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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: Recortes de prensa y noticias de jardines (Sección fuera de España).. Jardines de Italia.. Portada de Ciberjob.. Historico de noticias de los.. Para escribirnos.. domingo, julio 24, 2005 :::.. Fuente:.. Ansa.. Fecha: 21-7-05.. Inaugurato il parco del Castello narrato da Boccaccio.. PALERMO.. E' stato restituito al suo antico splendore l'antico Giardino arabo annesso al Castello della Zisa, dove Boccaccio ambiento' una novella.. Sui tre ettari strappati al degrado da oggi troneggia un'imponente vasca, zampilli d'acqua, aiuole seminate a prato e punteggiate da oltre 60 varieta' mediterranee.. Restaurati anche i 13 dammusi.. Gli edifici saranno adibiti a biglietteria, book shop, bar e in futuro, anche un ristorante.. Costo complessivo dell'opera, circa 5 mln.. Il Giornale.. Fecha: 23-7-05.. Alla Zisa rifiorisce il giardino degli arabi.. Palermo.. Ci sono voluti diciannove anni, ma alla fine il Castello della Zisa, costruito a Palermo da re Ruggero e abitato a lungo da Federico II, riavrà il suo Genoardo, l'antico parco di caccia dei Normanni che circondava tutta la zona del Castello.. Da oggi si entrerà per visitare le sue magnifiche stanze (oggi museo di reperti di civiltà islamica) attraverso la «via dell'acqua».. Una lunga serie di vasche e di zampilli, un sebil con l'acqua che tracima per 136 metri, porteranno dritto all'ingresso del castello,alla sala della Fontana, attraverso il giardino costruito con precisione millimetrale e che racconta la storia della Sicilia attraverso le sue piante: non solo le palme, ma le tamerici, gli allori, il carrubo, gli olivi e i gelsomini e le arance amare, circondate dal rosamarino e dalla menta.. Profumi mediterranei per entrare nella reggia che più di tanti altri monumenti è la sintesi delle civiltà che hanno attraversato la Sicilia.. Soprattutto in quel periodo quando Palermo veniva chiamata Al azizla magnifica.. «Abbiamo iniziato a progettare nel 1986, su incarico di un assessore socialista, Turi Lombardo, ai tempi del pentapartito», racconta Salvo Lo Nardo, uno dei due architetti che, con Luigi Trupia, ha realizzato il giardino.. Il terzo, Pippo Caronia, il grande professionista che ruppe gli schemi del restauro inserendo il cemento armato per «non imitare» ciò che c'era un tempo, è nel frattempo morto.. Il finanziamento è arrivato dopo dieci anni nel 1996, con Luca Orlando sindaco.. Burocracia fallimenti della ditta che lavorava, intoppi di ogni genere, nel 2004 la decisione del sindaco della Cdl, Diego Cammarata, di portare a termine i lavori.. Finalmente laddove c'era una discarica abusiva, nasce il parco di Al aziz.. «Il nostro è un progetto nuovo - spiega sempre Lo Nardo - elaborato dopo tante discussioni con il nostro maestro, Pippo Caronia.. L'acqua della Zisa quando fu costruita aveva un altro percorso: si raccoglieva nella sala grande e attraverso vari canali giungeva nella sala della Fontana, nella peschiera del giardino antistante sino alle terme costruite dietro il palazzo».. Opere idrauliche nelle quali gli arabi furono maestri.. Adesso, seguendo lo schema geometrico del Castello, a cui si sono aggiunti una fila di «dammusi» e la porta barocca della fontana Mursia, si è aggiunta una nuova opera, la via dell'acqua, costruita con tecniche e logiche degli anni 2000.. Una definizione architettonica comunque di chiara ispirazione islamica, che vuole riportare il Castello della Zisa (anche questo riaperto al pubblico solo dieci anni fa) allo spirito voluto dai suoi fondatori, Guglielmo il Buono e Guglielmo il Malo, che lo fecero costruire - loro, normanni, a maestranze arabe - e Federico II che lo abitò a lungo.. Luogo di incontro di varie culture e diversi linguaggi.. Non a caso dentro il palazzo è esposta una stele funeraria in quattro lingue, quelle parlate nel 1100 a Palermo: il greco, l'arabo, il latino, l'ebraico.. ________________________________.. Ampliando la noticia transcribo el texto que aparece en la web del Ayuntamiento de Palermo de febrero de 2.. 004 que ayuda a conocer la el jardín y su restauración:.. Fuente:.. Ayuntamiento de Palermo.. IL GIARDINO DELLA ZISA.. TORNA ALL ANTICO SPLENDORE.. GIARDINO DELLA ZISA, INIZIATI I LAVORI DI RECUPEROCAMMARATA: UN ALTRO PEZZO DI STORIA RITROVATO.. Palermo ritrova un pezzo della sua storia: il giardino annesso al castello della Zisa, frammento del mitico Genoard normanno.. Oggi, infatti, il sindaco Diego Cammarata ha inaugurato il cantiere per il recupero del parco, a conclusione di una complessa vicenda culminata nella stipula di una transazione fra il Comune e la nuova ditta incaricata, la Sogea.. L atto, già autorizzato con una delibera di Giunta comunale, consente di completare l opera dopo anni di stop, dovuti ad una crisi finanziaria dell impresa che aveva vinto la gara d appalto, ma anche ad alcune controversie giudiziarie e a difficoltà burocratiche.. L avvio del cantiere, inoltre, rappresenta una soluzione concreta e definitiva anche ai disagi creati dalle condizioni di degrado in cui l area era stata lasciata negli anni scorsi.. Alla cerimonia hanno partecipato l assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Ceraulo, l assessore all Ambiente Giovanni Avanti e il presidente della Quinta circoscrizione Umberto Lo Sardo, oltre ai dirigenti e tecnici comunali che si sono occupati del progetto.. Cammarata: uno spazio pubblico fruibile.. Il recupero del giardino della Zisa afferma il sindaco Diego Cammarata rientra fra le numerose iniziative che abbiamo avviato per restituire parti importanti della città antica  ...   I e Guglielmo II fra il 1165 e il 1180, la Zisa trae il suo nome dall arabo al-aziz ( la splendente ).. In origine, l area faceva parte del Genoard ( Paradiso della Terra ), il grande parco reale di caccia che si estendeva nella parte nord-occidentale della città.. Al suo interno, appunto, tutti gli edifici fra questi, anche la Cuba e il palazzo dell Uscibene erano circondati da floridi giardini con fontane e grandi vasche, utilizzate come peschiere.. Modificata più volte nelle epoche successive da qui il suo aspetto attuale la Zisa rappresenta tutt oggi un unicum nel bacino del Mediterraneo.. IL CASTELLO , DIMORA DEI RE NORMANNI.. Nata come residenza estiva dei re normanni (la fecero costruire Guglielmo I e Guglielmo II fra il 1165 e il 1180), autentica culla di ozi e sollazzi di corte, il castello la Zisa appare, nel suo insieme, come un richiamo al paradiso coranico.. Un riferimento, questo, che è possibile cogliere nel suo prospetto imponente, nella raffinata leggerezza degli ambienti e, appunto, nella sua posizione al centro di un vasto parco ricco di corsi d acqua.. La Zisa rappresenta certamente un unicum in tutta l area del Mediterraneo, visto che di analoghi edifici nordafricani rimangono, oggi, soltanto i ruderi.. Nelle epoche successive alla sua edificazione, subì numerose modificazioni, alle quali deve l aspetto attuale e l impropria denominazione di castello.. Dopo essere stata fortificata nel XV secolo, diventò prima un centro agricolo e poi, nel XVII secolo, residenza della famiglia dei Sandoval.. Nel salone principale, la Sala della Fontana, si può vedere come l acqua sgorgasse dal pavimento e scorresse lungo la cabaletta all esterno.. Di Particolare interesse sono le tre muqarnas (volte a forma alveolare) in stucco e i mosaici bizantini, circondati da colonnine angolari, che raffigurano scene di caccia.. Nel piano superiore, la Sala Belvedere, originariamente scoperta, aveva un invaso in marmo per la raccolta dell acqua piovana.. IL GIARDINO DELLA ZISA IN CIFRE.. Superficie complessiva: 30 mila metri quadratiPunti luce: 102 pali in ghisa e 134 faretti con stelo bassoDimensioni della vasca: metri 130 x 2 x 1, con una capienza di 260 metri cubiDammusi: 13Pavimentazione: 12 viali e vialetti, con 3.. 800 metri quadrati di pavimentazione autobloccante in calcestruzzo, 6.. 250 metri quadrati in battuto di tutina e 4.. 253 metri quadrati in piastrelle di cotto.. LE ESSENZE VERDI.. La sistemazione a verde del giardino della Zisa sarà realizzata con la messa a dimora di oltre sessanta varietà diverse di alberi da frutto, arbusti, rampicanti, cespugli e piante fiorite, in gran parte essenze mediterranee.. Ecco le principali essenze (nomi scientifici):.. Ceratonia siliqua.. Citrus aurantium.. Olea europea.. Prunus dulcis.. Punica granatum.. Morus alta.. Mespilus germanica.. Fraxinus Ornus.. Cercis siliquastrum.. Salix caprae.. Ficus Carica.. Nerium oleander.. Santolina chamaecyparissus.. Quercus ilex.. Punica granatum tarantina.. Tamarix gallica africana.. Rosmarinus officinalis.. Acanthus mollis.. Lupinus.. Arbutus unedo.. Pistacia lentiscus.. Phyllirea latifoglia.. Vitex agnus cactus.. Celtis australis.. Papaver.. Cupressus sempervirens.. Juglans regia.. Myrtus communis.. Lavandula.. Spartium Junceum.. Salvia superba.. Mentha.. Phoenix daetylifera.. Chamaerops humilis.. Thimus.. Rosa.. Laurus nobilis.. Pyracanta coccinea.. Teucrium fructicans.. Medicago arborea.. Artemisia arborescens.. Rhamus alaternus.. Geranium.. Narcissus Tazetta.. Antirrhinam maius.. Phoenix canariensis.. Vinca minor e maior.. Magnolia Grandiflora.. Buxus sempervirens.. Juniperus oxycedrus (Macrocarpa.. Rampicanti: Jasminum officianalis Lonicera Passiflora quadrangularis Bouganvillea Glabra Edera Bignonia Glicine.. ::: Noticia generada a las.. 3:26 PM.. Fecha:12-7-05.. Maria de' Medici modella per Tacca.. Restauro 'Dovizia' a Boboli, fa pensare alla principesca.. (ANSA)- FIRENZE, 12 LUG - Il restauro della 'Dovizia' di Pietro Tacca, nel Giardino di Boboli di Palazzo Pitti, fa pensare a Maria de' Medici come possibile modella.. 'Dagli studi effettuati in occasione del restauro - ha detto la direttrice del Giardino di Boboli - la Dovizia risulta essere statua molto somigliante a Maria de' Medici, con tratti giovani e idealizzati.. E' una scoperta interessante che avviene proprio nel momento dell' apertura della mostra su Maria de' Medici al Museo degli Argenti'.. 3:23 PM.. Roma.. One.. Fecha: 10-7-05.. Giardino degli aranci, si riaccende la magia.. Riapre al pubblico il romantico ritrovo dell'Aventino dopo un restauro, durato 7 mesi, sulle linee del progetto originario del Vico datato 1932.. Riordinati i percorsi, rifatto anche il sistema di illuminazione.. E tornano a fiorire le rose.. Roma, 10 luglio 2005 - Riapre al pubblico, interamente restaurato, il Giardino degli Aranci all'Aventino.. Dopo 7 mesi di restauro a cura del Servizio Giardini e della sovrintendenza comunale, il romantico ritrovo appare più ordinato e più bello.. Il restauro è infatti avvenuto secondo il progetto dell'architetto De Vico nel 1932.. Nel restauro sono stati eliminati i percorsi spontanei non rispondenti al disegno originale, integrati gli alberi di Aranci mancanti, mentre i vasi di oleandro sono stati sostituiti da conche in terracotta per agrumi, contenenti piante di limoni.. Sono stati inoltre messi a dimora anche cespugli di rose antiche rampicanti e si e' provveduto alla messa in sicurezza dei cancelli d' ingresso e riassestato l'impianto di illuminazione, costituito da lampioni a lanterna.. Il sindaco Walter Veltroni, appa riapertura, ha annunciato che il 21 marzo 2006 sara' riaperta al pubblico, dopo restauri, Villa Torlonia con un teatro da cento posti, e la Limonaia nei prossimi mesi.. 3:18 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: domingo, noviembre 06, 2005 :::.. Comunicati.. net.. Fecha: 19-10-05.. Autora: Nicoletta Curradi.. Una perla rara tra i giardini di Firenze: il restaurato parco Bardini.. Il 2 ottobre 2005 ha riaperto i battenti, dopo anni di abbandono, il giardino Bardini, una bellezza rara nel già ricco panorama storico-artistico fiorentino.. Forse molti cittadini non sanno ancora dove si trovi, visto che è sttao chiuso per molto tempo.. Esso occupa gran parte della collina che dall'Arno sale fino alla Porta San Giorgio, un'area scoscesa delimitata dalle mura medievali di Firenze, rimasta agricola per la pendenza del terreno che rendeva insicure le costruzioni.. Già nel Duecento la ricchissima famiglia dei Mozzi possedeva qui un "hortus conclusus", giardino murato a ridosso della dimora, ma nel 1309 per un crollo economico la proprietà passò al Comune di Firenze.. La struttura del giardino non cambia molto nei secoli XV e XVI, mentre nel XVII la proprietà viene divisa tra i Mozzi ad est e i Manadori ad ovest.. Viene realizzata la villa Manadora, detta del Belvedere, che offre una splendida vista su Firenze.. La divisione in due permane nel '700, con i C! ambiagi subentrati ai Manadori: si pensa che la parte vicino alla villa fosse organizzata con giardini geometrici, mentre la parte sottostante fosse occupata da una ragnaia di lecci.. Nell'Ottocento i Mozzi possiedono la parte centrale dell'area, la scalinata fino ai due padiglioni detti Kaffeehaus con il prato antistante, mentre Luigi Le Blanc è proprietario della parte a bosco trasformata in giardino anglo-cinese.. La villa all'epoca era circondata dal giardino ed era citata in molte guide di Firenze per lo straordinario panorama che si godeva dal giardino.. A Tersa Guadagni, dama di corte di Elisa Baciocchi e sposa di Pietro Mozzi, si devono alcuni ammodernamenti, come la creazione del boschetto di lecci nel giaridno retrostante il palazzo.. nel 1839 le proprietà Mozzi e Leblanc si unificano, ma alla fine del secolo, per il dissesto finanziario dei Mozzi del Garbo, la tenuta passa alla famiglia dei principi slesiani von Carolath Beuthen fino al 1913.. In quell'anno Stefano Bardini ac! quista la proprietà composta da due case, un palazzo su Piazza dei Mozzi, Via San Niccolò, Via dei Bardi, più il villino con la vicina casa del contadino sulla Costa San Giorgio.. Gli edifici vengono collegati tra loro grazie ad un nuovo.. moderno viale carrozzabile, mentre una loggia proveniente da Pistoia va ad unire i due padiglioni dell'antico Kaffeehaus.. Alla morte del figlio di Stefano, Ugo Bardini, nel 1965 la proprietà passa allo Stato elvetico, ma solo dopo un complesso iter burocratico nel 2000 il bene è entrato in possesso della Fondazione Parchi Monumentali Bardini Peyron promossa dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.. Solo allora sono inziati i lunghi restauri e il giardino ha potuto risvegliarsi da decenni di oblio.. Oggi per la visita si entra da Via dei Bardi 1/r in ambienti restaurati e dotati di scale e ascensore per salire al primo livello del giardino, in cui si ammirano aiuole di rose noisettiane e bourboniane.. Giunti al fondale a mosaico con lo stemma a rilie! vo dei Mozzi della fine del XVII secolo il percorso si sdoppia: a destra si sale al bosco inglese, a sinistra per un viale pianeggiante, quello voluto da Bardini, si visita la parte ornamentale del giardino tra scale decorate, nicchie, grotte rustiche, pergolati, rondò belvedere, il canale del drago, fino a giungere alla scenografica loggia belvedere, da cui si gode una vista mozzafiato su Firenze.. Tra le collezioni botaniche spiccano azalee, ortensie, rose, camelie, peonie, iris, viburni e frutti antichi, coltivati nella parte agricola: le varie fioriture spaziano da marzo a novembre.. La villa Manadora, "casino di delizia" costruito verso il 1641 da Gherardo Silvani per Giovan Francesco Manadori su un edificio medievale, ha pianta rettangolare e tre piani di altezze diverse: essa deve essere ancora restaurata, ma presto i suoi ambienti saranno inseriti nel percorso di visita del giardino.. Il biglietto di ingresso può essere acquistato presso la biglietteria del Museo degli Argent! i ed è cumulativo con il Giardino di Boboli.. 9:14 AM.. Povincia Autonoma de Bolzano.. Fecha: 14-10-05.. Autor: F.. G.. Ai Giardini di Castel Trauttmansdorff il riconoscimento di Più bel giardino d Italia 2005.. stato consegnato oggi pomeriggio al presidente della Provincia, Luis Durnwalder ed al direttore di Castel Trauttmansdorff il premio Più bel giardino d Italia 2005 da parte di Alessandro Durante della Briggs & Stratton.. Giardini di Castel Trauttmansdorff si sono aggiudicati l ambito riconoscimento di Più bel giardino d Italia 2005 messo in palio tra 64 candidati dalla nota ditta multinazionale Briggs & Stratton , produttrice di  ...   aux fêtes somptueuses données par les grands-ducs.. Tribolo mourut l'année suivante, ayant seulement réalisé les plans.. Ammannati en 1550 puis Buontalenti en 1563 lui succédèrent.. Tribolo organisa ce vaste espace suivant la nouvelle conception qui était celle du jardin de la Renaissance : Longues allées à flanc de colline, bordées de cyprès et de buis, bassins et îlots, sculptures antiques et Renaissance, orangers, citronniers et fontaines.. Le jardin de la Renaissance n'était plus le " jardin secret " de petites dimensions, si cher au Moyen-âge.. Il devint le symbole du pouvoir du Prince, le théâtre de fêtes et de spectacles, un lieu de distraction pour la cour, un itinéraire allégorique dans un bois peuplé de statues, de grottes et de fontaines.. Boboli fut ensuite souvent modifié, mais sa structure resta en substance la même.. En y entrant, on rencontre tout de suite la curieuse fontaine de " Bacchus ", de Valerio Cioli, représentant le bouffon de Cosme Ier nu et à califourchon sur une tortue.. Peu après, on découvre la Grotte de Buontalenti, construite entre 1583 et 1588, pour l'extravagant François Ier de Médicis.. Cette création est composée de plusieurs salles ornées de vasques, de statues, de peintures et d'une sorte de rocaille simulant des moutons, des chèvres et des bergers.. En continuant, on arrive à l'Amphithéâtre qui accueille des représentations spectaculaires.. L'obélisque qui s'y trouve au centre provient de Luxor et arriva à Rome à l'époque impériale.. Si l'on se dirige vers la gauche, on découvre ensuite le Bassin de Neptune et le Jardin du Chevalier.. Pour la petite histoire, ce jardin dit du Chevalier, imaginé par Michel Ange en 1529, était composé de parterres de plantes médicinales, remplacés en 1612 par une collection de fleurs rares.. Le pavillon, crépi rose et blanc, date aussi de 1612 et servait d'abris aux vases de fleurs.. Il abrite aujourd'hui la collection de porcelaine du palais Pitti.. Si en revanche on continue, on emprunte l'allée qui mène à la splendide Esplanade de l'Ile.. L'île est accessible par deux ponts fermés par des grilles surmontés de capricornes, symbole de Cosmes Ier de Médicis.. De nombreuses statues des 17e et 18e siècle ornent les bordures du bassin.. La fontaine centrale de l'île représentant l'Océan est l'oeuvre de Jean de Bologne (1576).. De nombreux citronniers en pot décorent les balustrades.. Traversant le bassin de l'île, L'allée des Cyprès "Viottolone" constitue le grand axe du jardin.. Cette longue allée bordée de pins et de cyprès séculaires sous Cosme III traverse le bassin de l'île et s'arrête au bout du jardin à la porte Romaine.. Beaucoup de sculptures classiques ornent les côtés et croisements des allées datant de 1612.. Les labyrinthes qui étaient dissimulés sur les côtés furent détruits en 1834.. Malgré quelques modifications importantes dont la suppression des labyrinthes, ce jardin a gardé puissance et grandeur.. Il allie en plus le charme d'un véritable musée en plein air, rempli de statues antiques et Renaissance.. Et le monde entier ne s'y trompe pas vu le nombre grandissant des visiteurs.. Ces jardins sont d'ailleurs devenus un musée à part entière depuis 1990.. Et c'est là que se déroulent au printemps les représentations et concerts du " Mai musical florentin ".. L'esprit de la Renaissance.. La liberté et la soif de découverte qui caractérisent la Renaissance se manifestent également dans l'art paysager.. Des jardins exprimant le caractère illimité de l'esprit humain voient le jour en Italie, berceau de la Renaissance et modèle culturel de l'époque.. Ces jardins exerceront une influence décisive sur l'art paysager dans toute l'Europe.. En 1503, l'architecte Donato Bramante conçoit un jardin en terrasse sur le Belvédère du Vatican.. Il règle le problème du dénivelé de 20 mètres par un majestueux escalier.. Ce concept sera repris dans de nombreux jardins italiens au XVIe siècle.. L'utilisation de terrasses et d'escaliers permet non seulement d'intégrer une troisième dimension dans les jardins, mais aussi de créer une harmonie entre architecture et paysage.. Villas et jardins sont alors installés de préférence sur des versants escarpés.. De la villa et des jardins en terrasse situés en contre-bas, on a vue sur le versant opposé.. La transition entre nature et culture est matérialisée par des bosquets qui, en même temps, délimitent le jardin.. L'eau, omniprésente dans ces jardins (canaux, fontaines et jeux d'eau) stimule l'esprit tout en créant un agréable microclimat.. La référence à l'Antiquité se traduit par la présence de statues et de troncs d'arbres sculptés.. Parmi les meilleurs exemples de jardins de la Renaissance italienne, on peut citer ceux de la Villa d'Este à Tivoli et de la Villa Lante à Bagnaia.. 8:58 AM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: sábado, enero 28, 2006 :::.. El Pais.. Fecha: 24-12-05.. Autor: Oscar Esquivias.. Grandiosidad borbónica en Caserta.. Un palacio construido en el sur de Italia por el que luego sería Carlos III.. Antes de ser reclamado para reinar en España tras la muerte de Fernando VI, Carlos de Borbón quiso huir de la insalubridad de Nápoles.. Mandó construir un enorme edificio donde albergar su corte italiana.. Veinte de enero de 1752: el rey de las Dos Sicilias, Carlos VII, cumple 36 años.. El acto más importante de la fiesta se celebra lejos de cualquier escenario palaciego: el monarca, su gobierno (con el todopoderoso ministro Tanucci a la cabeza), la nobleza, el nuncio, los embajadores.. todos están presentes en la humilde aldea de Caserta, en mitad de los fértiles campos de la Terra di Lavoro, en una explanada que asciende suavemente hacia el monte.. Aquel día, el rey Carlos de Borbón colocó la primera piedra del que había de ser el mayor y más fastuoso palacio jamás construido en la península italiana: la reggia (residencia regia) de Caserta.. Como si se tratara de la fundación de una nueva ciudad, se trazaron simbólicamente sus límites: cuatro filas de soldados formados señalaban el perímetro rectangular del palacio (247 por 190 metros).. Al menos dos personas podían imaginar cuál iba a ser el aspecto de las fachadas que se alzarían sobre aquel descampado: el propio rey y el arquitecto que había dibujado los planos, Luigi Vanvitelli.. Vanvitelli había trabajado al servicio del Papa y de otros grandes personajes romanos en importantes obras; entre otras, la decoración de la basílica de Santa Maria degli Angeli (edificada por Miguel Ángel en las termas de Diocleciano) o la ampliación del palacio Odescalchi (construido por Bernini).. Cuando el rey napolitano le solicitó el proyecto de su reggia, fue consciente de que aquella iba a ser la gran obra de su vida.. Su modelo (no podía ser otro) fue Versalles, y trató de superar la magnificencia de su arquitectura y de sus jardines.. El rey Carlos de Borbón, como un nuevo Luis XIV, también concebía el palacio como una forma de simbolizar y glorificar su poder.. Aparte, pretendía situar en Caserta la corte y todo el aparato del Estado, creando una suerte de segunda capital más cómoda, salubre y segura que Nápoles (todavía recordaba cómo, diez años antes, la flota inglesa cerró la bahía con sus buques y amenazó la ciudad con su artillería).. Por fin (y no fue la razón menos importante), buscaba un lugar de recreo en el que poder cazar.. Caserta reunía todas las condiciones requeridas y allí fundó su palacio.. Si Vanvitelli pensaba en Versalles, el monarca tenía presentes además dos lugares en los que había transcurrido su infancia: El Escorial y el palacio de La Granja de San Ildefonso.. La monumentalidad del primero, aislado entre la naturaleza como símbolo incontestable del poder de la corona, y los jardines con estanques, fuentes y juegos de agua del  ...   incluso el viajero más humilde es posible que sienta la tentación de ordenar movimientos de tropas, nombrar embajadores o bailar minuetos.. Caserta se convirtió en el lugar favorito de los Borbones napolitanos; cuando Napoleón los desalojó del trono y se lo entregó al mariscal Murat, éste mostró también su predilección por la reggia y decoró algunas estancias a la moda francesa.. Durante el resto del siglo XIX y el XX el palacio siguió siendo escenario de importantes acontecimientos políticos hasta llegar la Segunda Guerra Mundial, cuando se convirtió en el cuartel general del Ejército aliado para el Mediterráneo (aquí, por ejemplo, se firmó la rendición de las tropas alemanas que permanecían en Italia).. Una línea de fuga.. Con todo, la visita a Caserta no sería imprescindible si careciera de sus maravillosos jardines.. El propio Vanvitelli (que también era un buen pintor) los concibió como una enorme línea de fuga que, llegando por la carretera real de Nápoles, atravesaba el propio palacio y se perdía en el horizonte.. Las vías del ferrocarril han arruinado el efecto escenográfico en la fachada principal, ya que cortan perpendicularmente el viejo camino e impiden toda perspectiva.. Sin embargo, en la fachada trasera el parque se mantiene intacto: praderas, lagos artificiales, glorietas con estatuas e hileras de árboles que flanquean el larguísimo estanque que sirve de eje del conjunto.. Este jardín parece plasmar el gusto ilustrado por el orden, la armonía y la racionalidad y sirvió de modelo (muy simplificado) para el que Sabatini proyectó en el Palacio de Oriente de Madrid.. Posteriormente (1782), se añadió el llamado Jardín Inglés, un bosque aparentemente descuidado, con senderos azarosos, ruinas y lugares pintorescos, que nos anuncia la sensibilidad romántica.. Ya no son los miembros de la familia real, los nobles cortesanos o sus invitados ilustres (Goethe, por ejemplo, paseó por aquí) quienes ocupan la reggia de Caserta; son los turistas los que la recorren con una algarabía que, en este decorado, suena un poco revolucionaria.. Los fines de semana los parques se llenan de niños, de novios, de familias que pasean en bicicleta, de jóvenes que juegan al fútbol con el torso desnudo y rivalizan con las esculturas clásicas.. Este aire popular y cotidiano tiene mucho atractivo y añade al palacio algo que faltaba en su arquitectura: alegría y amabilidad.. Merece la pena visitarlo así.. GUÍA PRÁCTICA.. Datos básicos.. - El conjunto palaciego de Caserta está catalogado por la Unesco como patrimonio de la humanidad.. Caserta tiene 79.. 000 habitantes y es capital de la provincia homónima (a 33 kilómetros de Nápoles).. Horario.. - La reggia y los jardines abren a diario, salvo los martes.. El horario del palacio es de 8.. 30 a 19.. 30 horas.. Tarifas: para el palacio, 4,20 euros; para los jardines, 2 euros.. Las entradas se pueden comprar de forma independiente.. Información.. (.. www.. casertaturismo.. it.. y.. ambientece.. arti.. beniculturali.. it/guida_reggia.. ).. Cómo llegar.. - En tren, desde Roma y Nápoles (.. trenitalia.. 1:31 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: sábado, abril 22, 2006 :::.. -.. La Repubblica.. Fecha: 21-03-06.. Autor: R.. T.. Roma - Parchi e giardini, è il momento dei paesaggisti.. Una nuova generazione, tutta italiana, di architetti del paesaggio sta uscendo allo scoperto.. Le donne rappresentano una bella fetta.. Una di loro, Patrizia Pozzi, che è sul campo da anni, spiega che, finalmente, anche l'Italia sta diventando più sensibile verso l'argomento 'paesaggio'.. Un esempio è Milano che negli ultimi anni ha visto crescere la qualità e la quantità di verde.. I tanti progetti di trasformazione urbanistica, che sono dentro e intorno alla città, sviluppano al loro interno decine di ettari di verde pubblico.. Li chiamano i 'parchi della trasformazione' e, almeno sulla carta, ce ne sono in programma ventuno.. Un filo rosso li attraversa: vengono realizzati da architetti stranieri.. Così come succede per i progetti degli edifici, così anche per il paesaggio, i committenti italiani mostrano lo stesso debole, sono esterofili.. «I paesaggisti stranieri, hanno curriculum che brillano grazie a lavori molto grossi.. Sono aiutati dal fatto di avere alle spalle paesi con una cultura molto forte del verde e del paesaggio.. Purtroppo l'Italia è ultima in classifica in questo genere di sensibilità - spiega Pozzi - Quindi noi italiani per fare dei bei lavori dobbiamo andare all'estero.. Ma si cominciano ad avvertire segnali di cambiamento».. Le università moltiplicano i corsi specialistici; nascono scuole di specializzazione; si moltiplicano le progettazioni cosiddette 'a scomputo oneri', ovvero vengono cedute a privati delle aree con l'obbligo di realizzare su parte di esse un parco di pubblica utilità; e ci sono una quantità di nuovi progetti 'verdi' a Milano.. Se la committenza, per progettare queste aree verdi sceglie in prevalenza paesaggisti stranieri, vero è che nello stivale abbiamo architetti di paesaggio della nuova generazione che fanno progetti di qualità, anche se su scale più piccole.. Ma la questione è capire perché non viene data l'opportunità ai paesaggisti  ...   dopo un po' si sente il bisogno di ripararsi.. L'abbraccio della spirale è un'offerta di protezione».. Ecco come si incontrano natura e edifici.. Per un progetto recente - la sede milanese di l'Oréal - Pozzi ha preso spunto da un particolare giardino seicentesco.. «L'altro lato della creatività di questo lavoro - spiega - è che devi trovare delle soluzioni innovative.. Per fare il giardino pensile di l'Oréal avevo a disposizione solo 20 centimetri di terra.. Così per disegnare curve e riccioli, anziché siepi di bosso, ho scelto prato, erica rossa e bianca e viole.. Il tutto a basso costo di realizzazione e manutenzione».. Della serie: per fare land art bastano materiali semplici e un sacchetto di semi.. Fantasia, ma anche molta maestria e un gran lavoro filologico impegna la Pozzi da 15 anni negli immensi terreni delle ville berlusconiane.. Attualmente sta lavorando sui terreni della Villa di Macherio, ricostruendo il disegno del parco che Emilio Alemagna nel 1907 aveva fatto per il duca Umberto Visconti di Modrone.. E per ricordare che l'architettura del paesaggio entra anche negli interni degli edifici e nelle case, Pozzi, durante il Salone del Mobile milanese mette in scena il giardino marino.. «Voglio far capire - spiega - che il paesaggio non è solo sinonimo di 'giardino classico', ma è un modo di vivere l'incontro tra l'interno e l'esterno della casa».. Per cui, ricrea nel cortile del suo studio in Corso Venezia 23 a Milano un'abitazione con elementi marini.. La serra diventa un acquario; il vaso di Ron Arad un anemone; un corallo si trasforma in panca progettata da lei e dallo scenografo Angelo Jelmini per Serralunga; e la ghiaia di mare diventa pavimento.. Sempre durante i giorni del Salone, presso i giardini Ingegnoli di via Pasubio ci sarà un altro evento 'Kitchen Garden' dove la coppia PozziJelmini realizza un'oasi cittadina in cui giardino e cucina domestica idealmente si incontrano.. 6:44 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: lunes, mayo 29, 2006 :::.. Liberta.. (Italia).. Fecha: 29-5-06.. Autora: ANNA ANSELMI.. Successo di "Giardini aperti" che ieri ha permesso al pubblico di visitare l'antica dimora di Vigolzone.. Villa Peirano, un fascino senza tempo.. Appello del Fai per salvare l'ex polveriera di Momeliano.. Il giardino nei suoi aspetti botanici e architettonico-decorativi ma anche i filari di vigneti, la collina circostante e il fiume Nure: tanti spunti per riflettere sul valore del paesaggio e sulla necessità della sua conservazione.. Il tradizionale appuntamento con Giardini aperti", organizzato dal Fai (Fondo per l'ambiente italiano) e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, quest'anno ha scelto di aprire alle visite la terrazza verde di villa Peirano ad Albarola di Vigolzone, per sensibilizzare poi il pubblico sulla campagna i "Luoghi del cuore" promossa dal Fai nazionale, terzo censimento dei "Luoghi di natura da non dimenticare".. La delegazione piacentina per la prima volta ha fornito una precisa indicazione di voto: l'ex polveriera di Rio Gandore a Momeliano, nel comune di Gazzola.. «Ci siamo posti un obiettivo molto ambizioso, raccogliere almeno 10mila schede» spiega Silvano Locardi, agronomo e delegato Fai, ieri impegnato a condurre le visite botaniche a villa Peirano.. «Se riuscissimo a conseguire questo traguardo, Momeliano potrebbe diventare il "luogo del cuore" di tutt'Italia, verrebbe riconosciuto come località da salvaguardare, e questo aiuterebbe a garantirne il futuro».. Che attualmente si presenta quanto mai incerto e a rischio potenziale di speculazione edilizia, nel caso in cui questa pregiata, estesa area verde venisse messa all'asta dallo Stato.. Quanto sia fondamentale preservare il paesaggio il Fai lo ha dimostrato ieri sottolineando come la bellezza del giardino di villa Peirano stia nella sua origine come «esaltazione del contesto paesaggistico in cui è immerso».. Da rilevare inoltre la soluzione architettonica della scalinata per salire alla terrazza, abbellita da grottesche che ricordano i giardini dell'isola Borromeo sul lago Maggiore.. I visitatori hanno potuto raggiungere anche i vigneti, un altro elemento caratteristico della collina piacentina, accompagnati dai paesaggisti Chiara Locardi e Carlo Gabriele Callari, che hanno inoltre condiviso con gli intervenuti suggestive poesie della cosmopolita Rose Ausländer (1901-1988), dedicate al giardino.. La parte storica della visita è stata curata da Anna Tagliaferri, architetto, che ha illustrato i caratteri del cortiletto dalla pianta a U uncinata, della crociera al pian terreno (la villa nasce a metà '600 come villeggiatura estiva dei padri gesuiti) e la cappella affrescata.. Soddisfatto per l'alta affluenza il capo delegazione Fai di Piacenza, Domenico Ferrari, che ha ribadito l'importanza di far crescere la consapevolezza del rispetto di un bene così delicato ed essenziale come il paesaggio.. La Fondazione è stata rappresentata da Tiziana Libè.. Le delegate Laura Taffetani e Leopolda Beretta hanno accolto i visitatori, mentre contemporaneamente al banchetto sul Facsal, alla Festa del Volontariato, la segretaria del Fai, Giovanna Caldani, sosteneva la causa del parco di Momeliano, partita comunque «molto bene».. Chi volesse partecipare gratuitamente ai "Luoghi del cuore", può rivolgersi allo 0523.. 330811, sito internet:.. fondoambiente.. 6:51 PM.. Estense.. com.. Fecha: 27-5-06.. Ritorna agli antichi splendori il giardino di Marfisa d Este.. Le diverse fasi dell operazione di ripristino e di realizzazione dei nuovi arredi della fontana monumentale del giardino di Palazzina Marfisa d Este sono state presentate alla città proprio nel giardino dell antico palazzo rinascimentale di via Giovecca, presenti tra gli altri il vice sindaco Rita Tagliati, l assessore ai Lavori Pubblici Claudio Bariani, il direttore dei Musei Civici d Arte Antica Angelo Andreotti, Clara Coppini e Francesco Scafuri del Servizio Beni Monumentali del Comune e Giulia Vullo, presidente del Garden Club di Ferrara.. Fin dal 2005 il Garden Club di Ferrara aveva proposto all Assessorato ai Lavori Pubblici e Beni Monumentali del Comune di procedere al ripristino in sinergia della secca e disadorna fontana del giardino della Palazzina di Marfisa, gioiello architettonico cinquecentesco della nostra città.. L iniziativa aveva lo scopo di concludere, con un segno tangibile a favore della città, il tema dell Acqua proposto a livello nazionale dall UGAI (Unione Garden Club e Attività Similari d Italia) e, contemporaneamente, rappresentare l episodio di celebrazione locale della Terza Giornata Nazionale del Giardino.. Il progetto ora è giunto a conclusione e ha visto lavorare fianco a fianco il Servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara, la Direzione dei Musei Civici d Arte Antica e l associazione cittadina.. Il Servizio Beni Monumentali ha provveduto al ripristino della vasca in muratura e dei collegamenti idraulici, mentre il Garden Club, con il benestare dei Musei Civici d Arte Antica, del Servizio Beni Monumentali e della locale Soprintendenza, ha curato la fusione della copia in bronzo del putto che ornava la fontana, il collocamento di fari subacquei per l illuminazione della scultura nelle ore notturne e l impianto di quattro aiuole di rose a coronamento della vasca.. La fusione della copia del putto di Giuseppe Virgili è sovrapponibile all originale in quanto ottenuta dallo stesso modello in gesso, recuperato e messo a disposizione dal figlio dello scultore e magistralmente restaurato da Maurizio Bonora, allievo di Virgili.. All operazione hanno collaborato Francesco Virgili, figlio dell artista, che ha seguito personalmente le diverse fasi di realizzazione della copia del putto, ricollocato al centro della fontana, recuperando nei depositi di famiglia il gesso utilizzato per la fusione dell originale; Maurizio Bonora, noto scultore ferrarese, che ha eseguito un accurato e impegnativo restauro del gesso originale del putto deteriorato dal tempo; Enrico Baglioni che ha offerto preziosa consulenza tecnica e ha curato la documentazione fotografica necessaria per una buona riproduzione del putto.. In occasione della ricollocazione al centro della fontana della Palazzina di Marfisa di una copia del Putto.. Il Garden Club di Ferrara, per rendere omaggio sia al putto, tanto amato dai ferraresi, sia allo scultore che l ha modellato, ha allestito l esposizione temporanea di una serie di piccoli bronzi dello stesso autore nelle sale che attualmente custodiscono il putto originale nel Museo della Palazzina.. L esposizione, allestita nella Sala di Fetonte (Palazzina di Marfisa) è visitabile fino al 26 giugno prossimo (da martedì a domenica, dalle 9 alle 12,30 dalle 15,30 alle 18) ed è stata realizzata grazie alla disponibilità di Francesco e Anna Virgili, figli dello scultore, che hanno prestato alcuni bronzetti della collezione di famiglia, e con la collaborazione della Direzione dei Musei Civici d Arte Antica, che ha curato l allestimento della mostra.. Queste le aziende e gli enti che hanno partecipato al ripristino della fontana del giardino della Palazzina di Marfisa: Fonderia Artistica Guastini S.. r.. l.. Gambellara (Vicenza), Emiliana Restauri Soc.. Coop Bologna, Ditta Chiarati S.. Ferrara, Ditta Verdeacqua di Matteo Lambertini.. Progettazione e manutenzione giardini Ferrara Comune Di Ferrara Assessorato ai Lavori Pubblici, Verde, Manutenzione, Beni Monumentali Servizio Beni Monumentali Direzione dei Musei Civici d Arte Antica Garden Club Ferrara.. -------------------------------.. Cenni storici.. Premessa.. La palazzina, pregevole esempio di residenza estiva rinascimentale con annesso giardino, fu realizzata attorno al 1559 per volontà di Francesco d'Este, marchese di Massa Lombarda, figlio del duca Alfonso I e di Lucrezia Borgia.. La costruzione era compresa in un complesso di edifici piuttosto vasto, noto come i Casini di San Silvestro , collegati tra loro da un ampio giardino e di cui faceva parte anche l adiacente Loggia Grande o Teatro (fatta costruire dal marchese tra il 1560 ed il 1570), nonché il quattrocentesco edificio turrito edificato da un membro della famiglia fiorentina dei Neroni nel 1469, oggi noto come palazzo Bonacossi, acquistato proprio da Francesco nel 1572 per unificare l intera proprietà verso sud.. Alla morte del marchese (1578) la palazzina passò in eredità alla figlia Marfisa, moglie di Alderano Cybo principe di Massa Carrara, la quale vi abitò fino al 1608, anno in cui passò a miglior vita.. La nobile dimora fu sottoposta nel corso dei secoli ad alcune ristrutturazioni dai vari proprietari ed affittuari, che spesso la destinarono ad usi impropri.. Il Comune di Ferrara, proprietario dell immobile fin dal 1861, decise agli inizi del Novecento di affidare in gestione la palazzina alla Ferrariae Decus, affinché potesse promuovere  ...   su quello della Palazzina di Marfisa d Este, ed in particolare sulla fontana che si trova nell area verde di levante della nobile dimora e che da molti anni è secca e priva del putto di bronzo, opera dello scultore Giuseppe Virgili.. Conseguentemente il Garden Club di Ferrara ha proposto al Comune di Ferrara, proprietario della Palazzina, di adottare la fontana prevedendone il ripristino attraverso il restauro della vasca in muratura, la collocazione di una copia del putto , la rimessa in funzione del sistema idraulico e dei quattro piccoli getti d acqua, la ricomposizione nella sua interezza della grande aiuola circostante.. L Amministrazione comunale, concordando con la lodevole iniziativa proposta, ha assicurato la propria adesione ed il proprio impegno per la realizzazione dell opera, attivando il Servizio Beni Monumentali presso l Assessorato ai Lavori Pubblici e la Direzione dei Musei Civici d Arte Antica.. La fontana e lo stato di degrado prima dei lavori.. La fontana è caratterizzata planimetricamente da un disegno basato sull ellisse e da dimensioni modeste (mt.. 4,00 X 3,20 circa).. La vasca, alta poco più di 60 cm.. , è in muratura ed è tutta intonacata ad esclusione del bordo sommitale lavorato con mattoni di cotto a faccia vista.. Al centro si trova un piccolo basamento realizzato negli anni cinquanta del 900 appositamente per sostenere il putto.. Prima dei lavori la fontana era disadorna della bella scultura bronzea.. In vari punti della vasca l intonaco si era distaccato, lasciando esposta agli agenti atmosferici la sottostante muratura; il bordo di finitura in cotto presentava alcuni mattoni degradati, distacchi e mancanza di malta nelle connessure, muffe e muschi sulle superfici.. Le pareti e il fondo della vasca (particolarmente degradato), erano caratterizzati da alcune lesioni (anche profonde) che ne pregiudicavano la tenuta.. L impianto idraulico non risultava funzionante.. L esecuzione delle opere.. In considerazione dei presupposti indicati in premessa, il Garden Club di Ferrara ha provveduto a fare eseguire una copia in bronzo del putto di Giuseppe Virgili, in tutto uguale alla scultura originale.. La suddetta è stata ottenuta dallo stesso modello in gesso originario, recuperato e messo a disposizione dal figlio dello scultore.. Per seguire tutte le fasi di questo importante e lodevole impegno, il Garden Club di Ferrara si è avvalso della grande disponibilità e competenza dell artista ferrarese Maurizio Bonora.. Per il ripristino della fontana sono state eseguite le seguenti tipologie di lavorazioni:.. 1.. opere murarie.. - sistemazione del bordo sommitale in mattoni a faccia vista mediante idrolavaggio delle superfici, smontaggio e sostituzione degli elementi fatiscenti, integrazione di parti mancanti utilizzando materiale di recupero, revisione delle stuccature esistenti ed integrazione delle stesse con idonea malta;.. - ripristino delle parti di muratura in mattoni nelle zone ammalorate delle pareti interne ed esterne della vasca mediante lo smontaggio degli elementi degradati o rotti e la loro sostituzione con mattoni vecchi, rimozione delle stuccature decoese, pulizia delle connessure e stuccatura con idonea malta, ricucitura di alcune lesioni passanti con l ausilio di connettori d acciaio e apposite resine;.. - rifacimento di intonaco, previa rimozione delle sole parti ammalorate sulle pareti esterne e stesura di intonachino in calce pigmentata di colore simile a quello esistente;.. - esecuzione di intonaco resistente alla penetrazione dell acqua sul fondo e nelle pareti interne del manufatto, ricostituendone la continuità al fine di garantire l impermeabilizzazione dell intera vasca;.. - realizzazione di un piccolo bordo in ciottoli lungo tutto il perimetro esterno della fontana, quale elemento di finitura per evitare il contatto diretto del manufatto con il terreno;.. 2.. collocazione di una copia in bronzo del putto al centro della fontana.. - fissaggio della copia in bronzo del putto , che il Garden Club di Ferrara ha provveduto a fare eseguire, sul piccolo basamento al centro della vasca;.. 3.. opere idrauliche ed elettriche.. - revisione completa dell impianto idraulico della fontana e di quello elettrico, con installazione della pompa per il ricircolo dell acqua;.. - esecuzione delle opere elettriche per l allacciamento della suddetta pompa ed installazione di un quadretto elettrico di protezione fissato alla base della recinzione in muratura del giardino, completo dei relativi collegamenti necessari per il funzionamento dell impianto;.. - installazione di un faretto subacqueo sul fondo della vasca per valorizzare la visione notturna della fontana, completo dei relativi collegamenti;.. 4.. Lavori di giardinaggio.. - ricomposizione nella sua interezza del disegno della grande aiuola che circonda la fontana mediante la realizzazione dello spicchio mancante e risistemazione dell impianto di rose, operando la sostituzione dei ceppi esistenti con un nuovo impianto di rose di colore bianco a bordo basso e compatto.. (A cura di Clara Coppini, Servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara).. 6:47 PM.. Prima Pagina.. Fecha: 26-5-06.. Autora: Pamela Pucci.. Il riconoscimento sarà consegnato con cerimonie in loco.. Dieci giardini storici toscani vincitori del Premio Touring Club.. L'assessore Zoppi: 'Un patrimonio toscano che deve essere ancor più valorizzato'Il Console Mecocci: 'Il TCI premia realtà di valore ignorate dal turismo di massa'.. Sono autentici monumenti verdi, costruiti con pazienza nei secoli, curando sia la crescita di piante e fiori che lo sviluppo armonioso del progetto architettonico.. Sono i giardini storici della Toscana, spesso parte integrante di ville e castelli, talvolta parchi a sé stanti, ideati con l'obiettivo di dare riposo all'anima, educarla alla bellezza.. Dieci di questi giardini sono stati riconosciuti eccellenti dalla Regione Toscana e dal Touring Club Italiano ed a loro è stato assegnato il Premio TCI 2006, un riconoscimento prestigioso indetto dai consoli della Toscana giunto al suo settimo anno che, nelle passate edizioni, ha valorizzato cattedrali, giochi storici, bande musicali, borghi cosidetti 'minori', biblioteche e mercati storici.. I vincitori del Premio 2006 sono: il.. Roseto botanico di Carla Fineschi.. a Cavriglia (Ar), il giardino della.. Villa medicea di Castello.. a Firenze, il.. Parco archeologico-naturalistico.. di Pitigliano (Gr), i giardini di.. Villa Mimbelli.. a Livorno, l.. 'Orto botanico.. di Lucca e quello di Pisa, il giardino di.. Villa Giorgini.. a Montignoso (Ms), il.. giardino Garzoni.. di Collodi (Pt), il giardino della.. Villa medicea di Poggio.. a Caiano (Po) e gli.. Horti Leonini.. di San Quirico d'Orcia (Si).. "Sono realtà molto antiche e significative spiega l'assessore regionale alla cultura Mariella Zoppi selezionate una per Provincia con un occhio di riguardo per le strutture pubbliche.. Il Touring Club Italiano ha scelto di privilegiare una realtà, quella dei giardini storici toscani, che rappresenta per la nostra regione un patrimonio culturale enorme, con evidenti potenzialità di attrazione turistica.. Si tratta di un mondo ancora troppo poco conosciuto.. Per questo varie iniziative realizzate dalla Regione in collaborazione con il TCI, a partire dalla guida 'Giardini di Toscana' fino alla omonima mostra fotografica, che è stata esposta in tantissime capitali europee, hanno avuto come principale obiettivo quello di valorizzarle e stimolare curiosità e interesse nei potenziali visitatori".. "Il Premio Touring è nato sei anni fa - spiega Gianni Mecocci, in rappresentanza del corpo consolare del TCI della Toscana e a tutt'oggi resta la prima e unica iniziativa del genere.. E' uno strumento per valorizzare le tradizioni culturali del territorio e quei gioielli storico-artistici che rischiano di essere dimenticati perché esclusi dai circuiti del turismo di massa.. In Toscana il TCI conta quasi 30 mila soci e con la forza di questi numeri poniamo il massimo impegno nel difendere e valorizzare il patrimonio artistico e paesaggistico con l'idea che debba essere tramandato alle future generazioni, e cerchiamo di sensibilizzare in questo senso le politiche del territorio e l'opinione pubblica".. Le premiazioni dei dieci giardini ai quali è stato assegnato il riconoscimento avverranno in loco in date diverse.. Domani, 27 maggio, ci sarà a Collodi (Pt) la prima cerimonia, seguita a ruota dalle altre nel primo fine settimana di giugno.. Sabato 3 si terranno le cerimonie a Cavriglia (Ar), Firenze (nel pomeriggio), Livorno, Montignoso (Ms) e Pisa (manifestazione cui parteciperà, alle ore 10,30, anche l'assessore Zoppi), mentre domenica 4 giugno sarà la volta di Lucca, Pitigliano (Gr), Poggio a Caiano (Po) e San Quirico d'Orcia (Si).. 6:39 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: viernes, junio 16, 2006 :::.. Fuente.. ADN Kronos.. Fecha:16-6-06.. Firenze, 16 giu.. (Adnkronos) - ''Domani apriremo ufficialmente il giardino Vegni e grazie all'intervento degli anziani dell'Auser sara' possibile tenerlo aperto 2-3 giorni la settimana almeno fino alla riapertura delle scuole''.. E' il commento del presidente del Quartiere 1 di Firenze, Stefano Marmugi, che oggi ha presentato l'apertura al pubblico del giardino Vegni, un ettaro e mezzo di verde a bosco e olivi, con in cima una terrazza panoramica.. Il giardino risale al 1292 e secondo alcuni testi storici, apparteneva alla famiglia Gianni che riuni' tre case e costrui' il Palazzo della Torre.. In seguito fu acquistato dalla famiglia Vegni, di cui ne porta ancora il nome.. 9:25 PM.. Fecha: 14-6-06.. Dal 17 giugno al 16 luglio a Palazzo Medici Riccardi.. Giardini: in una mostra fotografica i 'monumenti verdi' della Toscana.. Zoppi: 'Valorizziamo una parte fondamentale del patrimonio artistico-architettonico della regione'.. Dalla collaborazione tra la Regione Toscana e la Provincia di Firenze nasce una mostra, 'Giardini in Toscana', che vuol aprire una finestra sul patrimonio 'verde' della regione, risorsa artistico-culturale ma anche turistica capace di affascinare botanici, architetti, ma anche visitatori in cerca di armonia e nuove mete da scoprire.. La mostra raccoglie immagini scattate da Massimo Listri in 31 giardini toscani ed è arricchita da testi esplicativi dell'assessore regionale alla cultura, l'architetto Mariella Zoppi, e dalle installazioni sonore curate da 'Il giardino sonoro'.. L'esposizione sarà inaugurata la sera di venerdì 16 giugno e sarà aperta al pubblico  ...   racchiude e rendere giustizia a preziosi 'beni culturali' spesso trascurati".. Il progetto della mostra è coordinato dal Settore beni paesaggistici dell'Assessorato alla cultura della Regione Toscana, la grafica è a cura del Centro stampa Regione Toscana mentre gli oggetti in cotto che decoreranno l'esposizione sono stati forniti dalle Fornaci storico-artistiche dell'Impruneta.. I giardini fotografati sono, a Firenze, il Giardino di Boboli, il Giardino Torrigiani, quello del Museo Stibbert, di Villa Fallani, gli Orti Oricellari, quello di Villa La Pietra, quello di Villa Gamberaia, quello di Villa I Tatti, il Giardino di Castello, quello di Villa della Pietraia, mentre a Fiesole il Bosco di Fonte Lucente, il giardino di Villa Fioratti, a Greve in Chianti quello del Castello di Uzzano, a Vaglia il parco di Villa Demidoff.. Nelle altre province toscane sono statai fotografati da Listri il giardino di Villa Tommasi, a Cortona (Ar), il Giardino dei Tarocchi a Capalbio (Gr), quello di Daniel Spoerri a Seggiano (Gr), i giardini di Palazzo Pfanner e Villa Buonvisi Oliva a Lucca, quelli di Villa Torrigiani, Villa Mansi e della Villa reale di Marlia a Capannori (Lu), quello di Villa Malaspina a Fosdinovo (Ms), di Villa Roncioni a Pisa, del Villone Puccini e di Villa Celle a Pistoia, di Villa Garzoni a Pescia (Pt) e, nel senese, il giardino di Villa Geggiano a Castelnuovo Berardenga, quello di Villa La Foce a Chianciano Terme, quello di Villa Chigi di Centinale a Sovicille ed infine quello di Palazzo Piccolomini a Pienza.. 9:03 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: lunes, julio 31, 2006 :::.. Fecha:19-7-06.. Il Credit Suisse partner di Grandi Giardini Italiani.. Iniziata la collaborazione tra la Banca e il circuito di giardini.. Milano,.. Il Credit Suisse ha deciso di sostenere i Grandi Giardini Italiani, un circuito di giardini storici, moderni o d'autore, privati e pubblici, aperti al pubblico e distribuiti sull'intero territorio italiano.. Da sempre il Credit Suisse si è mostrato sensibile nei confronti di iniziative culturali e sportive, sostenendo numerosi enti e manifestazioni a livello internazionale.. Con il sostegno ai Grandi Giardini Italiani, il Credit Suisse aggiunge un ulteriore tassello al suo ricco calendario di impegni culturali.. L'impegno si inserisce nel quadro dei festeggiamenti della Banca per il proprio 150° anniversario, all'insegna dei suoi valori: tradizione e innovazione.. Valori che ben si adattano alla partnership con i Grandi Giardini Italiani, nelle cui iniziative la lunga storia del paesaggio è abbinata a forme di creatività tradizionali e innovative.. Il Credit Suisse desidera esprimere i propri ringraziamenti ai promotori dei Grandi Giardini Italiani, che con la loro passione e il loro entusiasmo contribuiscono alla conservazione e alla divulgazione del patrimonio botanico e artistico nazionale.. 11:28 AM.. jueves, julio 20, 2006 :::.. RomaOne.. Fecha: 19-7-06.. Autora: Deborah Marchioro.. Tivoli ha il "Parco più bello d'Italia".. Il giardino di Villa d'Este, inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO, ha vinto la quarta edizione del concorso promosso da Briggs Stratton e Grandi Giardini Italiani.. Roma, 19 luglio 2006.. Sarà consegnato domani 20 luglio il premio del concorso "Il Parco più bello d'Italia", che quest'anno ha visto vincitore il giardino di Villa d'Este a Tivoli: giunto alla quarta edizione, il concorso è promosso dalla Briggs Stratton in collaborazione con Grandi Giardini Italiani, un circuito che valorizza e i più bei parchi e giardini italiani.. Il parco di Villa d'Este, inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO, è stato scelto in una rosa di cento giardini finalisti da una giuria riunitasi a Milano il 12 aprile scorso e composta da Judith Wade (Presidente), fondatrice di Grandi Giardini Italiani, Anna Maria Botticelli, biologa, pubblicista, collaboratrice di testate del settore, Lorena Lombroso, redattrice per riviste del settore, Simona Pareschi, redattrice per riviste del settore e autrice di pubblicazioni, Dott.. Oreste Petilli, Circuito Grandi Giardini Italiani, Arch.. Ines Romiti, Arch.. Paesaggista, redattrice rivista ufficiale dell'Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, Arch.. Massimo Semola, arch.. Paesaggista, docente di Arch.. dei giardini all'ISAD di Milano e alla Scuola Agraria del Parco di Monza.. Ad essere premiata non è stata solo la bellezza del "giardino delle meraviglie" voluto dal cardinale Ippolito d'Este alla metà del Cinquecento, ma anche la cura, la manutenzione, i servizi offerti ai visitatori e l'attenzione ai disabili e agli anziani.. Come ha dichiarato il Soprintendente Arch.. Anna Maria Affanni, si tratta di "un risultato che premia gli sforzi della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Lazio cui la villa è affidata e che individua nell'alta professionalità del team di tecnici incaricati e nella continuità dell'azione di tutela e conservazione assicurata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la chiave di questo successo".. Quale vincitore dell'edizione italiana, il giardino di Villa d'Este parteciperà poi al concorso per il "Parco più bello d'Europa", istituito quest'anno, insieme ai parchi vincitori delle edizioni nazionali europee.. 11:57 PM.. Avanti.. Fecha: 5-7-06.. Autor: Elviro Di Meo.. IL GIARDINO INGLESE E L INNOVAZIONE ARCHITETTONICA NEL PARCO DELLA REGGIA DI CASERTA.. Vanvitelli, modelli a confronto.. Caserta anticipatrice dei tempi; antesignana di gusti e tendenze architettoniche dell Europa della seconda metà del secolo dei Lumi.. Un esempio di una nuova stagione artistica è il parco della Reggia impostato come interpretazione del grandioso giardino barocco, di cui conserva la concezione spaziale di un paesaggio infinito, organizzato intorno a un asse centrale dominante, cui la reggia fa da sfondo.. Immediato il riferimento al giardino di Versailles progettato dal francese Le Nôtre: tappa obbligata per la sistemazione dei parchi delle maggiori residenze reale.. Nel progetto del 1751 il giardino si presenta come una griglia geometrica, razionalissima, come la stessa impostazione planimetrica del Palazzo reale.. All interno di questo schema si aprono a ventaglio spunti rivisitati dal manierismo cinquecentesco, ancora imbevuto di riscoperta della classicità: parterres con fiori bassi, fontane, specchi d acqua, boschetti e soprattutto una decorazione scultorea particolarmente ricca.. Ricca soprattutto di allegorie riprese da un repertorio tratto dalla mitologia greca e romana.. L aspetto attuale del parco è diverso dal progetto originario, dal primo disegno del maestro.. Vanvitelli e successivamente con il figlio Carlo, che gli succede nella direzione dei lavori, disegna un asse prospettico preciso concentrato su di una stradafiume , un percorso che discende sotto forma di cascata dalla collina di Briano, alimentata dal nuovo acquedotto carolino.. Il riferimento alla Villa d Este di Tivoli è immediato per il continuo rimando all apparato di sculture, giochi d acqua, alla visuale che si intravede da ogni lato.. Ma Caserta è un altra cosa.. Si sperimenta, in particolar modo, un linguaggio innovativo.. E diversa dalla creazione cinquecentesca di Pirro Logorio, basta leggere la scansione del ritmo.. A tale titolo va citato lo storico G.. L.. Hersey, che scrive a proposito: Se il parco è una revisione di villa d Este, Vanvitelli rivede il modello di partenza dilatandolo lungo un canale come quello di Versailles o persino come un canale olandese.. Si potrebbe dire che Caserta reinterpreta Pirro Ligorio attraverso gli occhi di Gaspard Van Wittel.. Tutto ciò che era opulento, accidentato, frastagliato, diviene lungo, basso, geometrico.. Le diverse favole mitologiche scolpite segnano le tappe del cammino.. Alla base della cascata, la leggenda di Diana e Atteone organizzata in due gruppi distinti: da una parte la dea sorpresa al bagno, circondata dalle ninfe, dall altra la metamorfosi e la morte di Atteone; così la Fontana di Venere e Adone, la Fontana di Cerere, la Fontana di Eolo, la Cascata dei delfini e infine la Fontana di Margarita che conclude la serie.. Una sequenza di favole antiche che cela, secondo Hersey, un complesso programma iconografico ed iconologico di matrice da ricercare in Gian Battista Vico, forse suggerito a Vanvitelli dall erudito amico Porzio Leonardi.. Esse sarebbero allegorie del progressivo affermarsi della civiltà umana, tanto cara alla filosofia vichiana.. Dunque allegorie del culto, del matrimonio, della nascita dell agricoltura e dell istituzione delle leggi.. Uno studio a parte merita una zona del parco di Caserta, voluta su decisione da Ferdinando IV e Maria Carolina, trasformata dopo il 1768 in giardino inglese, con successivi interventi a opera di Andrea Graefer.. Ed è proprio questo il punto di contatto che è a testimonianza del clima culturale che si respira in Europea, negli ultimi decenni del Settecento.. L accorgersi di una nuova concezione del giardinaggio, nata  ...   Giardini d Oriente.. Intervengono Khaled Fouad Allam, Younis Tawfik, Luigi Zangheri e Nausikaa Mandana Rahmati, coordina Boris Biancheri.. Il Premio Grinzane Giardini Botanici Hanbury prende il nome dal complesso naturalistico creato nel 1867 da Sir Thomas Hanbury e fa parte di un più ampio progetto del Premio Grinzane Cavour, che auspica la realizzazione di un parco culturale volto alla valorizzazione del territorio inteso come luogo letterario, paesaggistico, architettonico e storico in Liguria così come in altre aree italiane.. 11:47 PM.. Servizi del giorno.. Fecha: 20-6-06.. "SCULTURE IN VILLA": LA SCULTURA CONTEMPORANEA IN MOSTRA NELLA CINQUECENTESCA VILLA D'ESTE A TIVOLI.. TIVOLI\ aise\ - Dal 14 giugno scorso e sino al 5 novembre, la scultura contemporanea incontra la cinquecentesca Villa d'Este di Tivoli, dove si tiene la mostra "Sculture in Villa" con otto sculture di grandi dimensioni di altrettanti artisti italiani contemporanei Lucilla Catania, Umberto Cavenago, Nedda Guidi, Luigi Mainolfi, Eliseo Mattiacci, Marcello Mondazzi, Mauro Staccioli e Giuseppe Spagnulo.. Alle otto sculture allestite nel giardino è affiancata la sezione "Profili" all'interno dell'appartamento del Cardinale del Palazzo di Pirro Ligorio con una esposizione monografica dei singoli artisti circoscritta ai temi della mostra.. Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Lazio, guidata da Anna Maria Affanni, e dal direttore di Villa d'Este, Isabella Barisi, d'intesa con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, la mostra "Sculture in Villa" è a cura di Giorgio de Marchis, Nicoletta Cardano e Maria Vittoria Marini Clarelli.. L'esposizione, organizzata da ATI De Luca Editori d'Arte-Mostrare, vuole essere una ricognizione attuale, non esaustiva, ma per exempla, dello stato della scultura in Italia, offrendo gli elementi per una riflessione sui caratteri odierni di permanenza del linguaggio plastico.. Attraverso artisti appartenenti a diverse generazioni sono indagate le varie articolazioni della ricerca formale, le relazioni volumetriche e spaziali, le caratteristiche di peso e volume e le mutazioni di uso e trattamento dei materiali: dall'acciaio forgiato (Spagnulo), alla pietra scolpita (Catania), alla terracotta (Guidi), alla plastica fusa per combustione (Mondazzi), all'assemblage di elementi industriali saldati (Mattiacci), alla modellazione di elementi in ferro (Mainolfi), all'acciaio corten (Staccioli, Cavenago).. Nella cornice di Villa d'Este, capolavoro del giardino italiano più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco, tra fontane, ninfei, grotte, giochi d'acqua e musiche idrauliche, la mostra "Sculture in Villa" propone opere che si affermano nella loro evidenza di presenze plastiche nello spazio della Villa e mostrano nella loro autonomia formale la costante di un dialogo serrato tra forma e materia.. La scelta delle opere viene rafforzata dal confronto con lo spazio dello straordinario parco cinquecentesco.. L'accostamento tra le suggestioni dell'antico e gli stimoli del contemporaneo si rivela infatti particolarmente interessante sia per le caratteristiche architettoniche e paesaggistiche del luogo, sia per le sue valenze simboliche e allegoriche rintracciabili nella stessa costruzione e organizzazione degli spazi, nel complesso e articolato sistema di fontane, nell'insieme degli oggetti ornamentali e delle sculture, nella loro disposizione.. Negli splendidi giardini all'italiana di Villa d Este sono esposte otto sculture monumentali, di cui cinque realizzate per questa occasione e tre di recente realizzazione.. Ogni artista ha comunque allestito in un luogo prestabilito del parco un'opera di recente realizzazione o appositamente eseguita, secondo un progetto di stretta interrelazione.. Tra le sculture realizzate appositamente per la mostra di Tivoli, Mauro Staccioli ha progettato alla fine del viale delle Peschiere un grande triangolo di otto metri in acciaio corten, "Senza titolo (Villa d'Este)" (2005-2006) che sembra essere in bilico e si pone con la sua geometria instabile in relazione con lo spazio e la storia della villa, diventando una sorta di cornice che si lascia attraversare dal giardino e dal paesaggio circostante.. Eliseo Mattiacci ha realizzato con materiali industriali "Capta Segnali" (2006), una scultura con un disco di acciaio che guarda al cielo, teso a captare suoni e segnali celesti provenienti da un immaginario e infinito spazio cosmico.. Marcello Mondazzi ha creato una forma ovoidale, trasparente e permeabile alla luce, sperimentando in modo del tutto particolare il materiale plastico, fuso per combustioni successive e modellato; la sua scultura "Nihil est ovo - Non c'è ragione all'uovo" (2005-2006), richiama in modo involontario, come indica il titolo ripreso da un graffito della Villa del 1565, il simbolismo della forma ovoidale presente nel disegno del giardino, nelle fontane del Dragone e dell'Ovato.. Umberto Cavenago colloca in una delle aiuole in leggera pendenza la sua "La 74 " (2006), una scultura su ruote, in acciaio corten, una sorta di macchina progettata in sessanta pezzi da montare che stravolge le connotazioni tradizionali, le nozioni di immobilità e le relazioni materiali dell'opera scultorea.. Lucilla Catania ha infine realizzato una nuova versione di "Ondine" (2005), una serie di moduli parallelepipedi in marmo rosso di Verona, a pianta rettangolare e di forma irregolare con una superficie inclinata e ondulata; gli elementi sono disposti orizzontalmente sul terreno in successione tale da creare uno spazio e un ritmo paralleli e autonomi rispetto a quello ambientale.. Altri artisti hanno sistemato nel giardino opere recentemente realizzate, corrispondenti ai criteri della mostra e che si prestano particolarmente ad un dialogo con lo spazio della Villa.. Nedda Guidi nel viale che conduce lateralmente alla Fontana dell'Organo ha sistemato il suo "Pozzo" (2000), un'opera in terracotta fatta con elementi modulari, parallelepipedi curvi, combinabili per giustapposizione e sovrapposizione, a formare una figura geometricamente esatta, un cilindro o un anello che ha una valenza iconografica densa di rimandi mitici.. Luigi Mainolfi presenta "Solcavallo" (1998), una figura di animale fantastico realizzata con elementi metallici rettilinei di produzione industriale che appare come una scultura disegnata, un disegno tracciato in aria sopra la fontana della Rometta.. E Giuseppe Spagnulo mostra sullo sfondo delle cascate della Fontana dell'Organo una "Ruota" (1999) in acciaio forgiato, di cui lo spettatore percepisce la forza e la densità della materia e i segni provocati dalla lavorazione con il fuoco che lascia fenditure e lacerazioni nella struttura geometrica della composizione; alla perfezione formale del cerchio si oppone l'instabilità degli incastri, l'equilibrio ambiguo dei moduli interni cubici che concorrono a definire attraverso lo spessore materico fatto di rotture, lacerazioni, aperture, l'intero della forma.. L'esposizione delle sculture nel giardino è accompagnata nell'appartamento del piano terra del Palazzo di Pirro Ligorio dalla sezione "Profili" in cui, attraverso una scelta sintetica di circa sessanta opere, tra sculture, bozzetti e disegni preparatori, vengono approfonditi i singoli aspetti di ricerca degli artisti, nei diversi materiali, nella ricerca plastica e nelle relazioni con lo spazio e la luce.. L'allestimento delle opere all'esterno e nella sezione "Profili" è curato da Enrico Valeriani.. Accompagnano infine la mostra il catalogo De Luca Editori d'Arte e delle piccole monografie, a cura di Nicoletta Cardano, dedicate ai singoli autori e all'opera realizzata per la mostra.. (aise).. 11:34 PM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: domingo, octubre 15, 2006 :::.. Genova Press.. Fecha: 11-10-06.. LIGURIA TURISMO I GIARDINI DI VILLA HANBURY.. I giardini Hanbury, voluti e creati da Thomas Hanbury (un londinese che fece fortuna a Shangai, innamorato di questo tratto di costa dal clima particolarissimo) si estendono, sul promontorio della Mortola, a pochi passi dalla frazione di Latte di Ventimiglia.. La loro posizione, si potrebbe dire strategica, è esaltata dalla grande varietà dei punti visivi valorizzati da una cornice di vegetazione lussureggiante, nella quale la macchia mediterranea si confonde ed associa con le specie esotiche più disparate, una straordinaria raccolta di circa seimila piante coltivate in pien'aria.. Il risultato è un piccolo Eden, un giardino delle meraviglie, un parco botanico unico al mondo, in cui troviamo rigorosamente catalogato e segnalato ogni genere di pianta, arbusto, siepe, fiore.. Il piano di sistemazione del giardino, nella sua impostazione generale (che nel corso degli anni venne più volte modificata per meglio adattarla alle nuove tendenze dell'architettura contemporanea dei giardini, al gusto ed alle esigenze della ricerca botanica) salvaguardò innanzitutto la storica via Julia Augusta, una delle emergenze più significative d'epoca romana (il tratto meglio conservato si trova ancor'oggi all'interno del giardino) e le direttrici principali preesistenti, sviluppando tutti gli altri percorsi dell'impianto in maniera trasversale e longitudinale a queste.. Si mantennero, anche, gli antichi muri di sostegno, le spianate, la vecchia cinta muraria della proprietà verso il mare.. I collegamenti tra i diversi piani del giardino vennero assicurati con scalinate, rampe, scale fiorite e curvilinee.. L'obiettivo dell'intera famiglia Hanbury (sir Thomas, il figlio Cecil e la nuora Dorothy Symons) nel creare il giardino, fu quello di conservare e favorire, nelle zone più selvagge e impervie della  ...   scultorei, fontane e vasche, colonnati e pilastri, anfore, panchine in pietra, tempietti.. Anche il palazzotto dei marchesi Orengo di Ventimiglia (l'edificio principale della proprietà) venne rispettato e mantenuto quasi inalterato, rendendolo più confortevole con l'inserimento di nuovi corpi di fabbrica, con il rialzo della torre per renderla maggiormente panoramica, le terrazze, il loggiato ad archi ed il porticato di ingresso.. Parimenti gli edifici di servizio al giardino vennero ubicati in relazione alla loro funzione: sotto i vivai, la casa Bellini destinata al personale; sul versante est del rio Sorba, la casa rustica per le attività scientifiche ed un primo museo di reperti archeologici raccolti da sir Thomas; nella piana, la casa dei giardinieri, la vaccheria, la casa Natalini, la stalla, il fienile e l'abitazione dei custodi.. Onde facilitare l'irrigazione delle diverse colture, si resero indispensabili interventi di modellamento del terreno e costose opere per la raccolta delle acque e la loro distribuzione.. Oggi, per consapevole e disinteressata volontà della famiglia Hanbury, i giardini appartengono allo Stato italiano e la loro conservazione è affidata all'Istituto di Botanica dell'Università di Genova.. ORARI D'APERTURA DEL GIARDINO.. Biglietteria e informazioni: tel.. : +39 (0184) 22.. 95.. 07.. Orario primaverile:.. dall'ultima domenica di settembre al 31 ottobre aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle 18 uscita entro le 19.. dall'ultima domenica di marzo al 14 giugno aperto tutti i giorni dalle ore 10 alle 17 uscita entro le 18.. Orario invernale:.. dal 1 novembre all'ultima domenica di marzo dalle ore 10 alle 16 uscita entro le 17 chiusura settimanale il mercoledì.. Orario estivo:.. dal 15 giugno all'ultima domenica di settembre aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle 18 uscita entro le 19..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: domingo, noviembre 19, 2006 :::.. Fecha: 1-11-06.. Cecchi nuovo direttore del Giardino di Boboli.. Alessandro Cecchi, 57 anni, è da ieri il nuovo direttore del Museo del Giardino di Boboli, incarico lasciato dopo 22 anni, per raggiunti limiti di età, dalla precedente direttrice, Litta Medri.. Cecchi, finora, si era preso cura solo di dipinti, come responsabile della pittura tra Medioevo e Quattrocento della Galleria degli Uffizi.. Il compito che lo aspetta è forse più complesso perché un museo all'aperto come quello di Boboli  ...   storia dell'arte all'archeologia, dalla botanica al restauro e alla diagnostica di materiali, come quelli delle 180 statue che adornano il parco, esposti agli agenti atmosferici.. Il Giardino di Boboli, voluto alla metà del Cinquecento da Eleonora di Toledo e da Cosimo primo dei Medici, con i suoi 33 ettari è di gran lunga più impegnativo dei Giardini del Lussemburgo di Parigi, solo 18 ettari, e che per ciò che contiene è un complesso unico al mondo per antichità ed importanza artistico-storica.. 1:05 AM..

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  • Title: Jardines de Italia
    Descriptive info: jueves, diciembre 21, 2006 :::.. Habitare a Roma.. Fecha: 19-12-06.. I nuovi giardini di Villa Torlonia.. Inaugurati il 22 dicembre in contemporanea con il Museo della Scuola Romana.. Venerdì 22 dicembre, alle ore 12.. 30, il Sindaco Walter Veltroni presenterà ai cittadini il restauro del verde di Villa Torlonia, antica residenza nobiliare romana situata sulla via Nomentana e famosa per la magnificenza di edifici e giardini.. La villa è stata acquisita nel  ...   curati dal Servizio Giardini comunale nell'ambito del programma di recupero del verde storico di Roma.. La cerimonia seguirà l'inaugurazione, alle ore 12.. 00, del Museo della Scuola Romana che avrà sede presso il Casino Nobile della Villa, dove sarà allestita la mostra "A carte scoperte.. 23 anni di archivio della Scuola Romana (1983-2006)".. All'inaugurazione parteciperanno gli Assessori Comunali all'Ambiente e alla Cultura, Dario Esposito e Gianni Borgna.. Ingresso via Nomentana 70.. 8:05 PM..

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  • Title: Relato de un sueño
    Descriptive info: Relato de un sueño [.. versión en portugués.. ].. Palmi [.. @.. ] [.. Finalmente ella llega al aeropuerto.. Está tan ansiosa que estaciona su auto con dificultad.. Parado el vehículo, se mira por el espejo retrovisor.. Mira dentro de sus propios ojos y dice en un suspiro: Coraje, pequeña! Llegó la hora tan esperada!.. Sale del vehículo, lo cierra y camina en dirección a la entrada principal.. Después de unos diez metros , percibe que olvidó su bolso allá, en el interior del automóvil!.. Bueno, qué me importa? Nunca me preocupé de eso, no será ahora que vaya a comenzar!.. Pasó por la puerta principal con el corazón saltándole dentro, y preguntó al primer funcionario dónde sería el desembarque de los pasajeros que venían de Uruguay.. Recibida la información, dijo un breve gracias y salió apresurada.. Por el camino, pensaba que aquel aeropuerto hasta era agradable, y qué bueno sería pasar por allí nuevamente, ya tomados de la mano con Héctor.. Llegó al lugar de desembarque, y constató que el vuelo todavía no había llegado.. Excelente, tendría tiempo de calmarse, si es que eso era posible!.. Se sentó en uno de los sillones y se tranquilizó, dándole órdenes a su corazón: cálmate, cálmate por favor!.. Pasó los ojos por el lugar y vio a otras personas que allí, como ella, también esperaban por alguien.. Pero, con toda certeza, ninguna de ellas estaba tan llena de ilusión.. Todo su cuerpo hervía, era la propia.. emoción en ebullición.. Se sentía como en un carrito de montaña rusa , justo en aquel punto de.. espera agonizante.. , en que para por unos segundos antes de la caída vertiginosa.. Ansiosa como estaba, se levantó y fue al baño.. Dos mujeres estaban allí, pero ella ni se dio cuenta de eso.. Fue hasta uno de los lavabos, abrió el grifo y colocó ambas manos bajo el chorro de agua.. Era muy buena la sensación del agua helada en sus manos hirvientes, tanto que permaneció así por algunos minutos, aunque no sabría precisar por cuánto tiempo.. Mientras sus dedos bailaban en el agua, ella se miraba en el espejo en un auto-reconocimiento.. Su rostro era bonito, pero.. le gustaría a Héctor?.. Estaba casi sin  ...   fue, caminando lo más rápidamente que sus sandalias de taco alto le permitían.. En verdad, casi corría, como un niño la mañana de Navidad, que sabe que sus regalos le esperan junto al árbol.. Se detuvo frente a la puerta de vidrio, por donde ver a los pasajeros descendiendo del avión, a lo largo de la pista.. Dios, está muy lejos, no podré didstinguirlo entre los otros.. Y de pronto la duda : y si él no vino???? Vamos, qué bobada, Alita, qué bobada! Los pasajeros se aproximaban y ella clavó sus ojos en un hombre blanco, alto, cabellos castaños.. Sería él? Lo observó cuando llegó a retirar su equipaje de la cinta.. Y en el momento que él sonrió a la azafata, diciéndole algunas palabras, ella tuvo la certeza de que era Héctor.. Reconoció inmediatamente la sonrisa de la.. foto en su computadora.. , esa foto que ella miraba y admiraba todos los días, desde que la recibiera.. El vino caminando lentamente en dirección a la puerta, y, al mismo ritmo de sus pasos, ella se alejaba, retrocediendo, como si tuviera miedo de ese encuentro tan esperado.. Paró a algunos metros de la puerta, y esperó que él llegase hasta ella, sin despegarlo de sus ojos.. Dios, no me dejes desmayar, da fuerza a mis piernas.. Fue cuando sus miradas se cruzaron por primera vez, y ella sintió aquel estremecimiento por su cuerpo, que sólo Héctor le provocaba.. El sonrió, ella intentó sonreír.. El hombre se detuvo a menos de treinta centímetros de ella, tan cerca que podía sentir su perfume, su respiración.. Ojos en los ojos, con un dedo él acarició su cara, secando la primera lágrima que rodaba.. Una primera caricia, tan suave, tan sutil, pero que le provocó sensaciones indescriptibles.. Alita, Alita.. por qué lloras? Tu pájaro ahora está contigo Ella lo tocó, paseando suavemente con los dedos por el rostro del hombre que tanto amaba, y le preguntó en un susurro casi inaudible: Héctor, esto es un sueño? Sí, dulce Alita,.. todo es un sueño.. hecho sólo para nosotros.. Vamos a soñarlo juntos.. Y la besó.. Beso caliente, tierno, atemperado por lágrimas del más puro amor.. Faro.. Puente.. Torre.. Zeppelín.. Rastreador.. Nuevos.. Arquitectos.. |..

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