolano Maderno.. Fuente: Giornale de Brescia.. Fecha:10-10-02.. Bergamo.. I magnifici sette giardini botanici della Lombardia.. Anche d autunno.. quando, a differenza della vegetazione spontanea, questi spazi verdi sono vivacizzati ancora da qualche fioritura, in serra naturalmente.. Orobie di ottobre li presenta in un ampio servizio.. Prima tappa a Bergamo, dove l orto botanico di città alta compie trent anni di vita: un giardino particolarmente vivace, ricco di piante esotiche e autoctone, da cui si gode una splendida vista sulle Prealpi.. Specializzato, invece, nelle specie alpine è il «Rezia» di Bormio: nato per far conoscere la flora del Parco nazionale dello Stelvio, accoglie varietà montane di tutto il mondo.. Sulle sponde occidentali del Benaco, incontriamo l orto botanico di Toscolano Maderno, istituito quarant anni fa da una casa farmaceutica per coltivare piante d interesse medicinale, è oggi proprietà dell Università di Milano.. Di tutt altro genere i due orti botanici di Milano.. Quello di Brera, in pieno centro, è un giardino storico realizzato alla metà del Settecento da Maria Teresa d Austria, mentre Cascina Rosa, a Città Studi, è un centro di ricerca dotato di tre modernissime serre.. Completano la rassegna Pavia - il cui fascino è legato agli impianti settecenteschi di Giovanni Antonio Scopoli - e Pietra Corva, a Romagnese che ha l aspetto di un giardino roccioso.. Insomma, ce n è per tutti i gusti.. 3:18 PM.. Rose, sorprese d autunno.. Riaperto per tutto il mese di ottobre il giardino comunale con 1.. 200 piante di nuovo in fiore.. Fuente: Corriere della sera.. Fecha:1-10-02.. C è la verde, la blu, quella che profuma di incenso: una festa di profumi e colori.. Riapre il roseto comunale.. Dopo la chiusura estiva, grazie al caldo sole autunnale le oltre 1200 piante del roseto comunale situato alle spalle del Circo Massimo, sono di nuovo in fiore.. Per tutto il mese di ottobre quindi sarà possibile ammirare rose antiche e moderne, dai mille colori e profumi.. Un'occasione da non perdere per una passeggiata romantica all'Aventino, con vista panoramica su Roma antica.. Il Roseto Comunale attualmente è diviso in due parti, separate da via di Valle Murcia.. Il settore «a monte» ospita le mille varietà della collezione storica capitolina, che costituisce una sorta di «museo della rosa».. Percorrendo viali e vialetti, si osservano le rose botaniche, cioè quelle presenti in natura, tutte profumate e gli ibridi, cioè le rose nate da incroci spontanei (provocati dal vento) e artificiali, che propongono le più incredibili varietà di colori.. Con gli ibridi si cerca anche di creare specie rifiorenti e maggiormente resistenti alle malattie.. Difficilmente gli ibridi sono profumati come le botaniche, perché l'aroma che sprigiona la rosa non si crea in laboratorio.. Fanno parte della collezione la famosa «rosa primula» le cui foglie profumano di incenso, la rosa blu, la rosa verde, chiamata così perché una mutazione spontanea le ha fatto assumere questo colore e la rosa Gioia.. Dall'altra parte di via di Valle Murcia, più in basso, c'è invece l'ingresso per la collezione delle rose che hanno vinto il «Premio Roma».. Nuove varietà di Rose o che si stanno «ambientando» prima di partecipare alle prossime edizioni.. «Nella prossima primavera al roseto ci sarà una novità - dice Dario Esposito assessore capitolino alle Politiche Ambientali - il percorso dei profumi per in non vedenti.. Il Servizio Giardini ha già individuato una cinquantina di rose in un settore pianeggiante, senza barriere architettoniche, che emano aromi fruttati (albicocca, limone, pesca) e che avranno dei nuovi cartellini, con l'indicazione del nome e delle caratteristiche della specie scritte in Braille.. E' una novità non solo al livello nazionale ma anche europeo».. Nel mese di ottobre continueranno le visite guidate gratuite su prenotazione (tel 06/5746810), che si terranno tutti i giorni al roseto con musica classica di sottofondo.. ROSETO COMUNALE,.. via di Valle Murcia 6.. 3:14 PM.. Due giardini storici.. Sono quelli di Villa Malenchini e della Rocca Meli Lupi di Soragna.. Figurano nell'Atlante delle grotte e dei ninfei.. Fuente:Gazzetta di Parma.. Fecha: 24-9-02.. Autor:Pier Paolo Mendogni.. La maggiore attenzione che negli ultimi tempi si sta riservando all'ambiente ha fatto riscoprire le grotte dei giardini storici: luoghi carichi di suggestione nei quali si intrecciano natura e artificio, mondo terrestre e mondo acquatico in una intrigante connessione di simboli mitologici e letterari.. Per approfondire e valutare storicamente, esteticamente e quantitativamente questa particolare forma d'espressione naturalistico-architettonica è stato redatto un «Atlante delle grotte e dei ninfei in Italia», edito da Electa, che ha pubblicato il secondo volume riguardante «Italia settentrionale, Umbria e Marche» a cura di Vincenzo Cazzato, Marcello Fagiolo e Maria Adriana Giusti.. Con questa iniziativa non solo è stato catalogato un patrimonio vastissimo, offrendo così uno strumento di rara efficacia ai fini della conservazione, ma viene rivelata al pubblico una quantità di luoghi e di bellezze scarsamente conosciuti, ricchi di un fascino incantato per la complessità e la varietà dei materiali impiegati e la fantasia dispiegata nel comporre queste scenografiche rappresentazioni.. I ninfei, luoghi sacri alle ninfe, hanno avuto origine nel mondo ellenico e inizialmente erano delle semplici grotte adibite al culto delle sorgenti; nel mondo romano il ninfeo si è poi caratterizzato in due filoni principali: la grotta artificiale e la «fronte architettonica» (a edicola, a esedra, e così via).. Le grotte artificiali hanno goduto di una larga diffusione nel Rinascimento e nel Barocco quando per la loro costruzione sono stati impiegati i più celebri architetti del tempo, i quali hanno dato vita a spettacolari teatri delle acque con fontane, statue, antri incrostati di conchiglie, decorazioni a mosaico, giochi di spruzzi.. E ancora oggi soprattutto nel Lazio troviamo delle splendide ville arricchite da queste fantastiche fontane.. Anche nell'Italia settentrionale si aprono «grotte» di incredibile fantasia come la grotta Pavese a Sampierdarena, quella Pallavicino a Genova, la Castelbarco a Vaprio d'Adda, le grotte di Palazzo Borromeo nell'Isola Bella.. Nel Parmense, purtroppo, è scomparso tutto il sontuoso apparato scenico fatto realizzare dai Farnese nei giardini di Colorno.. L'«Atlante» registra comunque due luoghi degni di interesse: il giardino di Villa Malenchini a Carignano e quello della Rocca del Principe Meli Lupi a Soragna, entrambi studiati da Daniela Sinigalliesi.. «Il giardino a est e a ovest di villa Malenchini - scrive - coniuga in una perfetta orchestrazione tutte le tendenze nella progettazione dei parchi, dalle macchie arboree desunte da Lancelot Capability Brown, sublime sarto del paesaggio, alla disposizione sapiente di derivazione francese dei parterres e delle aiuole, dal labirinto racchiuso da alte siepi di bosso al romantico laghetto caro alla tradizione inglese.. Al centro delle due rampe curvilinee di scale è ricavata un'esedra ornata dalla statua di una divinità femminile per creare un fondale illusivamente prospettico».. Ampio e documentato è lo studio sul principesco giardino soragnese di cui si sono occupati illustri architetti quali i Bibiena, Angelo Rasori, Raimondo Casalini «disegnatore di giardini» insieme a noti scultori e stuccatori.. Nei primi decenni dell'800 il cremonese Luigi Voghera ha progettato un giardino naturalistico con alberi d'alto fusto per creare pittoreschi contrasti tra zone ombreggiate e luminose, e vi ha inserito una grotta, «elemento tipico del giardino inglese», vista come momento di meditazione.. «L'inoltrarsi nell'antro - si osserva - porta al buio assoluto e, come la mente per arrivare alla verità deve eliminare ogni idea preconcetta, così il procedere nell'oscurità verso l'alto porta alla luce».. E dal belvedere che sovrasta la caverna si può ammirare «la visione luminosa del lago con l'Isola Citerea»: romantico approdo d'amore.. 3:04 PM.. Aperti 19 cortili e giardini Domenica è la giornata del patrimonio europeo.. Fuente: La Stampa web.. Vercelli.. Cortili e giardini aperti al pubblico, domenica, in occasione delle «Giornate europee del patrimonio»: la manifestazione, organizzata da «Giroscopio» di Milano e alla settima edizione, è sponsorizzata dagli assessorati regionali al Turismo e ai Beni culturali del Piemonte, dalla Provincia e dalla Camera di commercio di Biella, dal Comune di Varallo e dalla Comunità montana Valsesia.. Propone dieci appuntamenti in provincia di Biella e nove in quella di Vercelli.. Nel Vercellese saranno aperti al pubblico, a Trino, l'abbazia del Principato di Lucedio con il Bosco della Partecipanza, il Museo Leone nel capoluogo, l'azienda agricola Veneria di Lignana, il millenario castello di Rovasenda, le Ville Durio e Virginia a Varallo, il castello di Nebbione a Carisio e il borgo di Carcoforo.. Nel Biellese saranno aperte per l'intera giornata con ingresso libero la Villa Cernegliano a Sordevolo, la Villa Margherita a Cossato e, nella frazione di Castellengo, l'omonimo maniero, il giardino botanico di Oropa, la Villa Enrietti e Casa de Vierno a Viverone, la Villa Felice Piacenza a Pollone, il Palazzo Lamarmora a Biella e il castello di Massazza.. E' prevista anche la visita guidata del Santuario di Oropa (durata 90 minuti, inizio alle 15, ritrovo nell'ufficio accoglienza) con la biblioteca, i saloni reali e quelli degli ex voto.. 2:57 PM.. I giardini silenziosi di Vedovato.. S'inaugura la mostra fotografica.. Fuente: Il Matino de Padova.. Si inaugura oggi alle 18.. 30 nella Galleria Sottopasso della Stua (largo Europa) la mostra «Vincenzo Vedovato.. Giardini silenziosi».. Promossa dall'assessorato alla Cultura - Centro Nazionale di fotografia, la rassegna padovana presenta 40 immagini in bianco e nero che ritraggono giardini (a fianco, uno degli scatti che si possono ammirare nella mostra) le cui atmosfere ci proiettano in un tempo passato, fastoso o romanticamente solitario, di cui sono silenziosi testimoni.. Osservatori neutrali della vita che vi si svolgeva all'interno, questi giardini riflettono il mutare del rapporto fra l'uomo e la natura, un legame che vede l'uomo agire attivamente nel concepire architetture eccitanti adatte ai divertimenti, ai concerti, agli amori, agli intrighi, ed atmosfere armoniose in cui trovare la tranquillità, il riposo, l'ispirazione artistica, il sogno.. In questi giardini risulta così identificabile la mano dell'uomo, sia che essa abbia voluto permeare di sé il paesaggio, sia che abbia preferito rispettare lo sviluppo naturale dell'ambiente, autoconfinandosi a ruolo di neutro osservatore.. Avvolti da una luce neutrale che copre indifferentemente resti di architetture decadute e il rigoglio delle piante, gli scorci fotografati da Vincenzo Vedovato ci restituiscono le sensazioni e la memoria di quel lontano passato, delle emozioni vissute, dei sogni inseguiti e che il giardino torna a raccontare.. Vincenzo Vedovato nasce a Padova nel 1965.. Si diploma al Liceo artistico nel 1984, con indirizzo architettura.. Lavora all'Agenzia Pubblicitaria Areadue, e in seguito entra nello studio di Claudio Mainardi come assistente fotografo, lavorando nel campo della moda e dello still-life.. Ha poi avviato un proprio studio fotografico industriale e still-life.. A Roma lavora a contatto con il cinema, conoscendone gli strumenti e le tecniche, diventando assistente di registi di fama come Bernardo Bertolucci, Carlos Saura, Ermanno Olmi, Costa Gavras ed ancore: Storaro, Tornatore, Khondji, Blossier, Boyle, Lhomme, Clark, Brakha, Myers e altri.. Dal 1997 espone in numerose mostre personali e collettive: «Flamenco», «Sevilla», «Reportage», «Paesaggi», «Emozioni» e «Giardini».. La mostra resterà aperta da domani al prossimo 5 ottobre.. Orario: lunedì - sabato: 10-13/16-19.. Chiuso domenica.. Info.. 049 8755212; fax 049 661030.. 2:51 PM.. L'Orto dei Semplici, la storia scritta attraverso le piante del territorio.. Le vicissitudini dell'antica istituzione universitaria.. Fuente:La Nuova Ferrara.. Fecha: 19-8-02.. FERRARA.. Nel 1391 venne fondata l'Università di Ferrara dal Marchese Alberto V d'Este; fu in particolare nei secoli XV e XVI che accrebbe la sua fama.. In quel tempo la facoltà di medicina era denominata "artistarum" e lo studio della medicina era strettamente collegato alle piante.. Le piante medicinali erano dette "semplici" e lo "studio dei semplici" era la cattedra di botanica del tempo.. I docenti delle facoltà universitarie erano detti "lettori".. Molti famosi lettori ferraresi del Rinascimento furono maestri di botanica e di medicina.. Fra questi ricordiamo Berengario da Carpi, Nicolò da Lonigo (Leoniceno) e Giovanni Mainardi (Manardo).. Un grande lettore ferrarese del '500 fu anche Antonio Musa Brasavola che fu medico di papi, re e dei duchi d'Este.. Brasavola scrisse diverse opere sulle piante in cui vengono descritte le proprietà medicamentose di molte specie del territorio ferrarese.. La data di nascita "ufficiale" dell'Orto Botanico ferrarese come istituzione universitaria è indicata dagli storici nel 1771, tuttavia è certo che anche a Ferrara, similmente ad altre famose città universitarie (Padova, Pisa, Bologna) esistevano già nel '500 uno o più giardini dei semplici legati al mondo accademico.. Di questi giardini si hanno solo notizie frammentarie.. Uno di questi giardini era ubicato sull'isola Belvedere (oggi scomparsa), un altro era situato in una località chiamata "super culinam" (giardino della Montagnola) e un altro vicino al Castello Estense (giardino del Padiglione).. Nel XVII secolo gli Estensi si trasferirono a Modena e decadde anche l'università.. Le prime notizie documentate riguardanti l'Orto Botanico risalgono al 1729 quando, in un verbale della Congregazione dell'Università, si legge che il Maestrato della Città di Ferrara aveva ceduto all'Università l'uso dell'ala del Palazzo del Paradiso, confinante con via dell'Inferno (oggi via Paradiso), per la istituzione della Pubblica Biblioteca e del Teatro Anatomico nonché l'uso dell'Orto del predetto palazzo.. All'inizio del 1800 Ferrara finì sotto la dominazione napoleonica e l'università fu chiusa e trasformata in Liceo fino al 1815.. Il Liceo mantenne i corsi e le cattedre parificate a quelle universitarie e, nonostante la trasformazione, questo fu un periodo molto proficuo per l'Orto Botanico.. Nel 1803 divenne prefetto dell'Orto il prof.. Antonio Campana.. Laureato in medicina, Campana pubblicò una "Farmacopea ferrarese" di cui vennero stampate 20 edizioni italiane e numerose traduzioni.. Il periodo 1878-1919 fu il più triste per l'Orto che fu anche trasferito in un terreno non adatto a Palazzo Schifanoia.. L'Orto tornò nella sua sede originaria nel 1925.. Fu sotto la direzione del prof.. Felice Gioielli che nel 1962-63 l'Orto fu trasferito a Palazzo Turchi di Bagno.. 2:31 PM.. jueves, octubre 17, 2002 :::.. Inaugurati i giardini di Montanelli a Milano.. Fuente : ANSA.. Fecha: 22-7-02.. http://www.. ansa.. it/search?NS-search-page=document&NS-rel-doc-name=/rubriche/italia/2002-07-22_707294.. html&NS-query=+giardini&NS-search-type=NS-boolean-query&NS-collection=rubriche&NS-docs-found=5&NS-doc-number=1.. (ANSA) - MILANO, 22 LUG - A un anno dalla sua scomparsa una sobria cerimonia ha dedicato i giardini di Porta Venezia e di via Palestro al giornalista-scrittore Indro Montanelli.. Sono i giardini che Montanelli amava e nei quali passeggiava ed in prossimita' dei quali venne gambizzato dai brigatisti 25 anni fa.. 'Caro Indro - ha detto Gabriele Albertini scoprendo un cippo in sua memoria - accetta questo dispetto dal sindaco che, a suo tempo, avevi dichiarato di aver scelto perche' antipatico'.. 10:03 PM.. miércoles, octubre 16, 2002 :::.. Al Premio Giardini di Hanbury un omaggio a Biamonti.. Fuente:: La nazione.. Fecha: 2-7-02.. http://lanazione.. quotidiano.. net/chan/8/19:3505570:/2002/07/08.. Con un omaggio allo scrittore Francesco Biamonti, scomparso nel 2001, si è conclusa nella suggestiva cornice di villa Hanbury, a La Mortola (Ventimiglia) la decima edizione del Premio Giardini Botanici Hanbury , che vuole promuovere la cultura dei fiori e del paesaggio, segnalando testi di architettura, botanica, fotografia e creatività, dedicati allo spirito della natura, alla letteratura dei gardini intesa anche in senso ideale come metafora della vita.. Per i libri di narrativa o di creatività in cui prevalga il sentimento dell'ambiente e della natura hanno vinto Giuliano Scabia con Lettere a un lupo e Stefano Zecchi con Fedeltà.. Per la sezione dedicata ai libri di botanica o architettura riguardanti la cultura dei giardini e dei fiori, Paolo D'Angelo con Estetica della natura, bellezza naturale, paesaggio, arte ambientale Raffaele Milani con L'arte del paesaggio.. Per la storia del giardino e del paesaggio mediterraneo è stato invece premiato Biagio Guccione per Parchi e giardini contemporanei.. Cenni sullo specifico paesaggistico.. 9:19 PM.. Un premio in ricordo del grande Biamonti.. «Villa Hanbury» e lo scrittore ligure.. Fuente:Gazzetta del mezzogiorno.. Fecha: 8-7-02.. VENTIMIGLIA (IMPERIA) Una sezione del Premio Villa Hanbury dedicata a Francesco Biamonti.. È la proposta presentata l'altra sera dall'assessore alla Cultura della Regione Liguria Nucci Novi Ceppellini, con un intervento al convegno promosso con il Premio Grinzane nello splendido giardino botanico della Mortola, a Ventimiglia.. «Francesco Biamonti lo avevo incontrato per la prima volta in questa sala ha affermato , lo ricordo affaticato ma lucidissimo nel riflettere sui temi a lui più cari, tra letteratura e le proprie radici.. Un grandissimo scrittore, una bandiera e un uomo di cultura di questa nostra Liguria racchiusa fra mare e collina, una Liguria di frontiera, dell'estremo Ponente, che Biamonti nei suoi libri ha saputo raccontare e romanzare con grande passione e lirismo, trasmettendo al lettore profumi, il rumore del vento e delle onde, con una bravura assoluta».. «Mi colpì molto in quella occasione ha aggiunto l'assessore l'interessante intervento di Biamonti sul "paesaggio perduto" conosciuto dalle diverse generazioni, una sorta di Eden, raccontava, che gli uomini e soprattutto gli scrittori hanno bisogno di ricostruire, sia pure solo immaginandolo mentalmente.. Dopo Calvino, tocca a lui, oggi, lasciare un grande vuoto nella cultura».. «Io credo - ha concluso Nucci Novi Ceppellini - che il Premio Villa Hanbury, dopo l'omaggio che gli ha fatto, possa rinnovare ogni anno il suo ricordo con una sezione del Premio dedicata a lui e ai giovani scrittori e saggisti che con la stessa sua voce appassionata racconteranno la Liguria in un libro o in saggio».. 9:14 PM.. UN MANIFESTO PER IL VERDE/ 1.. Fuente: Il matino on line.. Fecha: 30-6-02.. Autor:Maurizio Fraissinet.. Lugar de referencia: Nápoles.. L'ormai periodico allarme inquinamento - acuito dall afa - che interessa le città italiane allorquando si trovano in condizioni climatiche di permanente alta pressione, e che non risparmia affatto Napoli, viene affrontato dalle istituzioni in differenti maniere, tutte più o meno dettate da motivi di carattere tecnico e sanitario.. Le soluzioni spesso, purtroppo, sono solo interventi di tipo immediato ma non vanno all'origine del problema, difficile da affrontare perché richiederebbe un cambio drastico dei sistemi di trasporto, delle abitudini lavorative, ecc.. Ma esiste una soluzione, invece, assolutamente priva di impatto sociale e duratura nel tempo, che non viene ancora affrontata e che pure sarebbe necessaria, oltre che estremamente utile.. È ormai noto che un albero con una superficie fogliare di 7.. 000 metri quadrati assorbe, nel corso di un'ora, 2,5 chilogrammi di anidride carbonica contenuti in 4.. 800 metri cubi di aria, e libera 1,7 chilogrammi di ossigeno nell'atmosfera, coprendo così i bisogni di 10 abitanti di una città.. Non solo, nel corso della vita (circa un centinaio di anni), questo albero pulirà un volume di aria pari a quello di 80.. 000 case unifamiliari con cubatura media di 500 metri cubi, cioè circa 40 milioni di metri cubi di aria.. Sono cifre impressionanti, che rendono bene l'idea della funzione igienica, sanitaria, ecologica, fonoassorbente, oltre che climatica (contro il surriscaldamento del microclima), ricreativa e paesaggistica, che svolgono gli alberi nei centri urbani.. Eppure, quando si parla di inquinamento atmosferico delle città, non si sente mai parlare anche di progetti e operazioni per l'incremento della dotazione di alberi di alto fusto del territorio urbano.. A Napoli, nel corso degli ultimi anni sono stati compiuti grossi sforzi per realizzare nuove aree verdi in diversi punti della città, e la dotazione arborea in termini di parchi e giardini pubblici è molto migliorata.. Non la si può considerare però sufficiente, anche perché è possibile aumentarla agendo soprattutto sulle alberature stradali, sulle alberature delle aiuole, dei tanti spazi abbandonati delle periferie, delle aree di pertinenza delle scuole, degli ospedali, e così via.. Basterebbe guardarsi un po' intorno, magari camminando a piedi, per scoprire un'infinità di spazi vuoti dove andrebbe bene la collocazione di un albero.. Conversando di recente con l'amico Casimiro Monti, assessore comunale al ramo, si discuteva delle difficoltà economiche ad affrontare l'esecuzione, oltre alla progettazione, di un massiccio piano di piantumazione di alberi in città.. Premesso che l'impianto di alberi dovrebbe avere in qualsiasi città, e con qualsiasi tipo di amministrazione, priorità nella ripartizione delle risorse di bilancio, si può trovare a mio avviso una soluzione a questo problema.. Sarebbe opportuno lanciare una campagna comunale, chiamata magari «Rimboschiamo la città» (come suggeriva il WWF Campania anni orsono), che illustri i vantaggi della piantumazione di un albero e indichi le essenze idonee per le varie tipologie urbanistiche e territoriali della città.. Per la parte relativa alle strade, aiuole, aree di pertinenza scolastica, suoli comunali, si potrebbe ricorrere all'avvio di una grande operazione di sottoscrizione.. Il Comune di Napoli potrebbe aprirla con il deposito di una somma e farsi garante dell'accantonamento delle quote versate liberamente dai cittadini di Napoli, ma anche dalle imprese commerciali, che, in tal modo, diverrebbero autentici proprietari degli alberi che si andranno a comprare.. L'avvio della sottoscrizione, oltre a dotare le casse  ...   concezione e nel suo governo.. Nella coscienza che non esiste più una natura naturale e nel tentativo di occupare lo spazio vuoto fra il sapere e il saper fare, il premio si propone di contribuire a elevare e diffondere la cultura del "governo del paesaggio": un antropologia del paesaggio; una sinergia tra estetica, ecologia e amministrazione.. «Un luogo - spiega Domenico Luciani, direttore della Fondazione Benetton studi ricerche - occupa uno spazio, ha un sito e una postura.. Luogo è forma e vita, soggetto a modificazioni e individualità.. Individualità, tempora- lità e commensurabilità spaziale comportano una responsabilità da parte nostra e danno le condizioni per un possibile passaggio di valorizzazione, salvaguardia e tutela della identità del luogo.. Ma nessun luogo può essere salvaguardato se non c è una persona che vi si identifichi».. Il premio segnala non tanto il talento dell inventore del luogo, ma la sapienza e la continuità nel governo del luogo stesso, sapienza e continuità che riescono a far vivere nel tempo quella stessa invenzione, a ritrovarla, a rinnovarla facendola rimanere se stessa, in equilibrio tra innovazione e conservazione.. Non a caso, il premio è intitolato a Carlo Scarpa (1906-1978) grande inventore di spazi aperti che ha vissuto intensamente il rapporto architettonico e paesaggistico fuori-dentro, ideando, tra gli altri, luoghi quali il giardino della Fondazione Querini Stampalia a Venezia e lo straordinario giardino-sepolcro Brion a San Vito d Altivole, Treviso.. Il premio è costituito da una campagna di attenzioni dalla pubblicazione di un dossier, dalla raccolta di materiali bibliografici e cartografici pertinenti, dall erogazione di un contributo finanziario di 16.. 000 euro e dall organizzazione della cerimonia pubblica.. Il riconoscimento simbolico è costituito da un sigillo, disegnato da Carlo Scarpa proprio per il sepolcro Brion (ottone brunito, mm 83x35x15).. Sul fondo è inciso il nome del luogo designato dalla giuria; il sigillo viene conferito alla persona o alla istituzione responsabile del suo governo.. La giuria internazionale ha scelto per la tredicesima edizione del premio i Giardini del Castello di Praga.. I giardini sono stati disegnati tra il 1920 e il 1935 dal famoso architetto Joze Plecnik (1872-1957) su commissione dell allora presidente della Cecoslovacchia Tomàs Garrigue Masaryk (1850-1937).. Il premio verrà consegnato dalla giuria ai rappresentanti dell Amministrazione Zdenék Synàcek direttore del Castello di Praga, e Zdenék Lukes dell Ufficio del presidente della Repubblica Ceca, Damjan Prelovsek, studioso di Plecnik illustrerà i giardini.. 11:06 PM.. Il giardino, paesaggio culturale.. La Carta di Firenze ne ha fatto un vero e proprio monumento.. Fuente:Giornale de Vicenza.. Fecha:9-5-02.. Autora:Federica Morello.. Una recente pubblicazione, "Fitocronologia d Italia", fornisce un excursus storico e un completo quadro conoscitivo.. Storia, arte e immagine reale vivono e riecheggiano nel giardino e nel paesaggio come luogo della memoria, delle emozioni, del rinnovarsi ciclico della natura.. L impronta umana nel paesaggio, che da luogo incontaminato ed inospitale diventa rifugio ordinato e puro artificio, è sempre stata prerogativa e vanto dell uomo, organizzatore dello spazio e giardiniere.. Nel nostro territorio ville e giardini costituiscono un patrimonio prezioso, una testimonianza che trova ampi riscontri nella letteratura, nelle tradizioni, nell immaginario popolare, proiettandoci nell affascinante mondo del passato tra bellezza e superstizione.. Con l approvazione della Carta di Firenze per il restauro dei giardini storici le Istituzioni li hanno riconosciuti veri e propri monumenti, fornendo regole specifiche per la loro salvaguardia.. Dal 1981 si è allargato il concetto di giardino storico e lo si è associato a quello del paesaggio culturale: un esigenza avvertita a livello internazionale, volta alla protezione e valorizzazione dell ambiente che ci circonda.. Una recente pubblicazione, Fitocronologia d Italia , a cura di Federico Maniero, fornisce un excursus storico e un quadro conoscitivo del più tradizionale giardino all italiana, introducendo parallelamente e motivando l arrivo delle nuove specie vegetali e della loro fortuna.. Il libro, edito da Leo S.. Olschki, risulta un utile aggiornamento della benemerita Cronologia della Flora Italiana di Pier Andrea Saccardo, strumento fino ad oggi imprescindibile per lo studio della botanica storica, che vide tuttavia la luce nel lontano 1909.. Interventi mirati e filologici di ripristino dei più bei giardini del Vicentino, da quello di Villa Negri a Romano d Ezzelino a quello di Montecchio Precalcino, partono proprio da studi conoscitivi di questo genere: l autore segnala la presenza nel nostro Paese di 5.. 180 entità botaniche vive, non autoctone o di derivazione orticola, suddivise tra erbacee, arboree, arbustive e legnose.. La trattazione riguarda anche un certo numero di indigene, le più interessanti ai fini del restauro paesaggistico e del giardino storico in particolare: il ruolo di orti e broli nelle pertinenze delle ville venete di campagna è quindi associato per importanza culturale a quello dei giardini botanici, dei frutteti, dei chiostri e degli spazi verdi nei centri storici.. Il collezionismo botanico parte dal Duecento, ma solo nel XIV secolo inizia un apprezzabile introduzione di nuove specie in Europa, influenzando le decorazioni floreali d interni, delle aree cimiteriali e la costruzione di serre.. Anche la pittura e le arti figurative risentirono profondamente dell arredo dei giardini, il cui gusto ispirò fantasie e geometrie per la ben più popolare arte della ceramica, della tessitura delle stoffe, della manifattura di ventagli e mobilia.. Persino la raffinata signora, che entra in profumeria o in farmacia per scegliere fragranze e prodotti di bellezza, rivive con la moderna cosmetica gli antichi fasti del giardino: erbe, fiori e frutti esaltano con le loro essenze e le loro proprietà medicamentose benefiche l arte del farsi belle.. Magia, superstizione e un pizzico di malizia si respirano intorno al mistero del giardino, luogo di per sé ordinato, ma ancora avvolto dai vapori di una natura dapprima selvaggia e inospitale, resa amica dall artificio dell intervento umano.. I viaggi e la moda non sono stati gli unici fattori responsabili della proliferazione di alcune piante nel nostro ambiente: dagli aspetti più comuni della vita quotidiana fino all introduzione di nuove applicazioni scientifiche come i sistemi di riscaldamento e di irrigazione, il parco ha costituito un motivo trainante anche dal punto di vista economico e sociale.. Delle specie catalogate nel libro è pazientemente indicata la provenienza di ciascuna, da una più generale area geografica del mondo ad un più preciso ambito di riferimento nazionale e regionale.. Arazzi e dipinti testimoniano con fedeltà, che potremmo definire botanica più che storica e artistica, la particolare propensione del momento per quanto riguardava piante e fiori: se gli antichi giardini italiani erano realizzati con un numero limitato di specie e di varietà, soprattutto sempreverdi, soltanto negli spazi contigui e integrati con esso, magari nel frutteto e nel brolo familiare, comparivano le piante a foglia caduca.. Queste ricoprivano perciò nei tempi più remoti un ruolo meno nobile ed ornamentale, ma senz altro più utilitaristico, riferito alla tavola.. Bisogna poi considerare il fattore climatico, che creava dei distinguo molto marcati nella fisionomia dei giardini soprattutto in Italia, tra le zone settentrionali, quelle meridionali e quelle costiere più temperate.. Anche il cromatismo regionale risultava alquanto vario e gli effetti sul paesaggio si osservano ancor oggi: bianco e verde i colori che più si addicevano alla moda dei tempi remoti, con una particolare predilezione per il rosso come varietà più vivace per alberi e arbusti.. La fortuna del giallo e dell arancione come colori autunnali, soprattutto legati alla presenza delle piante a foglia caduca, è molto recente: la nostra cultura ha sempre associato al giallo i significati negativi di gelosia e di pazzia, che tuttavia ancor oggi sopravvivono come motivi sbiaditi nell immaginario e nei detti popolari.. Per tutto il Cinquecento e per il Seicento la particolare predilezione dei pittori italiani per i fiori doppi e in seguito screziati e variopinti, metteva in risalto, d altro canto, la semplicità dei fiori bianchi di melo, a petalo unico, spesso raffigurati dai fiamminghi.. Blu, azzurro e celeste per i fiori ebbero una fortuna limitata e tardiva, vista l esiguità di specie autoctone disponibili e la congiunta piccolezza della corolla.. Ma ci pensò poi la moda cino-giapponese a portare in Italia il glauco, il turchino, l oro e il marrone: varietà e incroci, che proiettano il giardino dalla dimensione naturale a quella della finzione più squisita, di letteraria memoria.. 11:02 PM.. Il giardino delle letture nella Sormani oper air.. Orticola finanzia il restauro del parco della biblioteca.. Fuente: ?.. Autora: Teresa Monestiroli.. Milan.. Sarà un giardino per soli lettori, un posto romantico dove non saranno ben accetti né bambini né cani.. «Me lo immagino come un luogo appartato e silenzioso, avvolto nel verde.. Con un piccolo sentiero arzigogolato che lo attraversa.. il sentiero della lettura.. Vorrei restituire alla gente il piacere di passeggiare leggendo, gesto d'altri tempi quasi proibito in un mondo frenetico dove bisogna sempre prestare attenzione a dove si mettono i piedi».. La direttrice del settore Biblioteche del Comune, Stefania Jahier, da anni custodisce nel cuore questo sogno.. Sogno che, grazie alla collaborazione di Orticola, presto diventerà realtà.. «Restituiremo alla città uno dei suoi giardini storici, cercando di rievocare la magica atmosfera di un tempo».. È il parco della biblioteca Sormani, progettato nel 1783 da Leopold Pollack, su richiesta dei Conti Andreani allora proprietari del Palazzo, che si nasconde dietro un muro di cinta di via Francesco Sforza e che pochi milanesi conoscono, visto che da anni ormai è chiuso al pubblico.. Il primo esperimento di riapertura è stato fatto l'estate scorsa quando la direttrice ha affisso sul cancello il cartello: "Giardino di lettura".. «Solo per due mesi, per testare l'interesse dei cittadini.. E devo dire che è stato un successo.. La gente era entusiasta e il giardino non ha subito alcun danno».. A realizzare il progetto sarà ora Orticola, la grande mostra mercato di fiori e piante da domani al 12 maggio (dalle 10 alle 19.. 30) ai Giardini Pubblici di via Palestro che, in cambio dell'ospitalità del Comune, devolverà tutto il ricavato nei lavori di restauro che partiranno il prossimo settembre.. Restauro di cui Orticola stessa si farà carico e che riguarderà sia il verde che la struttura del parco, l'impianto di drenaggio dell'acqua e l'insonorizzare, almeno in parte, dell'area che si affaccia sulla trafficata circonvallazione interna.. 10:49 PM.. Quattro passi e un po' di svago nel «parco alto».. dove Alessandro Manzoni veniva a ritemprarsi.. Fuente:il giorno.. net.. Fecha: 9-5-02.. Autora: Barabara Caputo.. Lugar de referencia: DARFO BOARIO TERME -.. Bergamo.. Alessandro Manzoni, che per ritemprare il corpo e lo spirito era solito passare le acque a Boario Terme, lo aveva definito «il paradiso della Valle Camonica».. Il «parco alto» delle terme, nascosto dai pini secolari che circondano le antiche fonti, tornerà all'originale splendore grazie alla Pro Loco di Darfo Boario Terme che, in collaborazione con l'amministrazione comunale, gestirà l'area verde per tutta la stagione termale.. Oltre alla gestione quotidiana del bar interno al parco vecchio (che rimarrà aperto dalle 9 alle 24), verranno proposti momenti di intrattenimento, sport e spettacolo.. «La filosofia - spiegano alla Pro Loco - sarà quella del relax a 360 gradi.. Il parco alto delle terme ha una storia centenaria e merita il massimo rispetto.. Alessandro Manzoni passeggiava lungo i sentieri interni cercando nella natura la giusta tranquillità.. Noi faremo rivivere il parco in funzione degli ospiti delle terme che al relax potranno unire anche momenti di svago e cultura».. Il parco alto farà così da cornice ad alcuni incontri culturali, il cui filo conduttore sarà proprio l'acqua.. «L'immagine di Darfo Boario Terme - continuano - da sempre è legata all'acqua.. La Pro Loco intende valorizzare quest'imprescindibile aspetto del turismo Camuno, troppo spesso penalizzato e dimenticato dai grandi tour operator».. Tra il verde dei pini tanto amati dall'autore dei Promessi Sposi ci sarà spazio anche per i giovanissimi.. «Il Circolo Giovanissimi - concludono - è da intendersi come un servizio alle famiglie della città che non hanno la possibilità di allontanarsi per le vacanze estive.. I ragazzi, seguiti da insegnanti e animatrici, durante la mattinata potranno dedicarsi alle attività sportive e scolastiche, mentre nel pomeriggio svilupperanno la manualità e la creatività con attività teatrali, musicali e di disegno».. 10:41 PM.. Alla scoperta dell arte del giardino.. Fuente : Exibart (www.. exibart.. com).. Fecha: 19-4-02.. Autora: Manuela Esposito.. Nápoles.. (Campania).. Apre oggi pomeriggio nella splendida cornice della Vaseria borbonica della Reggia di Caserta la seconda edizione di Boscarello, la prima mostra mercato del verde della Campania e del sud Italia.. Per tre giorni uno scenario incantevole, i giardini settecenteschi della Reggia di Caserta, ospiterà quaranta espositori nazionali selezionati dalla paesaggista Joan Tesei.. Per la prima volta una mostra interamente dedicata al verde e all arte del giardino nella città campana: fiori, essenze, bulbi e piante aromatiche, arredi antichi da giardino, libri, vasi, e tutto quello che occorre per vivere il verde.. La manifestazione prevede una serie di mostre ed appuntamenti collaterali.. Nella Casa del giardiniere la Soprintendenza architettonica ed ambientale di Caserta presenta la mostra fotografica sulla storia ed il restauro del Giardino Inglese.. Fu la Regina di Napoli, Maria Carolina, nel 1786, ad affidare al giardiniere inglese John Andrew Graefer e all architetto Carlo Vanvitelli il progetto di adeguamento dei 23 ettari di terra secondo la moda del giardino di paesaggio, che dall Inghilterra si stava diffondendo in tutta Europa.. Famosi sono i canali, le fontane, le finte rovine, le serre, i sentieri, ma protagoniste di questo scenario unico al mondo sono le piante provenienti da tutti i continenti.. Nel 1876 si contavano 2500 specie esotiche, alcune delle quali si conservano ancora oggi intatte: il Taxodium mucronatum ten.. , il Liriodendron tulipifera Lin.. , il Laurus Canmphora Lin.. , il Platanua acerifolia Willd.. , la Camelia iaponica Lin.. La Real Serra Borbonica ospita invece le essenze scelte dal Catalogo delle Piante Moltiplicate e vendute nel Reale Giardino Inglese di Caserta, edito nel 1856, a cura del Vivaio Torsanlorenzo.. Una selezione di piante rare quali: la Hovenia dulcis nota come l albero Uvetta, l Itea virginia un arbusto che produce dei racemi eretti di fiori color panna; il Callistemon salignus di origine australiana, l Agapanthus africanus una bulbosa con fiori azzurri nota come il giacinto africano e introdotta in Europa nel 1679.. Durante la tre giorni non mancheranno incontri, conferenze e presentazioni di libri.. Gianfranco Giustina, responsabile dei Giardini di Isola Madre, parlerà della relazione tra le piante di Caserta e di Isola Madre.. Anna Peyron presenterà le rose antiche, clematidi e hydrangee del suo vivaio.. Carlo Knight traccerà il percorso storico del Giardino Inglese di Caserta.. Boscarello non poteva trovare una collocazione migliore di quella del Bosco della Reggia, che dal momento della creazione è stata sia fonte di ispirazione di paesaggisti e giardinieri, sia luogo di studio e di osservazione diretta di una selezione di piante completa.. Un appuntamento che non si rivolge solo agli addetti ai lavori.. Non è facile esprimere l emozione e le sensazioni che si provano quando tanta natura ci circonda.. Si potrebbe pensare alla tranquillità che sempre trasmette.. Questo luogo è depositario di storia, di vicende di corte, di tradizioni.. La vita è protagonista e ci coinvolge.. Alberi, Piante e fiori nascono, crescono, si riproducono e muoiono.. Un patrimonio che ci è stato tramandato così come lo hanno visto in passato; oggi siamo noi i protagonisti e difficilmente restiamo impassibili di fronte a tanta bellezza.. dal 19 al 21 aprile 2002.. Boscarello alla Reggia di Caserta.. La prima mostra mercato del verde della Campania e del sud Italia.. Ideazione a cura di Mario e Giovanna Florena con Joan Tesei.. orari: venerdì 19 dalle 14 alle 19 sabato 20 e domenica dalle 10 alle 19.. Segreteria organizzativa Meeting&Words infoline: 0823437898.. Ufficio Stampa: sic press mob.. 3491949105-3473331576.. Ingresso: 5 Euro.. 10:33 PM.. jueves, octubre 10, 2002 :::.. Bicentenario della morte di Petitot, i disegni della Fondazione.. Cariparma in mostra da oggi.. L'architetto innovatore Un grande artista europeo alla corte di Parma.. Fuente:Gazzeta di Parma.. Fecha: 27 (?) -4-02.. Autor: Pier Paolo Mendogni.. Parma.. Grande architetto, grandissimo disegnatore d'architettura Ennemond.. Alexandre Petitot (1727 - 1801), elegante protagonista della stagione.. dei lumi in cui la razionalità del pensiero si è imposta nella.. filosofia, nella scienza e anche nelle espressioni d'arte, che hanno.. guardato ai modelli più rigorosi dell'antichità classica.. I colori, però, almeno nel Settecento sono rimasti quelli teneri del.. rococò col rosa pallido, l'avorio, il verdino, il giallo spento, che.. l'acquerello rende ancora più tenui.. E così gli ampi fogli progettuali.. del Petitot al rigore minuzioso della descrizione tecnica accoppiano.. spesso degli appropriati e raffinati inserimenti cromatici che ne fanno.. delle tavole di accattivante fascino visivo col loro delicato abbraccio.. tonale, estremamente piacevoli a guardarsi.. Una probante esemplificazione ci viene dalla mostra, curata da Giovanni.. Godi e Corrado Mingardi, che si inaugura oggi alle 17 nei locali della.. Fondazione Cassa di Risparmio di Parma (apertura fino al 30 giugno) e.. che si inquadra nelle celebrazioni del secondo centenario della morte.. dell'artista, che hanno visto la felice conclusione dell'eccezionale.. operazione di recupero dell'immagine settecentesca del Parco Ducale e.. vedono pure l'uscita di una ampia e documentata monografia di Giuseppe.. Cirillo sull'architetto ducale.. Nella rassegna di Palazzo Bossi Bocchi - «E.. A.. Petitot nel bicentenario.. della morte.. I disegni nella collezione della Fondazione Cassa di.. Risparmio di Parma» - vengono presentati settanta fogli appartenenti.. alla stessa Fondazione che possiede la più vasta collezione di lavori.. petitotiani, che si è ulteriormente arricchita grazie all'importante.. donazione giunta dall'architetto Franco Carpanelli.. E l'esposizione di questi disegni, alcuni dei quali inediti, completa in.. un certo senso la bella mostra su «Petitot un artista del Settecento.. europeo a Parma», allestita in modo straordinario da Pier Luigi Pizzi.. cinque anni or sono negli stessi locali.. Guardando le accattivanti tavole, disposte in ordine cronologico, si.. ripercorre l'itinerario del Petitot giunto a Parma negli ultimi mesi del.. 1753 e nominato il 24 dicembre architetto dei Palazzi Reali.. Era nato a.. Lione ma gli elementi fondamentali d'architettura li aveva appresi a.. Parigi da Denis Jossenay e a soli 18 anni vinceva il prestigioso.. concorso del Grand Prix, che consentiva di accedere, spesato,.. all'Accademia francese di Roma dove rimaneva dal '46 al '50.. Al contatto.. con le opere antiche ne assorbiva gli stilemi, che diventeranno una.. sigla costante della sua architettura, pur non rinunciando per alcuni.. anni, soprattutto nei disegni decorativi, a certa grazia leggiadra.. rococò.. E l'esperienza romana è documentata nei due primi disegni, fortemente.. chiaroscurati: la «copia di un rilievo dell'Arco di Costantino» e il.. progetto di un fastoso «Monumento sepolcrale per un pontefice», dove.. sopra la bara si staglia la grandiosa figura del Papa orante e, sotto,.. un bassorilievo con episodi della sua vita.. Tornato a Parigi, eccolo progettare un «edificio nella campagna.. francese» e una «fontana a muro con delfini».. Nella capitale cerca di.. imporre «il gusto greco con i contorni semplici ma nobili» appreso in.. Italia e si fa notare come un giovane promettente.. Così quando il Du Tillot, allora intendente dei Reali Palazzi, inizia a.. cercare a Parigi un architetto per la Corte parmense, riceve la.. segnalazione di «un giovane, eccellente soggetto, che è stimato da.. tutti, conosce la propria arte anche nella teoria e parla abbastanza.. bene da poter insegnare».. Si chiama Petitot, è «piccolo, benfatto,.. biondissimo, molto fine», posato e si diletta a suonare.. Appena giunto a Parma viene investito del problema della sistemazione di.. Colorno, che la duchessa Luisa Elisabetta intende trasformare in una.. piccola Versailles.. Così i suoi primi disegni parmigiani riguardano.. l'appartamento della Duchessa nel Palazzo di Colorno, il giardino, la.. grotta, la Veneria e l'utopica Cappella Ducale.. La pianta del vasto giardino colornese sorprende per la piacevole.. disposizione delle verdi architetture, ma anche per i gradevoli.. inserimenti cromatici e per quel perdersi intrigante delle geometrie.. nell'improvvisazione naturalistica di un folto bosco spontaneo.. Anche Parma aveva il problema della risistemazione del Giardino ducale,.. di cui si presentano due progetti: uno del '53 con il viale centrale.. interrotto da varie aiuole, e un altro (1754-58) più vicino alla.. realizzazione finale con la variante dell'Etoile congiunta al laghetto.. da un viale diritto, che prevede ai lati simmetriche organizzazioni.. dello spazio, animato da boschetti che formano piccoli salotti.. Le qualità di altissimo disegnatore spiccano brillantemente negli studi.. per la decorazione a stucco della Sala Grande di Colorno coi rami.. sottili che si innalzano leggeri trasformandosi in leggiadre volute di.. foglie tra cui compaiono misteriosi volti femminili e vasi rigogliosi di.. fiori.. All'inizio degli anni Sessanta l'attività si concentra su Parma: la.. prima sintetica facciata della chiesa di San Pietro, che verrà poi.. arricchita con le colonne binate e il solenne fastigio rettangolare con.. le insegne papali così da reggere degnamente il confronto con gli altri.. edifici della rinnovata Piazza Grande; il Casino, al termine dello.. Stradone da lui delineato alla francese, con la Bottega del Caffè che,.. secondo il progetto, avrebbe dovuto prolungarsi sulla sinistra con un.. loggiato; un piacevole vaso destinato allo stesso Casino.. Sorprendenti appaiono i disegni tecnici che sono di una tale perfezione.. geometrica, di un così calibrato rapporto tra le forme e i teneri.. colori, inseriti e variati con straordinario gusto, da farne delle.. autentiche opere d'arte come la bellissima «Macchina per tagliare i.. marmi» e quel «Meccanismo idrostatico Egalité», suggestivo nella sua.. architettura pittorica costruita con colori diversi che evidenziano le.. varie parti e intrigante nel gioco sottile delle linee e dei numeri che.. ne descrivono l'azione tecnica.. I più importanti eventi dinastici l'hanno visto impegnato a realizzare.. apparati fastosi e solenni, quali l'addobbo del Duomo per le cerimonie.. funebri in occasione della scomparsa del duca don Filippo di Borbone.. (1765) e le spumeggianti feste nel Giardino ducale per le nozze di don.. Ferdinando con l'austriaca Maria Amalia (1769).. Al solo stadio di.. progetto è rimasto il grandioso Palazzo Ducale, di cui si presenta la.. «Pianta del primo piano» (1767) e che non verrà mai costruito.. Con la cacciata del primo ministro Du Tillot, inviso a Maria Amalia, si.. è affievolita anche l'azione di rinnovamento urbanistico della città e.. il Petitot, pressoché privato degli incarichi di Corte, ha limitato la.. sua attività alle consulenze private e all'insegnamento accademico,.. lasciando numerosi disegni di casini, edifici, teatri, che la mostra.. documenta con ampiezza, aggiungendovi alcuni progetti inediti degni di.. interesse.. 9:59 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: sábado, noviembre 30, 2002 :::.. BERLUSCONI, UN EURO ALL'ANNO DAL FAI PER VILLA GREGORIANA.. Fecha: 27-11-02.. ROMA - ''Ho camminato lungo l'Aniene, fino al campo di olivi, ove s'apre un panorama su un'ampia solitudine.. Ho visto il tempio di Vesta, le grotte di Nettuno e delle Sirene e le cascatelle che sbocciano dai portici della villa di Mecenate.. ''.. Cosi' Villa Gregoriana, a Tivoli, appariva agli occhi de Rene' de Chateubriand.. Oggi il monumento e' in Stato di abbandono e degrado: per questo il Fondo per l'ambiente italiano ha chiesto e ottenuto dallo Stato l'affidamento per dodici anni (rinnovabili) in cambio di un canone di affitto di 12mila euro all'anno.. Il Fai se ne fara' carico per due terzi, mentre un terzo verra' coperto dal Comune di Tivoli.. La Fondazione, grazie al sostegno di Unicredito, si occupera' del restauro (costo previsto, 2 milioni di euro), della manutenzione straordinaria e ordinaria, dell'apertura al pubblico, prevista nella primavera del 2004.. Il progetto di recupero e' a cura di Tatiana K.. Kirova, ordinario di Restauro al Politecnico di Torino, mentre Gae Aulenti curera' la progettazione architettonica e l'arredo per la trasformazione dell'ex edificio scolastico del secondo dopoguerra (anche questo chiuso e in stato di abbandono) in centro servizi per il pubblico.. Intanto sono gia' iniziati i primi lavori di pulizia, disboscamento e potatura.. Nata da un disastro - una piena dell'Aniene che nel 1826 fece tracimare le acque del fiume trascinando via quasi tutte le abitazioni nella parte piu' antica della cittadina - la villa fu creata per volere di Papa Gregorio XVI, che affido' all'ingegner Clemente Foldi l'incarico di forare il Monte Catillo, creando cosi' la Cascata Grande (alta 120 metri).. Il vecchio letto del fiume divenne invece una passeggiata tra la villa di Manlio Vopisco (console romano del 14 dopo Cristo), la grotta di Nettuno e quella delle Sirene, i templi dell'acropoli del II secolo dopo Cristo,(di Tiburno, fondatore della citta', di Vesta e della Sibilla), trasformati in chiese nel Medioevo.. Inaugurato il 6 ottobre 1835, il parco fu meta obbligata, per tutto l'800, per i viaggiatori del Grand Tour e ancora oggi lapidi ricordano le visite di re e imperatori.. L'accordo di concessione e' stato annunciato a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi, alla presenza del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, del direttore del Fai Marco Magnifico, del sindaco di Tivoli Marco Vincenzi.. (ANSA).. 9:05 PM.. Villa Gregoriana torna all'antico splendore.. Un restauro da due milioni di euro darà nuovo lustro alla villa di Tivoli circondata dai resti archeologici.. Fuente: Il Nuovo.. Fecha: 29-11-02.. Autora:Maria Teresa Cinanni.. Milano.. Dopo anni di incuria ed abbandono, tornerà presto al suo antico splendore il parco di Villa Gregoriana a Tivoli.. Responsabile del restauro, che dovrebbe essere avviato quanto prima, il Fai (Fondo per l'ambiente italiano) che per la prima volta in quasi trent'anni di attività si occuperà della valorizzazione e della salvaguardia di un bene dello Stato, a cui l'associazione dovrà versare un canone annuo di 15 mila euro.. L'intento principale dell'operazione che vede direttamente coinvolti i vertici del Governo, dal presidente Silvio Berlusconi che oggi ha reso noto al pubblico l'accordo ufficiale tra il Fai e lo Stato italiano, al ministro all'economia Giulio Tremonti, è quello di ricreare nello storico parco la suggestiva atmosfera del 1835, anno della sua inaugurazione.. E, al tempo stesso, restituire al pubblico un bene troppo a lungo sottratto.. "Oltre che completare la triade di perfezione che Tivoli, con Villa Adriana e Villa d'Este, rappresenta nel mondo", commenta il sindaco.. Ma c'è di più.. Villa Gregoriana, che prende il nome dal suo creatore papa Gregorio XVI, potrebbe assurgere dopo il restauro a patrimonio dell'umanità, così come è già avvenuto per le altre due.. "I tre unicum di Tivoli rappresentano tre differenti modi dell'uomo di rapportarsi alla natura e l'interazione tra architettura e ambiente - spiega la presidente del Fai, Giulia Maria Crespi - tre diverse concretizzazioni del bello, quello vero che rende possibile l'elevazione dello spirito e la sublimazione degli affanni della vita quotidiana".. E il parco in questione, meta privilegiata dei poeti - viaggiatori dell'Ottocento, diverrà così non solo una tappa obbligatoria del turismo culturale, ma andrà ad arricchire anche l'ingente patrimonio storico-artistico-ambientale del nostro Paese.. Storia antica, infatti, quella del parco di Villa Gregoriana che, sebbene  ...   duetre anni, trasformerà per sempre la concessionaria Fiat di viale Belfiore, acquistata dalla Baldassini & Tognozzi e destinata a diventare albergo, centro congressi e galleria commerciale.. Nouvel, uno dei grandi dell'architettura contemporanea, ha vinto il concorso internazionale per il recupero di viale Belfiore battendo nomi del calibro Isozaki, Rogers e Fuksas.. E lo ha vinto proprio grazie al «muro vegetale» alto 18 metri che correrà lungo viale Belfiore e via Benedetto Marcello.. Non è una provocazione affidare ad una barriera, anche se verde, uno dei primi interventi di architettura contemporanea a Firenze?.. «La zona è molto rumorosa per via del traffico e il mio scopo è stato quello di proteggere il territorio, chiudendolo con gentilezza.. Ma non è una provocazione, in fondo è tipico dell'arte italiana, dove spesso dietro una facciata austera nasconde qualcosa di molto prezioso».. Il muro non è però un arrendersi al traffico, non è costringere l'architettura a piegarsi all'inquinamento?.. «L'architettura deve fare i conti con quello che c'è, non deve inventare qualcosa di nuovo.. Farlo in pietra avrebbe dato il senso di un carcere, in ferro di una fabbrica.. Invece questo è un soluzione tecnologica nuova inventata negli anni '90 in Francia: un'anima di feltro con una griglia metallica dove attaccheranno le piante».. E chi ci garantisce che resterà verde anche col passare degli anni?.. «Il sistema tecnologico, grazie al quale scorre sempre l'acqua.. E' un muro giardino, che ha però quattro porte e che crea il desiderio di penetrarlo, di spingersi all'interno».. Secondo lei Firenze è una città molto inquinata?.. «Non si deve confondere viale Belfiore col centro della città, che trovo non molto inquinato».. 8:52 PM.. sábado, noviembre 02, 2002 :::.. Le quattro stagioni dell'Orto.. In mostra nel Giardino dei Semplici gli scatti del francese Lesimple, ricercatore al Bo.. Fuente:Il Gazzetino Online.. Il quotidiano del Nordest.. Fecha:30-10-02.. Autora:Silvia Gross.. PADOVA.. Primavera, estate, autunno, inverno.. I colori dell'Orto Botanico non finiscono di stupire in nessuna stagione.. Con un soffice e quasi irreale manto di neve, o con i colori tiepidi di una giornata autunnale, o con il cielo livido dell'eclisse, la magia rimane immutata.. È questo il filo conduttore della bella mostra fotografica "Il segno del tempo nel Giardino dei Semplici", raccolta di fotografie dell'Orto Botanico scattate nell'arco di nove anni da Marc Lesimple, matematico e fotografo francese, ed inaugurata ieri all'Orto dal rettore Giovanni Marchesini.. Organizzata dal Centro di Ateneo per i Musei, che sta curando anche l'edizione di un catalogo e la stampa di alcuni poster, l'esposizione è stata allestita nella palazzina sede del Centro di Ateneo Orto Botanico e del Centro di Ateneo per i Musei.. Giunto a Padova nel 1992 con una borsa di studio del Cnr, attualmente assegnista di ricerca a Matematica, il parigino Lesimple conosce l'Orto durante una serata dei "Notturni d'arte".. È un amore immediato e duraturo, uan passione rara e sconfinata per "un ambiente in cui si realizza una magica fusione tra piante e pietre, dove non si sa dove finisca il vegetale ed inizi il minerale".. «Per nove anni sono passato quasi quotidianamente, a fotografare, a leggere, semplicemente a trascorrere qualche momento».. All'inizio pagava regolarmente il biglietto, ma "poi sono stato quasi "adottato" dai giardinieri dell'Orto, molto gentili e premurosi, e potevo venire anche più volte a fotografare, per cogliere nuove sensazioni in questo teatro di luce che muta in continuazione".. Poi l'idea di raccogliere le foto.. «In luglio mostrammo le foto al rettore Marchesini, che ci propose di esporle all'Orto, in modo tale che diventassero patrimonio comune della città».. Le fotografie raccolte nell'esposizione, e presentate per la prima volta al pubblico, offrono un percorso attraverso questi luoghi nel corso del tempo "e mettono in evidenzia - spiega il curatore Giulio Peruzzi, docente di Storia della Scienza - come i cinque secoli di storia abbiano amalgamato in modo mirabile i diversi elementi che compongono questo luogo unico al mondo: le piante, le pietre e gli elementi architettonici e decorativi".. In un avvicendarsi di luci e di colori, si susseguono immagini di piante, di scorci, di angoli insospettati e bellissimi del giardino botanico più antico del mondo.. Le foto sono state molto apprezzate dagli intervenuti, e più di qualcuno ha manifestato l'interesse ad acquistarle.. L'Esu, l'Azienda Regionale per il diritto allo studio, vorrebbe acquisirle per metterle nelle case dello studente e nelle mense.. La mostra rimarrà aperta fino al 24 dicembre, l'ingresso libero.. 7:20 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: lunes, diciembre 09, 2002 :::.. Le metafore di Melo Freni e l'epistemologia del giardino.. Per lo scrittore la Sicilia evocata e immaginifica ha un significato più profondo della sua materiale consistenza.. Fuente: Gazzetta del Sud.. Fecha: 9-12-02.. Autor: Dagmar Reichardt*.. Melo Freni è uno scrittore per il quale la realtà irrelata di una Sicilia evocata e immaginifica ha un significato più profondo della sua materiale consistenza.. Come alcuni scrittori (per esempio Silvana Grasso, Nino De Vita o Michele Perriera), Freni ha superato l'antinomia del modello verghiano-pirandelliano ovvero la necessaria scelta tra uno di questi due scrittori siciliani come esclusivo punto di riferimento prefigurando nuove soluzioni narrative.. Nel suo lungo racconto intitolato «Verso la vacanza» (1990) Freni parla attraverso il narratore metadiegetico il quale sostiene che «di Sciascia si è detto che non ha saputo rappresentare altro che il negativo di una certa storia, siciliana e metaforicamente del mondo».. Il protagonista di nome Nunziati (un alter ego dello scrittore) aggiunge inoltre che allora anche Manzoni lo si potrebbe definire uno «scrittore negativo, per aver rappresentato la tragica assurdità della storia».. Nell'ambito di queste riflessioni introduttive Freni tesse una tripla tela intermediale tra «Il cavaliere e la morte» (1988) di Sciascia, racconto giallo nel quale secondo Nunziati, alias Freni, Sciascia avrebbe anticipato la sua propria morte, e due famose calcografie cinquecentesche di Dürer: «Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo e La malinconia».. Da quest'ultima incisione Freni prende spunto per fa riflettere il suo protagonista sull'essenza della malinconia di Sciascia, della sua tristezza e dei suoi stati d'animo.. La soluzione viene verbalizzata dall'unica figura femminile del racconto, la signora Ghiberti, la quale comprende che «la Sicilia è una terra con la quale e sulla quale non si può scherzare, senza tenerne in conto la tragicità».. Freni parla spesso della Sicilia nella sua produzione poetica, narrativa, teatrale, giornalstica e nei suoi saggi.. Questo multiforme autore, notevole anche per la varietà dei generi che segna la sua vita creativa, pare sia sempre alla ricerca dei confini della sua anima, della sua personale «Isola del tesoro, del suo Giardino di Hamdis» (1992), come s'intitola un altro suo felicissimo libro nel quale Freni trova una metafora specifica per la sua terra, quella del giardino.. Ma i grandi giardini mitici e leggendari, ricchi di aranci, limoni e di verdure che una volta ornavano la Conca d'Oro palermitana oggi sono scomparsi l'esplosione edilizia degli anni Sessanta gli ha dato l'ultimo colpo di grazia.. Sono rimasti i giardini pubblici: l'Orto Botanico, il parco tropico «La Flora» e la Villa Giulia, il Giardino inglese oppure il Giardino Garibaldi che danno un carattere subtropicale alla modernità «cementata» di tutta la città al di fuori del centro storico palermitano.. La base di questi giardini come giustamente ricorda Freni appunto nel suo libro intitolato «Il giardino di Hamdis» la crearono gli arabi che importarono in Sicilia nuove piante e nuovi frutti, limoni, aranci, il gelso e il gelsomino, il cotone e le melanzane e le palme.. L'influsso arabo sulla Sicilia e su Palermo che i sultani chiamarono «Aziz» (la Splendente, la Magnifica) o «Ziz» (fiore) fu molto fertile non solo dal punto di vista architettonico, alimentare ed economico ma anche culturale e scientifico.. Infatti Hamdis e cui ci riallacciamo alla mentalità di Sciascia fu un malinconico poeta arabo dell'XI secolo, uno dei primi (e pochi) mussulmani che lasciarono la Sicilia dopo la conquista normanna.. Con la tristezza dell'esule cacciato dalla patria cantò per tutta la vita nei suoi versi la Sicilia come paradiso perduto, come «terra promessa» così dice Freni come «il giardino più bello, benedetto da Allah», il «giardino del paradiso» insomma.. Il «favoloso giardino» di Hamdis, con i suoi aranci, «frutto della facilità», diventa per Freni il filo conduttore del suo specifico discorso poetico sul «giardino» della Sicilia, iniziato con i poeti arabi per non spezzarsi mai più.. Il volume raccoglie 19 saggi su questo tema soffermandosi non solo su «Le radici dell'anima» (IV.. cap.. ), cioè sui filosofi e poeti greci, ma illumina diversi mondi letterari come quello di D.. H.. Lawrence, Stendhal, Cechov oppure Buttitta, Giuseppe Tomasi, Patti, Capuana e altri ancora.. Tutti loro toccano il tema del giardino o, almeno, vanno considerati come preziosi «fiori» del giardino ideale di Freni.. Infatti, la sua sicilianità consiste proprio in questo suo esprimersi per metafore, nella realizzazione pratica della concezione sciasciana della «Sicilia come metafora» alla quel Freni dà un corpo concreto, sensuale, distintamente florale.. La formula del giardino è la vera e propria trovata del Freni che l'ha utilizzata anche nelle sue opere narrative, per esempio nel racconto della pastorella  ...   nella lontananza potenziando in questa maniera la forza immaginativa del lettore.. Da Verga il paesaggio funge da confidente, da personaggio muto con cui si svolgono i colloqui su diversi piani narrativi.. Ma, come abbiamo già osservato, Freni in nuce si orienta meno sulla realtà dell'esperienza umana immaginata da Verga e più sul mondo psicologico sentito da Pirandello, seguendo le tracce di elementi interiori e idealistici.. Come molti altri scrittori siciliani, Freni si dedica al tema della Sicilia come leit motiv, anche e soprattutto nel «Giardino di Hamdis».. In questo suo discorso sul «giardino» della Sicilia il giardino stesso lo costruisce come un mito.. Questo mito ha valore di un'utopia del desiderio, come lo si potrebbe verificare anche nel mito dell'infanzia nell'opera di moltissimi autori di grande pregio, da Vittorini a Bilenchi, Alvaro, Pavese o anche Calvino.. Ma Freni non trascura l'ottica storica sociale, la usa invece come fondamento per questa sua costruzione poetica della Sicilia-giardino, soggettiva e esteticamente espressiva allo stesso tempo.. Il suo discorso metaforico ma anche storico letterario è forse il contributo di maggior valore all'interno della sua produzione narrativa.. Lo è di sicuro rispetto all'iconografia di una sicilianità letteraria intensamente discussa da quando Sciascia pubblicò la sua antologia «Narratori di Sicilia» (1967) insieme a Salvatore Guglielmino.. Il dibattito è ancora oggi in fase di evoluzione.. «Il giardino di Hamdis» segna, dopo Sciascia (specie in «La corda pazza» del 1970 e «Narratori di Sicilia») e dopo il Bufalino delle «Cere perse» (1985) o di «La luce e il lutto» (1988) una terza tappa decisiva, finora insuperata (ma forse non ancora degnamente valorizzata) nel filone appunto di questa riflessione culturale sull'homo siciliensis e sull'essere siciliani.. *docente di Letteratura Italiana e Scienza Culturale presso le Università di Amburgo e di Brema.. 10:08 PM.. Palazzo Farnese, il giardino immaginato.. Nel volume di Roberta Morisi ricostruito lo spazio verde a nord della mole vignolesca - di Fabio Bianchi.. Fuente: Libertá On Line.. Fecha: 6-12-02.. http://quotidiano.. liberta.. it/archivio/ArchivioDettagli.. asp?IDArt=221079&Y=2002&M=12&D=6.. Il grande fervore culturale degli anni '80 ha sancito la rinascita di palazzo Farnese da troppi anni cava dei restauratori di Stato : dapprima (1982) il testo-summa di Bruno Adorni L'architettura farnesiana a Piacenza 1545-1600 , quindi, con l'illuminato Ente Restauro palazzo Farnese, recupero del maestoso complesso ridestinato a contenitore museale.. Impostata la parte burocratica, quasi esauriti gli studi storico-edilizi, rimaneva da approfondire il rapporto con il tessuto urbano: l'ambizioso progetto del Vignola, solo in parte realizzato, presupponeva un'integrazione ambientale, una concezione unitaria con relativo giardino come sfondo naturale.. E la giovane studiosa piacentina Roberta Morisi, architetto, specializzata in ricerche storiche, con I giardini di Palazzo Farnese.. Ipotesi ed intenzionalità progettuali , presentata ieri alla casa editrice Tip.. Le.. Co.. , ha colmato questa lacuna, brillantemente indagato la dimensione ancora nascosta del glorioso monumento, attendibilmente ricostruito i dintorni del capolavoro vignolesco.. Sullo schema del celeberrimo giardino all'italiana con, da un lato, simmetria e gerarchia, ameni giochi d'acqua, pittoresche grotte e graziosi ninfei prospetticamente coordinati alla fabbrica principale ed articolati su scalinate e, dall'altro, raffinate conoscenze idrauliche, agrarie e botaniche per ingentilire esteticamente l'impianto e trasformarlo in spettacolo naturale, Roberta Morisi, confortata da probanti testimonianze, ha ipotizzato anche per Palazzo Farnese simile esito funzionale.. A nord, dove attualmente insistono strutture sportive, per esplicito volere di Margherita Farnese, era stato probabilmente previsto uno spazioso terrazzamento di sublime qualità e perfezione formale purtroppo non attuato, un episodio paesaggistico di valore assoluto per stabilire un forte legame intellettuale e visivo sia con la natura - fiume Po, boschi - che con l'arte e la storia, cioè la città costruita a sud, sull'allineamento Piazza Cavalli-via Cittadella-Palazzo Farnese.. Com'è nato l'interesse per questo monumento? «Per formazione sono una restauratrice di edifici storici e, prima di intervenire su un edificio storico, preferisco studiarne l'evoluzione.. Mentre lavoravo su palazzi di Piacenza è nata l'idea di cercare documenti sullo spazio retrostante il palazzo che vediamo sempre disgiunto dal tessuto urbano, da piazza Cavalli e dal campo Daturi.. Solo attraverso analisi d'archivio ho potuto scoprire che il campo Daturi doveva essere uno spazio indissolubilmente legato alla fabbrica vignolesca per cui ho iniziato a visionare mappe che descrivevano sempre i giardini del palazzo, prima a Piacenza, quindi a Parma, poi a Napoli, infine a Madrid».. In origine esisteva dunque un progetto? «E' esistita un'intenzionalità forte e concreta, sia da parte della committenza che del Vignola, di organizzare lo spazio a nord a giardino, mai iniziato e mai concluso perché la fabbrica è rimasta incompiuta.. L'ipotesi progettuale è basata sull'analisi dei giardini coevi, quelli del Vignola, della cartografia piacentina e della storia del palazzo».. 9:11 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: miércoles, febrero 19, 2003 :::.. Lo sfregio al Palladio? «Hanno tagliato il ciliegio per vedere la Rotonda».. L ira del conte Valmarana non si placa.. Fuente: Giornale de Vicenza.. Fecha:17-2-03.. Autor: Franco Pepe.. "È stato uno sciagurato al quale dava noia".. Per il conte Ludovico Valmarana la "morte violenta" del vecchio ciliegio che accompagnava da quasi sessant'anni la vita della Rotonda resta una ferita difficile da rimarginare, un vero e proprio lutto per la villa e per i suoi abitanti.. "Come definire uno che compie un gesto simile, un oltraggio del genere a Palladio e alla natura ? Un delinquente, sì un delinquente".. L'attentatore armato di sega a mano, chiunque sia stato, del ciliegio che regalava foglie e frutti ai visitatori, non ha avuto alcuna pietà.. Lo ha reciso alla base facendolo crollare rovinosamente su una statua posta sul muro di cinta che si è salvata a stento.. Uniche tracce: mucchi e mucchi di fiorume.. Ma chi ha potuto macchiarsi di un "delitto" per molti aspetti inspiegabile ? Il giorno dopo il conte cerca di ricostruire l'accaduto, di rammentare episodi e figure che possano avere un collegamento credibile con il ciliegio abbattuto.. Ci vorrebbe qualche prova per incanalare i sospetti, ma per il momento non c'è neppure l'anima di un indizio.. "No, non credo che sia stato fatto per dispetto.. Se fosse stato così a cadere sarebbe stato quel tiglio maestoso che si trova dietro la casa.. Sì, credo che a farne le spese sarebbe stato proprio il tiglio.. È un bersaglio molto più evidente.. No, per me è stato qualcuno che odiava il ciliegio perché gli impediva di vedere la Rotonda.. Anche perché la villa si può vedere a due chilometri di distanza.. La pianta faceva da ostacolo e il colpevole ha voluto toglierlo di mezzo".. Insomma, per godersi la vista della Rotonda, si può arrivare a "uccidere" un albero che non solo faceva parte del cuore del conte (a piantarne le radici in quel punto sul muro che contiene il giardino era stato il padre Andrea appena finita la guerra) ma che era stato reso famoso dalle immagini di fotografi professionisti e bravi (come Fulvio Roiter) ma anche disagli scatti e dai flash dei turisti.. "Escludo - dice ancora il conte - che sia stato qualcuno del posto, qualcuno che abita qui sotto.. La Rotonda se la trova di fronte.. Basta che apra il balcone.. Non posso fare nessuna supposizione.. Spero che venga fuori qualche testimone.. Ci sarà stato senz'altro chi ha assistito a questo scempio.. Sono certo che prima o poi risalirò al responsabile.. Ebbene sa cosa dico a questo spregevole individuo: che stia bene attento, perché la natura sa vendicarsi".. Non solo: ma Ludovico Valmarana del day after pare ancora più irato e deciso.. "In questi giorni pianterò sei nuove pioppe cipressine.. Se la cosa si dovesse ripetere spegnerò le luci della Rotonda.. Anzi chiuderò tutto".. L'anonimo tagliatore di ciliegi, e con lui eventuali altri malintenzionati, sono avvertiti.. Il conte non tollererà  ...   vuole mettere in relazione l'antica Lectura Simplicium, progenitrice dell'insegnamento della Botanica, con le nuove esigenze di efficacia didattica, gli alberi secolari con le problematiche contemporanee di conservazione della natura; in altre parole il passato, il presente ed anche il futuro, rappresentato dalla partecipazione dell'Orto pavese alla rete informatica degli Orti botanici lombardi.. A completare i testi e il copioso apparato documentale i curatori hanno voluto arricchire il volume di una interessante e suggestiva parte fotografica, integrando immagini ormai ingiallite di uomini e situazioni degli albori del secolo scorso e dettagli coloratissimi dell'Orto attuale, scenario di visite didattiche di scolaresche e di manifestazioni culturali, quali quelle organizzate assiduamente dalla benemerita associazione cittadina degli «Amici dell'Orto Botanico».. In tale sezione del libro non manca qualche spunto davvero originale e persino curioso, come l'inedita immagine del grande Camillo Golgi, docente nell'Università e futuro Premio Nobel per la Medicina, intruppato in una allegra combriccola di sapore goliardico, durante una surreale simulazione di un concerto «in costume».. Suggestiva la «presentazione» introduttiva al volume di Piero A.. Milani, presidente dell'Adrat.. 8:04 PM.. Dai giardini di Roma a quelli di Sissingurst.. Fuente: Il resto del Carlino.. Fecha: 29-1-03.. Autora: Chiara Caliceti.. Chiamarli giardini è assolutamente restrittivo.. Soprattutto se i giardini in questione sono quelli delle ville della Roma rinascimentale, di quelle barocche francesi e di quelle inglesi di fine seicento (nella foto uno scorcio del giardino di Sissingurst, nel Kent).. Vasto arco temporale e geografico, in cui trionfa, definitivamente, l'idea del parco come sontuoso completamento dell'edificio.. Nasce per diffondere la conoscenza dei giardini storici quale espressione della creatività umana, della rappresentazione visiva e tangibile del potere politico, delle sottili interazioni tra architettura e paesaggio, natura e creatività, la mostra fotografica «Note di arte dei giardini d'occidente», in esposizione fino al 7 di febbraio (orari di apertura al pubblico: lunedì 10.. 30-12.. 30/ 16.. 30-18.. 30; dal martedì al venerdì 10.. 30-13.. 30/16.. 30; giovedì 10.. 30), nella sede dell'Ordine degli Architetti paesaggisti e conservatori di via Saragozza 175/177.. Ma perché parlare di giardini in un'epoca in cui si sono affievoliti gli antichi ideali di natura e non ci si sofferma più su ciò che ci circonda, abituati come siamo a guardare in fretta senza vedere? Sono partiti da questo interrogativo Domenica Di Mira e Giuseppe Falivene, rispettivamente architetto e docente di economia del paesaggio alla facoltà di agraria, che, dopo anni di viaggi e ricerche hanno sentito l'esigenza di fare un po' il punto sul loro lavoro.. Ma soprattutto di metter mano e riordinare il ricco archivio fotografico per dar vita, attraverso le testimonianze più rappresentative dei momenti di maggiore fervore artistico, ad un ideale percorso dello spazio verde.. Severo nell'impianto, nella potatura quasi scultorea delle piante sempreverdi, tra opulente fontane e sofisticati percorsi allegorici, nel classicismo italiano della fine del XV.. Ricercatamente scenografico alla corte del Re Sole.. E nuovamente sobrio, di palladiana ispirazione, in un ritrovato equilibrio tra intelletto e ambiente, negli anni in cui in Inghilterra trionfa il paesaggismo.. 8:00 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: sábado, marzo 15, 2003 :::.. A Valeggio sul Mincio un "tempio della natura" considerato tra i cinque più belli del mondo.. Riaperto il Parco-Giardino Sigurtà.. Un complesso di rara bellezza su 56 ettari di zona collinare.. Fecha:13-3-03.. Il Parco - Giardino Sigurtà di Valeggio sul Mincio (Verona), dopo la consueta chiusura invernale ha riaperto il 7 marzo scorso.. Su un estensione di 56 ettari in zona collinare, è un complesso ecologico di rara bellezza: "un tempio della natura", considerato tra i cinque più belli al mondo.. Premiato come migliore giardino botanico con l Award 2001 e 2002 dal sito Parksmania.. it, ecco quattro lusinghieri pareri:.. Henry Cocker (Botanic of Kew Gardens of London): «Il brolo cinto de muro risale al 1617.. I suoi innumervoli Buxus "accarezzati" dal 1941, formano un complesso di originali bellezze unico al mondo» (1988).. Carmen Añòn Feliu (presidente International Committee of Historic Gardens and Sites): «Ho visitato nel mondo tanti giardini, ma come questo "nunca" (mai) » (1997).. Maria Lise Caixinhas (membro della Sociedade Portuguesa di Ciências Naturais): «È un paradiso, nel significato etimologico del termine.. Un luogo di eccezionale e privilegiata felicità, il premio delle anime dei giusti» (1998).. Patrizio Giulini (membro Comitato Nazionale per i Giardini Storici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali): «Grazie all unità nella molteplicità e nella poliedricità delle competenze e all impegno delle generazioni dei Conti Sigurtà viene offerta al mondo intero la possibilità di godere di un sito che non sarà forse l unico al mondo per le attrattive, ma che certamente è degno di coesistere con i migliori» (2001).. I visitatori potranno effettuare incantevoli passeggiate su vastissimi tappeti erbosi tra antiche piante e splendide fioriture.. Sono consigliati due itinerari di 50 minuti ciascuno, uno verso Nord e l altro a Sud, in modo da poter visitare tutte le zone del Parco.. È stato predisposto un percorso panoramico di 7 Km con viali pavimentati in porfido: "L itinerario degli incanti" che può essere effettuato a bordo dei due trenini (accessibili anche ai disabili).. È possibile anche noleggiare biciclette e golf-cart (un mezzo elettrico a 4 posti).. Inoltre sono stati installati quattro chioschi di ristoro e relax.. Nel 2003, il Parco Giardino sarà aperto tutti i giorni fino a novembre, con orario continuato dalle ore 9 alle ore 18; orario di uscita per i visitatori, ore 19.. Costo del biglietto: adulti euro 8; ragazzi (6-14 anni) euro 5,50; bambini (0-5 anni) gratis; adulti oltre i 65 anni euro 6,50; disabili al 100% con accompagnatore: gratis.. In caso di pioggia il biglietto non sarà rimborsato e il servizio trenino potrà essere sospeso per motivi di sicurezza.. 10:43 PM.. martes, marzo 11, 2003 :::.. ARCHEOLOGIA: I SEGRETI DEL GIARDINO E DELLA CUCINA A POMPEI.. Fuente: Ansa.. Fecha:10-3-03.. ANSA) - NAPOLI, 10 MAR - Quali piante coltivavano i romani, come le cucinavano e come curavano orti e giardini? Lo rivela a storici e appassionati, ma anche a chi voglia ricostruire in casa il verde dell'antichita' o scoprire antichissime ricette, il volume 'Il giardino pompeiano, le piante, l'orto, i segreti della cucina'  ...   storia TRA I GRANDI ALBERI SECOLARI PROTETTI IN PIEMONTE LE SEQUOIE CHE RICORDANO LO STATUTO ALBERTINO.. Fuente:La Stampa.. Fecha:5-3-03.. Autora: Piero Bianucci.. I grandi alberi sono una parte importante della natura e del paesaggio.. Ma, in quanto creature vive, rappresentano anche qualcosa di più: con la loro esistenza secolare diventano testimoni della storia umana, talvolta raccontano le vicende ambientali di un paese o il costume di una intera comunità.. In Italia sono famosi, per esempio, il gigantesco «Castagno dei Cento Cavalli», in Sicilia (purtroppo semidistrutto da incidenti naturali e da atti di vandalismo), e i vecchissimi ulivi di Assisi che forse videro la predicazione di San Francesco.. In Piemonte la Regione ha saggiamente deciso di proteggere i suoi patriarchi verdi con la legge 50 del 1995 «Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali di alto pregio naturalistico e storico del Piemonte».. I primi cinque esemplari entrati nell´elenco degli alberi protetti sono il famoso «Platano di Napoleone» ad Alessandria, la maestosa Zelcova di Racconigi che si leva nel parco della residenza sabauda, il grande Frassino del Moncenisio, l´Olmo di Mergozzo e il Tiglio di Macugnaga.. I sindaci dei comuni che ospitano questi splendidi alberi hanno di recente partecipato a una cerimonia per il loro «battesimo» ufficiale, presente l´assessore ai beni ambientali Roberto Vaglio.. E´ stata anche l´occasione per presentare un libro che, oltre a documentare fotograficamente alcuni dei maggiori alberi monumentali piemontesi, illustra anche le molte insidie (malattie, funghi, danni da insetti, aggressioni di vario di tipo) che si trovano ad affrontare e i rimedi ai quali si può ricorrere.. Il libro, «Alberi monumentali in Piemonte.. Presenze e avversità», edito da Priuli & Verlucca, è opera di Giovanni Nicolotti (professore di patologia vegetale all´Università di Torino), Giuseppe della Beffa (Ipla, Istituto per le piante da legno e l´ambiente), Gian Paolo Mondino (Dipartimento di agronomia dell´Università di Torino) e Mario Palenzona (ancora dell´Ipla).. Qualche nota sui patriarchi verdi che ormai fanno parte del patrimonio protetto.. Vicino a Pallanza, nella frazione Cavandone, vegeta uno splendido tasso dal tronco muscoloso e possente, nato nel Seicento.. A Santena si leva isolata in un prato presso il castello di San Salvà una gigantesca quercia con un fusto di sei metri di circonferenza e una chioma larga 28 metri, dall´età di circa due secoli e mezzo.. Tre secoli ha il Castagno di Bioglio, che alla base ha una circonferenza di 11 metri.. Il Tiglio di Macugnaga potrebbe addirittura risalire al 1200: la circonferenza del fusto raggiunge gli otto metri.. Le sequoie del Parco Burcina (Biella), messe a dimora da Giovanni Piacenza nel 1848 in memoria della promulgazione dello Statuto Albertino, sfiorano ormai i cinquanta metri di altezza.. La Rovere Verde di Tassarolo (Alessandria), risale all´epidemia di peste del 1630 e ha una chioma larga 25 metri.. L´Olmo Montano di Bergemolo (Cuneo), ha tre secoli di vita, un fusto di 6 metri e un´altezza di 35.. A Dogliani vive florido un ippocastano di 120 anni alto 26 metri e con una circonferenza di 4 mezzo, mentre il Larice di Pietraporzio, in valle Stura, ha raggiunto l´età di seicento anni.. 9:00 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: martes, abril 29, 2003 :::.. Le ville riaprono le porte.. Le antiche dimore visitabili lungo la Riviera del Brenta.. Fuente:.. Il Mattino de Padova.. Fecha: 25-4-03.. Sei ville venete lungo la Riviera del Brenta, che lega Padova a Venezia, tornano ad aprire i cancelli con il circuito "Ville Aperte" ideato dall'Associazione Culturale Echidna.. Già dal lunedì di Pasquetta sono visitabili tutte le domeniche e nei giorni festivi di aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre Villa Allegri a Oriago, Villa Bon a Mira, Villa Badoer a Dolo e Villa Foscarini Rossi a Stra.. Ma si tratta di un assaggio, dato che già da maggio l'offerta si amplierà con l'aggiunta di altre due ville al carnet: Villa Benzi a S.. Pietro di Stra (la prima e la terza domenica di ogni mese) e Villa Tito a Dolo (la seconda e la quarta domenica di ogni mese).. Ma l'edizione 2003 di "Ville Aperte" riserva anche sorprese eccezionali.. Tra maggio e giugno apriranno al pubblico in occasione di giornate - evento quelle che saranno le "Le Perle di Ville Aperte": dimore storiche private e giardini normalmente chiusi - lungo il Naviglio Brenta ma anche nel primo entroterra - che saranno visitabili in esclusiva per una sola giornata attraverso il circuito.. "Ville Aperte" è un viaggio attraverso un paesaggio inedito, fatto di antiche dimore, parchi e giardini, angoli di fiume, di campagne e dell'odore salmastro della laguna veneziana.. Senza soluzione di continuità, le ville sono tappe di questo viaggio tra storia e memoria, arte e natura, che offre all'ospite - grazie alla disponibilità dei proprietari - suggestioni vive nei luoghi e nelle stanze affrescate dei nobili veneziani che scelsero per "villeggiare", storie che si mantengono vive attraverso le parole, i ricordi, gli oggetti delle famiglie che oggi vi abitano.. Tra le novità di quest'anno la possibilità del biglietto cumulativo che permette, visitando più ville del circuito, la riduzione degli ingressi; una proposta che l'associazione culturale Echidna ha già sperimentato e che è stata presentata ad altre ville della Riviera del Brenta di proprietà pubblica come Villa Widmann e Villa Pisani.. Le ville sono aperte al pubblico nei giorni festivi in turni orari di visita guidata con un Operatore di Villa.. I biglietti (7 euro per una villa, 12 euro per due ville, 15 euro per tre ville) si possono acquistare presso le singole dimore.. L'ingresso è gratuito per bambini e ragazzi fino ai 14 anni.. Informazioni: Echidna Associazione Culturale tel.. 340.. 7615862.. email: villeaperteØlibero.. jueves, abril 24, 2003 :::.. Domani inaugurazione di piazza Gassman e della Meridiana restaurata.. In fiore 55 varietà di antiche essenze e 15 mila piante stagionali.. Villa Borghese scopre i suoi Segreti.. Via ai festeggiamenti per i 100 anni: aprono al pubblico anche i Giardini seicenteschi.. Fuente:.. Il messagero on line.. Fecha: 18-4-03.. Autora: Maria Grazia Filippi.. Non servono più i 25 centesimi per accedere, dalle 5 del mattino alle 8 di sera, alla villa delle meraviglie.. Da cento anni infatti Villa Borghese è proprietà dei romani e per godersi verde rigoglioso e acque scroscianti non si paga più dazio.. E tutto è pronto per i festeggiamenti a cascata che investiranno la cittadinanza per nove mesi a cominciare da domani quando, alle 11 in punto, il sindaco Veltroni, indossando la fascia tricolore, taglierà il nastro della restaurata Meridiana, l'orologio solare realizzato dal Rainaldi alla fine dell'600 che sarà il nuovo punto informazioni della villa.. Poi saranno tre giorni di festa continua: sempre domani nascerà piazza Vittorio Gassman proprio davanti al Bioparco alla presenza della moglie Diletta, del figlio Alessandro e del regista Dino Risi.. Porte aperte al Giardino zoologico: fino alle 14 si entrerà gratuitamente.. E poi il festival dei burattini e alle peripezie degli artisti del circo, degli acrobati e dei funamboli; arriverà la banda musicale e aquilonisti italiani e stranieri si esibiranno dalla terrazza del Pincio per la festa dell'Aquilone.. Previste inoltre una caccia al tesoro e la Cinque Miglia di piazza di Siena, con squadre di atleti professionisti.. Ma per i romani da mesi si lavora anche per un regalo in più: la riapertura dei Giardini Segreti, fiore all'occhiello del progetto di restauro vegetazionale costato 900 mila euro.. Recuperato tre anni fa l'aspetto seicentesco del disegno delle aiuole e delle fioriture, i Giardini Segreti, che verranno riaperti per visite guidate gratuite, sono un piccolo eden dai profumi delicati e diversissimi.. I cedri e gli aranci, che caratterizzano il Giardino vecchio, sono splendidamente in fiore: tulipani, ranuncoli, viole del pensiero e  ...   - ha apprezzato i contenuti e i toni della riunione: «Siamo rimasti d'accordo - ha detto Giordani - che nel giro di quarantotto ore ci farà sapere come poter ovviare all'inconveniente della chiusura del parco e tornare alla normalità.. La sua richiesta di un'oasi di protezione intorno alla Selva è stato già oggetto di una delibera di consiglio comunale, all'epoca proposta proprio da me e inviata nell'82 all'amministrazione provinciale allo scopo di interdire alla caccia l'intera zona.. Verrà, pertanto, riproposta quanto prima».. 7:30 PM.. Le ville e i giardini più belli della Toscana.. Fuente :.. La Nazione.. Fecha: 19-3-03.. PISTOIA.. PONTE BUGGIANESE Far conoscere il patrimonio di ville e giardini della Regione è l'obiettivo della mostra fotografica dal titolo Giardini di Toscana che si può visitare nella sala mostre del Comune di Ponte Buggianese, in via Matteotti 78, fino a sabato prossimo.. Il Comune pontigiano ha raccolto l'invito della Regione di ospitare questa mostra ideata dall'assessorato alla cultura regionale.. Chi non ha avuto la possibilità di ammirare le ville e i giardini della Toscana potrà farlo in un'unica volta visitando la numerosa raccolta di fotografie.. Non potevano mancare le ville della provincia di Pistoia: villa Garzoni di Collodi, villa di Celle di Santomato, villa Puccini di Pistoia e villa La Magia di Quarrata.. «La mostra non è particolarmente significativa per Ponte Buggianese _ dice Gherda Maestripieri, locale assessore alla cultura _ ma abbiamo accettato con piacere l'invito della Regione.. La cultura non è solo quella legata al proprio territorio e questa potrebbe essere una occasione per attirare l'attenzione di turisti o cittadini che abitano in altri Comuni».. Meraviglie da vivere.. Le dimore storiche.. Fecha:19-3-03.. Autora: Letizia Tesi.. PISTOIA Cosa sarebbe successo se gli alberi del parco della Fattoria di Celle, uno dei più bei musei all'aperto del mondo, fossero stati tagliati e l'intera tenuta trasformata in carbonaia? Poco ci mancò agli inizi dello scorso secolo quando la malsana idea balenò nella mente del proprietario di allora, fermato in tempo dalla Soprintendenza.. A raccontare l'inedito risvolto della storia di Celle è stato Giuliano Gori, attuale proprietario della villa, durante la conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale di studi su 'Le dimore di Pistoia e della Valdinievole.. L'arte di abitare tra ville e residenze urbane', che si terrà al Palazzo dei Vescovi il 26, 27 e 28 marzo e a 'casa sua', alla villa di Celle, il 29.. «Spesso ci preme salvaguardare solo ciò che è nostro ha detto Gori nella veste di vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e di membro dell'associazione 'Dimore storiche italiane' ma bisogna considerare che c'è un intero patrimonio storico- artistico, composto di edifici, monumenti, parchi, ville, che va protetto e difeso come se fosse di tutti».. Scopo dell'associazione di cui fa parte anche Gori, infatti, è proprio quello di salvaguardare, proteggere e valorizzare le dimore storiche (circa 40.. 000 in tutt'Italia) e tutelare gli interessi dei proprietari, per evitare che si verifichino scempi come quello che avrebbe potuto subire Celle.. In Italia i soci di 'Dimore storiche italiane' sono oltre 4000, 900 in Toscana (la maggior parte sono fiorentini), circa 30 in provincia di Pistoia.. «I convegni di studio che organizziamo ha detto il presidente Niccolò Rosselli Del Turco servono a valorizzare il patrimonio architettonico delle dimore storiche.. Stiamo lavorando al convegno di Pistoia da un anno e mezzo, i relatori saranno circa 40 e fra loro ci sono studiosi di chiara fama.. Organizzare questo convegno, per me, è stato particolarmente coinvolgente, perché ho vissuto a Santomato fino all'età di 15 anni, proprio al confine con la villa di Celle, dove i miei avevano un'azienda agricola e sono tornato a Pistoia durante la guerra.. Questo paesaggio, quindi, con le sue colline e i suoi gioielli storici, lo porto sempre negli occhi e nel cuore».. «I convegni promossi dall'associazione ha detto Gabriele Morolli dell'Università di Firenze sono importanti perché aperti ai contributi più diversi e fanno emergere, così, aspetti culturali e antropologici non secondari, ma finora trascurati».. Il convegno è suddiviso per sezioni tematiche (architettura, ville e giardini, territorio, materiali e restauro, arte dell'abitare) che saranno affrontate da relatori con diverse specializzaioni, dalla soprintendenza all'università, dall'area della ricerca sul campo a quella delle amministrazioni locali.. Le stesse cornici dove si svolgeranno le giornate di studio sono veri gioielli storici: dallo stratificato palazzo dei Vescovi, al romantico pantheon del giardino Puccini, alla Villa di Celle, esperienza nel suo genere unica al mondo.. 12:22 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: domingo, mayo 25, 2003 :::.. Giornale di Vicenza.. Fecha: 21-5-03.. Autora: Michela Pezzani.. Riscoprire e proteggere il giardino dei semplici.. Curiosità e rivelazioni degli esperti sull Orto Botanico di Padova, dichiarato dall Unesco nel 97 «patrimonio dell umanità», l istituzione naturalistica più antica in Europa e tra le più celebri al mondo, oggi minacciato dalla speculazione edilizia.. L occhio botanico si acquisisce con l'esperienza e l'osservazione diretta delle specie vegetali e l'attento pubblico che ha assistito alla conferenza "L'Orto botanico dell'Università di Padova" tenutasi a Verona a Palazzo Erbisti, sede dell'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, ha potuto scoprire il fascino e la veridicità di questo che non è affatto un motto ma una lezione di vita.. Il prof.. Vittorio Castagna, presidente dell'Accademia, ha introdotto gli interessantissimi interventi di due personalità patavine, il prof.. Arturo Paganelli, ex direttore dell'Orto Botanico di Padova e la prof.. ssa Elsa Cappelletti, nuova direttrice subentrata al collega andato in pensione da pochi mesi.. I due esperti, fonti alla mano ed esperienza di una vita nel "giardino dei semplici", hanno affrescato al folto pubblico la straordinaria bellezza ed importanza di un "gabinetto en plein air" dichiarato dall'Unesco nel 1997 "patrimonio dell'umanità".. Con l'ausilio della lavagna luminosa che ha permesso alle persone di visionare su grande schermo stampe antiche, arcaiche planimetrie, antichi ritratti di studiosi e stupende tavole botaniche, i relatori sono entrati cronologicamente nella biografia per immagini dell'Orto Botanico che è il più antico d'Europa e primo ad essere costruito in un centro universitario, nonché tra i più celebri al mondo e il primo costruito, nel 1545, in un Centro Universitario per lo studio delle piante e del progresso ed inoltre abbiamo appreso la sua avita aggregazione alla Cattedra dei Semplici da cui ne è derivata l'omonima definizione.. Orgoglio di Padova l'Orto è da sempre specializzato nelle studio delle piante che fin dalle origini doveva essere sperimentale ed è stato interessante esaminare l'atto di registrazione del terreno sul quale l'Orto Botanico fu creato su prati e pascoli, su progetto di Daniele Antise Barbaro ed esecuzione di Andrea Moroni ed anche il regolamento al quale doveva attenersi il visitatore per non incorrere, se molestatore del luogo, in multe, carcere e addirittura esilio.. "L'Orto Botanico non è un giardino pubblico ma un laboratorio di ricerca- ha spiegato il prof.. Paganelli a proposito di questo inestimabile bene, laboratorio didattico- scientifico che vanta un'area di oltre tre ettari e quest'anno ha contato oltre 50 mila visitatori- ed ogni spalto al tempo è stato realizzato a forma geografica e completo di vasche per le piante acquatiche.. E' curioso inoltre sapere che nel 1500, essendo lo spazio senza recinzione, il popolino la notte andava nel luogo e rubava le piante per portarle a casa in quanto credevano di poterle usare in modo domestico per farne medicinali, finché ad un certo punto la Repubblica veneta impose delle grosse multe per evitare tale scempio, installando addirittura in seguito una casa di prefettura e alte mura perimetrali".. Significativo e molto innovativo per il tempo fu poi l'edificazione di una cucina destinata agli operai che lavoravano sul posto, arrivavano la mattina e ripartivano la sera.. "Da un pozzo artesiano a 300 metri di profondità si pompava l'acqua per l'irrigazione- ha  ...   il posto, arrivando addirittura a spendere 200 milioni di vecchie lire per curare due magnolie che hanno sofferto di recente a causa di secchezza dovuta all'abbassamento della falda acquifera che alimenta l'Orto e le cui cause non sono naturali: da poco infatti attorno all'Orto sono state costruite delle villette a schiera ed i lavori edilizi hanno provocato tale deprecabile risultato.. 3:32 PM.. sábado, mayo 24, 2003 :::.. Fuente: La Provincia Pavese.. Fecha:16-5-03.. Una domenica tra le rose all'Orto Botanico di Pavia.. PAVIA.. Maggio per l'Orto Botanico di Pavia significa rose e domenica vorrà dire anche «Festa del roseto».. Sarà infatti possibile vistare lo storico roseto dell'Orto Botanico ricco di oltre trecento specie e varietà di rose antiche e moderne.. Tra queste i visitatori della Festa potranno votare la rosa preferita.. Inoltre nel chiostro sarà ospitata un'esposizione di rose ed iris.. Non mancherà il mercatino che sarà allestito nell'adiacente piazzetta Sant'Epifanio.. Non mancherà il mercatino che sarà allestito in piazzetta Sant'Epifanio.. Durante la giornata di festa, sia l'ingresso ai giardini dell'Orto Botanico di Pavia che la partecipazione alla visita guidata sono gratuiti.. E' previsto anche uno spazio dedicato ai bambini, che comprende il laboratorio «Crea la rosa».. Fiori bellissimi saranno realizzati dai piccoli artisti con plastilina, carta colorata e pastelli.. I bambini inventeranno una rosa di fantasia, aiutati dalle studentesse dell'istituto Cossa.. I materiali saranno forniti dall'associazione «Amici dell'Orto Botanico».. Alle ore 15 sarà invece presentata la pubblicazione «I miei giardini».. Si tratta del sesto numero della collana delle guide per i ragazzi curato dall'assessorato alle politiche socio-educative dell'Amministraizone provinciale di Pavia.. «I nostri giardini» racconta ai ragazzi, attraverso le illustrazioni di Grazia Nidasio e i testi di Nidasio, Erba e Malavasi, la storia del giardino ma in particolare dei giardini presenti e visitabili nel territorio di tutta la nostra provincia, delle loro caratteristiche, degli antichi alberi ospitati e delle particolarità botaniche, delle dimore cui fanno da contorno, delle storie delle famiglie che li hanno creati, delle leggende.. Si tratta di un viaggio pensato per i ragazzi di età compresa fra i sei e i quattordici anni, che ha la finalità educativa di far crescere nei giovani la consapevolezza dell'importanza del giardino come bene da vivere e da salvaguardare.. Le associazioni di promozione sociale del Comune di Pavia esporranno inoltre manufatti realizzati dai soci proprio sul tema «Le rose».. Durante la festa sarà consegnato loro un riconoscimento.. L'Orto botanico sarà aperto domenica dalle ore 10 alle 12.. 30 e dalle ore 15 alle 18.. Alle ore 16 è in programma la visita guidata a cura dell'associazione «Amici dell'Orto».. Cozzo va in gita.. Il villaggio dell'isola dei Pescatori e il parco della Villa Pallavicino sul lago Maggiore: sono le mete della gita organizzata per domenica dalla Pro loco di Cozzo con partenza alle 7.. 30 e ritorno per le 20.. Informazioni in municipio (0384 74102).. Bici d'epoca a Tortona.. L'associazione Coppi e il centro di documentazione sul «Campionissimo» di Castellania iniziano domenica una serie di celebrazioni del mito di Coppi.. Domenica nei pressi del centro Oasi di Tortona una mostra di bici d'epoca.. Sarà anche l'occasione per ammirare molti cimeli del centro di documentazione non solo relativi a Coppi, ma anche a molti grandi del ciclismo.. 12:00 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: domingo, junio 22, 2003 :::.. Fuente.. :La Repubblica of the ARTS.. Fecha: 30-5-03.. I poli museali diventeranno fondazioni.. Sarà ridisegnato l'intero il ministero.. Roma - Sono quattro i dipartimenti, articolati in tredici direzioni generali, contestuali all' abolizione del segretariato generale e alla creazione di diciassette direzioni regionali.. E', in sintesi, lo schema del nuovo organigramma del ministero per i Beni culturali, presentato ai direttori generali e in attesa di essere esaminato dai sindacati.. Piccoli e grandi cambiamenti compresa quella dei poli museali di Firenze, Roma, Napoli, Venezia e della soprintendenza speciale per l'archeologia della capitale.. Anche se è già stato varato il regolamento di attuazione per l'autonomia finanziaria, che tra pochi giorni sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale è prevista una nuova radicale trasformazione: diventeranno delle Fondazioni di cui faranno parte comuni e regioni.. Ma sono molti i cambiamenti per il ministero.. Tanto per cominciare sarà abolito il segretario generale..  ...   librari e gli istituti culturali; per gli archivi; l'Archivio centrale dello stato.. Del dipartimento per le antichità e le belle arti, le direzioni generali per il patrimonio storico, artistico, architettonico e paesaggistico; per l'architettura e l'arte contemporanea; per i beni archeologici; per gli affari amministrativi.. (*) Infine, del dipartimento per lo spettacolo e lo sport, le direzioni generali per il cinema; per lo spettacolo dal vivo; per lo sport (una delle novità dell'organigramma).. Dal gabinetto del ministro dipendono, oltre ai sottosegretari, l'ufficio legislativo, il servizio di controllo interno, l'ufficio stampa a il comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio, nonchè il consiglio superiore per i beni culturali e il paesaggio e il comitato per lo spettacolo.. Alle diciassette direzioni regionali fanno capo le soprintendenze regionali (archivistiche, beni architettonici e paesaggistici, beni archeologici, beni storici e artistici).. (*) las negritas son de la autora de la página.. 6:59 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: viernes, octubre 24, 2003 :::.. Scanner.. Fecha: 24-10-03.. Arte dei giardini - Esposizione di progetti per giardini ed opere di verde.. A Pistoia nel Palazzo Comunale ( Sale Affrescate) fino al 9 novembre 2003 è possibile visitare la mostra ( da martedì a sabato ore 10.. 00-13.. 00 e poi dalle 15.. 00 alle 18.. 00, domenica dalle 9.. 30 alle 12.. 30 lundeì chiuso) organizzata dal Comune in collaborazione con lo Studio MATI.. L'esposizione raccoglie progetti e foto di giardini realizzati dai migliori architetti paesaggisti e progettisti contemporanei come Fernando Caruncho, Marco Pozzoli, Arabella Lennox Boyd, Biagio Guccione,  ...   mostra è quello di sottolineare l'importanza della progettazione, sia per interventi in ambito privato che pubblico e mostrare i risultati che si ottengono quando si opera con metodo e razionalità ma anche creatività e fantasia.. L'esposizione è dedicata alla landscape art e documenta una significativa selezione di progetti di giardini e di realizzazioni contemporanee di particolare valore artistico dal più grande al più piccolo,dal più lontano al più vicino.. E' sicuramente un valido contributo alla conoscenza e alla ricerca che sempre più si auspica da più parti in relazione alla "qualità architettonica" nel senso più ampio del termine.. 6:13 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: lunes, noviembre 10, 2003 :::.. L'Arena.. Fecha: 10-11-03.. Autora: Paola Azzolini.. La storia dei giardini in un bel volume di Anna Maria Conforti presentato a Palazzo Giusti.. I Paradisi del Veneto.. Un patrimonio verde amatissimo, eppure in pericolo.. Il crepuscolo oscura le grandi finestre che danno sul Giardino Giusti, ma i profumi e il fruscio delle foglie nel vento serale arrivano ugualmente nella grande sala dove, in armonia con l'ambiente, si parla proprio di giardini.. Protagonista, il volume di Anna Maria Conforti Bellissima è dunque la rosa (Il Saggiatore), duecento pagine di testo e centocinquanta di schede a cura di Francesco Monicelli, che insieme costituiscono una storia e una guida sapiente alla visita di ciò che nel Veneto è rimasto degli antichi giardini cittadini e delle ville.. In un clima festoso e cordiale illustrano l'opera Paola Marini e Loredana Olivato, presenti i due autori e un folto pubblico di amici e studiosi, ma anche di semplici cittadini interessati al patrimonio di cultura che i giardini rappresentano.. Come sottolineano i relatori, Anna Maria Conforti ha scritto un libro importante, ma dallo stile affabile, semplice e preciso, aperto anche al lettore comune.. E lo stesso va detto delle schede illustrative di Monicelli.. È un tipo di saggistica, questa, troppo rara in Italia, dove il linguaggio specialistico allontana anche i più volonterosi.. Accomuna i due autori la passione e l'impegno nella difesa dell'ambiente culturale, storico, ma anche naturale.. La Conforti infatti è rappresentante del F.. A.. I e Monicelli milita nelle file di Italia Nostra, due tra le più agguerrite organizzazioni per la difesa intelligente del nostro patrimonio artistico e culturale.. La storia del giardino veneto (è l'excursus veloce ed efficace di Paola Marini) comincia con Cangrande e i giardini dei palazzi scaligeri, di cui rimane un brandello nella nostra Piazza della Posta.. In questa fase il giardino è in città e anche a Padova esempi tuttora splendidi sono l'Orto Botanico e i chiostri del Santo.. Nel primo Cinquecento una svolta è segnata dai giardini delle ville che sorgono al centro del podere agricolo delle famiglie nobili.. Rispetto ai giardini di Bramante e di Raffaello, il giardino veneto nasce infatti da un più stretto rapporto con l'agricoltura, che Alvise Cornaro chiama «santa agricoltura».. C'è l'esigenza di stare in villa, dove l' otium letterario può legarsi al negotium  ...   con la sua artificiosa naturalezza, soppianta nei gusti dell'aristocrazia, il giardino all'italiana.. Loredana Olivato ha messo in rilievo l'esiguità della bibliografia italiana sull'argomento, a cui invece è stata dedicata molta attenzione dalla critica anglosassone.. Proprio una serie di saggi usciti negli anni Settanta dall'università di Harward indica, come direttiva di indagine, i legami tra l'architettura arborea, vegetale e quella di pietra.. Chiudono l'incontro i due autori, abbastanza commossi, dichiarando l'intenzione da cui l'opera nasce: la simpatia per i giardini rimasti e il timore per i pericoli che corrono.. An na Maria Conforti, Bellissima è dunque la rosa.. I giardini dalle Signorie alla Serenissima, Il Saggiatore, Milano, 2003, pp.. 349, euro 25.. 6:30 PM.. viernes, noviembre 07, 2003 :::.. Archeo.. Fecha: octubre 2003.. Numero 10.. Autora: Francesca Morandini.. Los jardines de la Brescia romana.. Un nuevo y más amplio recorrido de visita.. La visita del area arqueológica de la Domus dell'Ortaglia.. abierta desde el 1º de marzo en el interior del Museo de la ciudad, en el monasterio benedicti longobardo de Santa Giulia.. Se extiende ahora fuera de los muros de las habitaciones.. Las investigaciones arqueológicas efectuadas entre el 2000 y el 2001 en la.. domus.. ha puesto en evidencia dos áreas no edificadas, rodeadas de muros de piedra, en unión directa con las habitaciones por lo cual se ha sugerido la hipótesis de una función de.. horti o viridiaria.. En apoyo de esta hipótesis arqueólogos, arquitectos y expertos en botánica han buscado evocar en la decoración de este espacio, las principales características de un.. hortus.. , con plantas de fruto y de olor, y de un jardin ameno, plantando especies arbóreas bien conocidas en edad romana (vid, higuera, membrillo, ciruelo, oleandro) y compatibles con el clima y la morfología de este contesto residencial de la la antigua Brescia, en las laderas del cerro Cideneo.. En particular han estado priorizadas las plantas de fruto y flores reproducidas en los pavimentos y mosaicos y en los frescos murales de la.. vecina como, por ejemplo, , granado, níspero, peral, acanto y rosa.. El área se ha enriquecido por la exposición de elementos arquitectónicos de época romana provinientes de la ciudad que evocan la grandielocuencia de los otros edificios urbanos, hoy desaparecidos, coexistentes con aquellos conocidos y todavía visibles en el tejido urbano contemporáneo (Capitolio, foro, teatro, basílica)..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: martes, diciembre 23, 2003 :::.. Monzaflora.. Fecha:.. Il parco più bello d'Italia 2004.. Seconda edizione del concorso promosso da Briggs & Stratton.. Si ripeterà nel 2004 il concorso Il Parco più bello d Italia , che ha portato alla ribalta nel 2003 il magnifico Giardino di Valsanzibio (PD), e che ha annoverato tra i partecipanti dei veri gioielli del patrimonio storico-artistico Italiano, come Boboli e le Isole Borromeo.. Per il 2004 l azienda statunitense Briggs & Stratton, leader nella produzione di motori per macchine da giardino, attraverso il suo rappresentante italiano, la Rama Motori S.. p.. di Reggio Emilia, patrocinerà di nuovo la ricerca dei bellissimi Parchi e Giardini visitabili al pubblico, con l intento di valorizzare i luoghi verdi più belli e suggestivi, ma non necessariamente già famosi.. La prossima edizione viene illustrata attraverso la diffusione, a partire da Gennaio 2004, del libretto Il Parco più bello d Italia che descrive i 10 Parchi e  ...   principali sul concorso saranno anche sul sito www.. ilparcopiubello.. it.. Le iscrizioni si concluderanno il prossimo 31 Marzo 2004.. Verrà mantenuto il carattere assolutamente gratuito dell iniziativa, interamente sponsorizzata da Briggs & Stratton e Rama Motori.. Quanto al premio in palio, sarà l ampio riscontro sui media italiani (e forse anche europei), già sensibilizzati dalla prima edizione, pertanto già attenti a conoscere il nuovo vincitore e la top 10 del 2004.. Parallelamente, come nel 2003, il concorso si svolgerà nuovamente in diversi Paesi europei, come Germania, Francia, Svezia, Inghilterra, e naturalmente in USA ( Top 10 Parks with a View ).. Le informazioni principali sul concorso Briggs & Stratton Il parco più bello d Italia sono reperibili anche dai siti web: www.. it o www.. rama.. it, oppure www.. briggsandstratton.. com.. Per iscrivere un Parco o Giardino visitabile, o richiedere informazioni senza impegno, contattare Rama Motori: D.. ssa Lara Bellamico, tel.. 0522.. 930711, e-mail: ilparcopiubello@rama.. 12:47 PM..

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