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    Archived pages: 16 . Archive date: 2014-10.

  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: .. Via della Rotonda, 58 -36100 Vicenza.. Telefono: 0444.. 235095 - Fax: 0444.. 546870.. E-Mail:.. aiasvi@goldnet.. it..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: A.. I.. A.. S.. sezione San Bortolo compie 40 anni.. !.. Manifestazioni e incontri si sono tenuti nel mese di novembre 2012 per festeggiare il.. Quarantennale della fondazione di A.. sezione San Bortolo.. Scarica la Locandina in PDF.. Col Patrocinio di:.. Giunta Regionale Veneto.. Comune di Vicenza.. Provincia di Vicenza.. Nazionale Roma.. Giovedì 15 novembre 2012.. Ore 18.. 00.. CERIMONIA UFFICIALE.. nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino.. a Vicenza, Corso Palladio 98.. Anno 1973 - Qualche settimana prima della costituzione della sezione A.. di  ...   della sezione Sante Sarracco.. In prima fila il Prefetto di VI, l'On.. Sbrollini, il Presidente della Fondazione Mario Giulianati e l'On.. Luciano Righi.. Il Segretario della Sezione, Vittorio Corradi.. Il pubblico: in prima fila Mons.. Bonato, rappresentante del Vescovo, e l'ex Sindaco di Vicenza Marino Quaresimin.. Il tavolo della presidenza: da sinistra Francesco Lo Trovato, Sante Sarracco e Achille Variati.. San Bortolo Vicenza.. Fondazione Vicenza Una Città Solidale onlus.. H81 Insieme Vicenza onlus.. COMI.. VI.. H Vicenza.. N.. F.. Vicenza.. Vicenza Valdagno.. Padova.. AIAS VR.. Verona..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: in Italia.. è sorta in Italia nel 1954 ed è.. Ente giuridico.. riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica n.. 1070 del 28 maggio 1968.. Scopo primario dell'Associazione è promuovere ogni utile iniziativa per la riabilitazione e l'acquisizione della massima autonomia fisica, psichica e sociale degli spastici nella società.. La nostra Associazione si articolo in oltre 100 sezioni su quasi tutto il territorio nazionale è presente in quasi tutte le Regioni  ...   Nazionale dei Disabili costituita presso il Ministero Affari Sociali.. Ha rapporti costanti con le maggiori Organizzazioni Internazionali delle persone Disabili: è membro di Rehabilitation International, di Mobility International, della International Cerebral Palsy Society e della Confederation des Organizations Familiales de la Comunauté Europeene.. Per ogni informazione potete contattare la segreteria nazionale:.. AIAS Nazionale - Via Cipro 4/H 00136 ROMA.. Telefono (06) 39731704 - 39731829 - telefax (06) 39731749.. www.. aiasnazionale.. -.. aiasnazionale@tiscalinet..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: Sezione San Bortolo di Vicenza onlus.. (Associazione Italiana Assistenza Spastici).. 40 ANNI.. DI.. PRESENZA.. VICENZA.. nasce in Italia nel '54 su iniziativa di un gruppo di Genitori di disabili, di operatori socio-sanitari e di cittadini sensibili alle necessità delle persone con disabilità.. Scopo primario dell'associazione è quello di promuovere ogni azione utile alla riabilitazione e all'acquisizione della massima autonomia fisica, psichica e sociale delle persone con spasticità.. E' stata riconosciuta Ente Giuridico con decreto del Presidente della Repubblica il 28/5/68.. Oggi è O.. L.. U.. , Associazione di Promozione Sociale - L'Associazione è articolata in più di cento sezioni sparse per tutta Italia.. In Veneto è presente a Valdagno, Verona, Padova, Venezia, Bassano del Grappa, Mirano, Castelfranco Veneto e Portogruaro.. Quella di Vicenza, denominata San Bortolo, nasce il 7 marzo 1973.. Ma il movimento (APAS), formato da genitori e cittadini volonterosi, iniziò ad occuparsi di riabilitazione già dal '71 con una risposta di emergenza nei locali della Canonica dei Carmini per interessamento in prima persona dell'allora Vescovo di Vicenza mons.. Onisto e per la splendida accoglienza del parroco don Walter De Maria divenuto in seguito socio onorario.. Tutto ciò fu necessario in quanto i Centri di riabilitazione motoria specializzati per tali patologie si trovavano a Valdagno, il più vicino, Milano, S.. Vito al Tagliamento, Firenze, Roma e Bari.. Dopo la costituzione ufficiale della Sezione, si trasferisce prima in Via Mure Pallamaio e, con il subentro nella gestione da parte dell'Associazione La Nostra Famiglia, nell'asilo di Via Stalli.. Furono gli anni infuocati per l'integrazione scolastica, del diritto allo studio per tutti, all'adozione di progetti educativi personalizzati.. Per fortuna vi erano anche amministratori sensibili come l'allora Sindaco di Vicenza dott.. Giorgio Sala e la compianta dott.. ssa Giuseppina Dal Santo assessore alla sanità del Comune di Vicenza.. La Sezione organizzò, in quegli anni, un fondamentale convegno sul tema La prevenzione delle cerebropatie infantili richiamando esperti scientifici da tutta Italia e che suscitò nell'opinione pubblica e nei civici amministratori la convinzione della necessità di aumentare l'impegno in questa direzione.. Dopo trent anni ci si é confrontati nuovamente con un altro importante convegno cogestito con l Associazione Genitori de La Nostra Famiglia (.. link per le relazioni svolte.. ).. Prevenzione, diagnosi precoce e barriere architettoniche furono per lunghi anni gli obiettivi principali che impegnarono genitori e volontari nella difficile opera della sensibilizzazione della comunità civile e religiosa.. Affidato alla Nostra Famiglia , massimo organo competente sulla riabilitazione e diagnosi precoce, il compito di gestire il Centro ambulatoriale di rieducazione motoria, la Sezione, in tutti questi anni, si è impegnata a promuovere ed animare la società civile sugli aspetti della sensibilizzazione, della cultura, di un diverso approccio al problema handicap, promuovendo sportelli informativi pubblici in tutta la Regione che si occupassero di veicolare correttamente le informazioni.. Ha promosso e partecipato in prima persona alla realizzazione di molti servizi per disabili presenti a Vicenza e di alcune realtà operanti tuttora sul territorio vicentino come Città Solidale e Il Nuovo Ponte.. Vista della Comunità Residenziale in Valletta del Silenzio.. Nel 1988, per dare una risposta concreta al problema del Dopo di Noi ha costituito una Fondazione, Vicenza una città solidale che in questi anni, grazie a vari lasciti e contributi, ha acquisito e ristrutturato il complesso residenziale di Valletta del Silenzio inaugurato il 15 giugno 2002.. Nata per volere dei Genitori e Soci dell'A.. durante una importante Assemblea Straordinaria alla presenza di un Notaio, ha come scopo statutario:.. - la promozione umana della solidarietà nei confronti dei portatori di handicap,.. - lo sviluppo di iniziative di sensibilizzazione.. - la costituzione di un Centro studi e ricerche sui problemi dell'handicap.. - la realizzazione di servizi residenziali e diurni per i portatori di handicap con particolare attenzione ai casi più gravi e coloro che sono privi o carenti del nucleo familiare.. La Fondazione opera in stretta collaborazione con l'Azienda ULSS 6 di Vicenza e i Servizi Sociali del Comune di Vicenza.. Con l'adozione del nuovo statuto nel 2005, il Consiglio di Amministrazione, prima composto da 11 membri eletti dall'Assemblea dei Soci della Sezione San Bortolo dell'A.. , ora rinnovato, annovera 15 componenti eletti dal Consiglio Direttivo della Sezione AIAS San Bortolo.. Vista Comunità Residenziale in Valletta del Silenzio - zona direzionale.. L'acquisizione e la ristrutturazione degli stabili in Valletta del Silenzio (già delle Suore delle Poverelle ex Cristofferi) grazie ai generosi lasciti di Cesarina Lorenzoni Spigolon, Cristina e Plinio Forte, l'intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di VR, VI, BL e AN, al finanziamento pubblico (L.. 67/88 art.. 20 - RSA), al concorso di Comune e Provincia e di tanti Enti e privati cittadini, ha permesso la realizzazione di quattro comunità alloggio per un totale di 32 posti letto.. In questo bel complesso immerso nel verde, possono essere accolte persone in ospitalità temporanea, di emergenza, o definitivamente secondo quanto viene concordato con il disabile stesso, i suoi familiari e gli operatori sociali del Comune di residenza e dell'ULSS.. Gli ospiti sono accolti, secondo le loro necessità, in  ...   aderenti al consorzio e alle AIAS venete con la possibilità di momenti di sollievo e vacanza o per altre strutture che hanno dichiarato e manifestato il loro interesse;.. 4.. Creare delle opportunità di periodi di soggiorno per le persone disabili inserite nei servizi diurni e residenziali in località montana e in struttura adeguata;.. 5.. Ospitalità a Società Sportive di disabili che intendono fare attività sull Altopiano di Asiago o attività di formazione e aggiornamento (ritiri) con possibilità anche di organizzare corsi per l autonomia personale;.. 6.. Gestire un percorso formativo permanente per operatori sociali ed educatori impegnati nei servizi per disabilità grave, con confronto di esperienze e di tecniche animative ed educative.. VISTA FOTOGRAFICA AEREA DEL PROGETTO RESIDENCE BRUNIALTI.. VISTA SUD-OVEST DEL PROGETTO RESIDENCE BRUNIALTI.. VISTA SUD-EST DEL PROGETTO RESIDENCE BRUNIALTI.. Il progetto edilizio consiste nella ristrutturazione di due corpi di fabbrica esistenti e realizzazione di un nuovo volume per attività collettive e di centro servizi, con nuovi percorsi verticali e orizzontali protetti, per una volumetria complessiva di mc.. 10.. 900.. Realizzazione di n.. 32 camere per complessivi 56 posti letto distribuite ai vari piani dei fabbricati esistenti completi di servizi igienici singoli e assistiti, depositi e spazi accessori.. Realizzazione entro i volumi in ampliamento di autorimessa, cucina e dispense al piano seminterrato; ingresso principale, soggiorno, spazi amministrativi e tecnici al piano rialzato; sala da pranzo e spazi collettivi per attività formative al piano primo.. All'interno della cerniera di collegamento sono previsti due monta lettighe antincendio con ampi spazi di sosta protetti ai vari piani.. All'esterno saranno realizzati nuovi percorsi privi di barriere architettoniche con pendenze non superiori al 4% e sistema di risalita mediante tapis-roulant atto al trasporto di carrozzine.. A sud della struttura è prevista la realizzazione di un'ampia rimessa interrata per gli operatori con soprastante area terrazzata destinata ad attività collettive all'aperto.. Questo è il pentagono che meglio esplicita la filosofia dell'AIAS e della Fondazione nella gestione dei Progetti e di ogni iniziativa sociale; in questo caso si riferisce al Progetto del Residence Brunialti.. Il progetto esecutivo è pronto da tempo e provvisto di tutte le autorizzazioni.. I Finanziamenti Regionali hanno dato questo risultato: art.. 36 180.. 000,00 per la Comunità Alloggio - art.. 25 per progetti innovativi 500.. 000,00.. La seconda richiesta fatta alla Regione Veneto sull'art.. 25 ha ottenuto un risultato di 300.. 000,00.. La Fondazione Cassa di Risparmio di VR - VI - BL - AN, aderendo a questo importante progetto, ha concesso un considerevole contributo di 1.. 000.. La Fondazione Vodafone Italia è intervenuta anch'essa con un contributo di.. 250.. Il ricavato del 5x1000 dal 2006 ad oggi, grazie alla Vostra generosità, ha superato i 50.. 000.. I lavori per il 2° e 1° stralcio esecutivo sono stati assegnati alla Ditta F.. lli Lorandi Costruzioni Edili di Villaverla (VI) e sono iniziati nel settembre 2008 e ultimati nel dicembre 2010.. Il 29 ottobre 2011 è stata inaugurata ufficialmente la Comunità Alloggio intitolata allo scomparso Vice Sindaco di Roana Nico Frigo.. Nella primavera del 2012 sarà pronta anche la prima parte della struttura alberghiera con 12 posti letto.. La Comunità Alloggio Nico Frigo a Cesuna.. Il momento dell'inaugurazione: 29 Ottobre 2011.. Nel 2009/2010 la Sezione A.. San Bortolo grazie ad un finanziamento Regionale per le Associazioni di Promozione Sociale, avvia un importante progetto dal titolo.. GUIDA AL DISTACCO DAL NUCLEO FAMILIARE PER L ACQUISIZIONE DELLA POTENZIALE AUTONOMIA.. rivolto agli operatori professionali e giovani volontari che si occupano di persone con handicap, per attuare una formazione condivisa, spendibile anche fuori del progetto stesso.. E rivolto inoltre alle persone con handicap psichico e/o motorio, sia in età scolare che adulta per favorire il raggiungimento dell autonomia personale e l indipendenza reciproca dalla famiglia.. Il progetto ha visto una formazione comune per gli operatori e volontari che si occupano di varie disabilità psico fisiche, che sarà un primo passo verso una modalità di presa in carico e gestione delle problematiche comuni a tutti gli operatori che svolgono la loro attività nel settore dell handicap.. Questo progetto sarà una spinta per una condivisione dei saperi e comunicazione delle difficoltà, che servirà per garantire il soddisfacimento dei livelli minimi di assistenza.. Ulteriore circostanza innovativa sarà quella di dare modo di applicare strategie comportamentali apprese trascorrendo del tempo assieme alle persone con handicap in ambienti protetti e strutturali, ma al di fuori della routine, sfruttando l estate per vivere delle situazioni all aria aperta ed assieme a dei volontari formati, per favorire l inclusione sociale ed il graduale distacco dall ambiente familiare delle persone con handicap.. Per saperne di più puoi scaricare il file coi dettagli della Guida.. Ecco infine alcune foto dei momenti di vita passati durante soggiorni ed escursioni:.. Prima esperienza [Estate 2009].. Soggiorno estivo in campeggio.. Seconda esperienza [Giugno 2010].. In barca a vela.. Terza esperienza [Luglio 2010].. A spasso con l'asino.. Tracking e turismo socio-sanitario.. Quarta esperienza.. Pedalando si esplora, e non solo l ambiente circostante.. Vicenza - Via della Rotonda, 58 -36100 Vicenza..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: SERVIZI EDUCATIVI AVVIATI DALL'A.. Via della Rotonda, 58 - 36100 Vicenza.. E-Mail:..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: CONTATTI..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: Presentazione MeA.. Mosaico A.. La spinta che ha portato alla costituzione della cooperativa MeA nel 1998 fu data dall'incontro di prospettive sensibili al bisogno del cosiddetto Dopo di Noi ; dall'impegno politico di A.. sezione San Bortolo Vicenza e dal lavoro di analisi dei bisogni del territorio realizzato da Giancarlo Sanavio.. Il problema emergente che si poneva era quello di dare risposte educative, sociali ed occupazionali alle persone disabili in situazione di gravità, risposte che non arrivavano dai servizi già esistenti.. Questa situazione ci ha spinto a cercare nuove pratiche nel gestire, progettare e rinnovare i nostri servizi.. Questo continuo cercare e rinnovare ha prodotto uno stile d'intervento fondato su una precisa visione della fragilità nella persona in condizione di disabilità e una specifico impegno nella risposta ai bisogni speciali individuati.. Lo scopo principale è salvaguardare e affermare il diritto della persona disabile e della sua famiglia ad essere felici e promuovere l'autonomia personale e sociale.. LA MISSION:.. QUELLO CHE VOGLIAMO ESSERE E FARE.. 1) LA NOSTRA IDENTITA'.. Prima di porci degli obiettivi per il raggiungimento del bene comune a cui siamo chiamati in quanto cooperativa sociale, è opportuno soffermarci su cosa intendiamo per essere cooperativa.. 1 ESSERE COOPERATIVA.. Essere soci cooperatori implica innanzitutto la consapevolezza di aver fatto una scelta ben precisa ovvero voler entrare a far parte di un modello di impresa sociale capace di garantire democraticità e partecipazione.. Gli strumenti di rappresentanza e partecipazione previsti dallo statuto (ovvero l'Assemblea Soci e il CdA) richiedono una personale e collettiva assunzione di responsabilità e investimento del singolo socio verso la cooperativa e della cooperativa verso il singolo socio.. La storia della MEA ci insegna l'importanza e la necessità di darci un'identità fondata su valori chiaramente definiti e fortemente condivisi, creando uno spirito cooperativo a cui ogni socio è chiamato ad ispirarsi consapevolmente nella quotidianità delle sue funzioni lavorative: è proprio all'interno dell'équipe che si manifesta l'espressione dell'essere cooperativa sociale e del fare lavoro sociale.. E' il primo livello dove agisce la valorizzazione della rete interna tra i singoli, del lavoro di gruppo e della condivisione delle responsabilità; dove si valorizza il lavoro dei soci, dove i singoli possono portare la loro creatività, le loro conoscenze e competenze, la loro professionalità; è il primo livello in cui trova spazio la sperimentazione, la verifica, la condivisione delle informazioni e di una comune metodologia di lavoro, ed in cui è possibile la partecipazione alle scelte strategiche e operative della cooperativa.. I nostri Principi.. Vogliamo fondare la nostra identità su questi principi:.. essere cooperatore sociale comporta una precisa scelta etica e professionale: accanto alla volontà di intraprendere una professione di cura della persona, ognuno si assume la responsabilità della partecipazione sociale, il.. voler fare parte di una cooperativa sociale.. ogni socio ha il diritto e la responsabilità di partecipare attivamente al processo decisionale interno alla impresa: non è ammessa la non conoscenza e la non coscienza da parte dei soci su cosa vuol dire fare parte di una cooperativa sociale.. la struttura tecnica e di rappresentanza ha il dovere di assicurare a ciascun socio spazi effettivi di partecipazione al processo decisionale: dall'assemblea soci al CdA, dalle riunioni d'equipe agli incontri di coordinamento.. l'esercizio della rappresentanza dei soci, della direzione tecnica e delle funzioni di coordinamento comportano l'assunzione di poteri particolari cui deve conseguire una coerente responsabilità verso l'impresa e i soci: l'autorità è al servizio dei soci e della missione aziendale.. La gestione deve essere trasparente e partecipata.. Una comunicazione efficiente incentiva i soci a sentirsi parte attiva della cooperativa.. i soci hanno il dovere di porre la massima fiducia nell'operato degli organi amministrativi: ogni decisione viene presa pensando al bene della Cooperativa e non nell'interesse dei singoli.. la gestione della impresa è mirata a promuovere la valorizzazione delle risorse interne e la correttezza nei rapporti di lavoro; a ciascun socio sono assicurate uguaglianza di opportunità, equo riconoscimento del merito e dell'impegno individuale ed opportunità di crescita professionale.. 7.. la ricerca della qualità è una costante dell'agire della impresa e dei suoi soci; la ricerca della qualità e del costante miglioramento dei servizi, delle relazioni, degli approcci al lavoro costituiscono un vincolo ed un metro di misurazione quotidiano della congruità e della coerenza dell'agire individuale e collettivo;.. 8.. l'appartenenza alla Cooperativa è un vantaggio che si compensa con la coerenza dell'impegno ed il rispetto dei propri doveri; senza rispetto dei doveri non ci sono diritti ed il rapporto societario viene a cessare.. 9.. ogni socio partecipa al rischio ed ai risultati della Cooperativa;.. 10.. a ciascun socio viene corrisposto un compenso che ha a riferimento il contratto di lavoro del settore delle cooperative sociali e viene chiesto di rispettare gli obblighi verso l'impresa in esso statuiti.. 2 ESSERE IMPRESA SOCIALE.. Le scelte che riguardano la gestione e lo sviluppo imprenditoriale della Cooperativa devono essere coerenti con i principi ispiratori della propria mission.. Sia nel caso in cui le risorse economiche utilizzate provengano da finanziamenti pubblici, sia da privati, essere impresa sociale per noi significa fondare la scelta dei progetti, dei servizi e delle iniziative da realizzare sulla compresenza di diversi elementi: la loro coerenza di senso, la loro sostenibilità economica, la loro dimensione ed il loro valore pubblico.. 3 RAPPORTO CON IL TERZO SETTORE.. Siamo co-protagonisti, attraverso la partecipazione attiva e responsabile, della pianificazione delle politiche sociali territoriali a fianco dell'ente pubblico e con i soggetti della società civile.. In questo modo possiamo lavorare al potenziamento del bene comune , della ricchezza sociale e culturale delle comunità territoriali in cui siamo inseriti.. L'essere parte attiva del Consorzio Cooperative Sociali favorisce e facilita il nostro ruolo di rappresentanza ai tavoli di lavoro con le istituzioni del terzo settore.. 4 PROMOZIONE NEL TERRITORIO.. La Cooperativa sostiene attività e progetti finalizzati all'integrazione culturale nel territorio.. Particolare attenzione viene data alla partecipazione ad eventi culturali esterni alle comunità e all'organizzazione di eventi aperti agli amici dei nostri clienti, sfruttando gli spazi che i nostri centri polifunzionali ci mettono a disposizione.. Inoltre con il volontariato giovanile si intende promuovere una visione della relazionalità caratterizzata dall'idea che la crescita avviene grazie alla reciprocità della relazione.. 2) LA GESTIONE DEI SERVIZI PER LA DISABILITA'.. 1 IL RICONOSCIMENTO E L' EDUCABILITÀ DELLA PERSONA DISABILE.. Fino a non molti anni fa il lavoro con i disabili prevedeva modalità di relazione solo attente ad assicurare la semplice assistenza materiale e centrate su una impostazione di provenienza medico-sanitaria, col risultato di portare all'istituzionalizzazione della persona, la quale subiva la mancanza di progetti rivolti a migliorare la qualità della propria esistenza.. La nascita della nostra Cooperativa è legata alla convinzione di voler occuparsi della disabilità con uno sguardo progettuale nuovo rispetto al passato.. Il prendersi cura della persona parte da una predisposizione all'attenzione e alla considerazione nei confronti del disabile, fondando la relazione sul.. RICONOSCIMENTO della sua unicità.. , della sua peculiarità e dei suoi bisogni.. Riteniamo che a nessuna di queste persone speciali sia precluso di crescere ed evolversi ed è per questo che vogliamo affermare con forza l'.. EDUCABILITA.. ' come possibilità costitutiva di ogni persona: il nostro sforzo è pensare i servizi con uno sguardo progettuale orientato alla crescita, al cambiamento nel tentativo di dare delle risposte ai bisogni evolutivi che ogni disabile, in quanto persona, si trova ad affrontare.. La scelta dell'educabilità è messa alla prova dalla nostra volontà di lavorare con la.. disabilità grave:.. il concetto di gravità non è assoluto e non deve diventare un alibi che porti ad una esclusiva pratica assistenziale o alla rinuncia ad un pensiero progettuale educativo: sta a noi creare l'ambiente fisico, psicologico e affettivo adatto per rispondere a queste esigenze.. 2 IL RAPPORTO CON LA FAMIGLIA.. La particolare situazione di bisogno nella quale una persona vive trova normalmente nella famiglia la prima importante e fondamentale risposta.. Da almeno un paio di decenni sempre meno si ricorre ad inserimenti precoci in residenze o istituti, considerando il contesto domestico-famigliare come quello che garantisce un'essenziale qualità di vita.. Tutto questo è il frutto di un cammino difficile che ha visto negli anni 70 e 80 numerose associazioni di genitori e famigliari impegnarsi per i diritto ad una buona vita delle persone disabili.. Dopo la scuola dell'obbligo sono nati infatti i centri diurni che, mentre garantivano da un lato la prosecuzione della proposta educativa e della cura della persona, dall'altro davano alle famiglie parte del sostegno e sollievo per permettere la permanenza nel nucleo famigliare del proprio figlio.. Nel tempo abbiamo riconosciuto come il coinvolgimento, la cooperazione, la collaborazione tra servizio e famiglia si siano dimostrati fondamentali elementi che sapevano dare alla qualità dell'intervento un valore aggiunto.. Il destinatario dell'intervento di cura-assistenza-educazione è pertanto anche la famiglia: il lavoro di accompagnamento, di fatto, è il risultato dell'incontro, non sempre facile e scontato, tra gli operatori del servizio e la famiglia.. Questa impostazione che vede il percorso di vita come il luogo di contatto e vicinanza tra i servizi e la famiglia, permette di gettare le fondamenta per una crescita della persona disabile, anche nella prospettiva di un dopo di noi che si realizzi non solo in collocamenti residenziali adeguati, ma anche nello sviluppo di una autonomia emotiva ed affettiva nei confronti della famiglia.. 3 LA QUALITÀ COSTANTE DEL SERVIZIO.. Se è vero che non si finisce mai di imparare e di crescere, è evidente che anche il processo relazionale con la persona disabile richiede un atteggiamento rivolto al miglioramento sempre possibile, senza porre limiti al desiderio di progettualità e alla volontà di provare nuove soluzioni.. E' accettando di farsi interrogare continuamente dal nostro lavoro che scaturisce il bisogno di porci la questione della qualità del servizio.. Nei nostri servizi infatti sono spesso centrali elementi qualitativi: il come insieme al cosa, il percorso insieme alla meta, il singolo e le sue relazioni in gruppo.. L'attenzione alla qualità, ben oltre alle spinte esterne che vengono dalle leggi e dal mercato del sociale  ...   al potenziamento gratificante e socializzante della persona con se stesso e con gli altri.. L'appellativo di cliente vuole sottolineare la natura paritaria e contrattuale del rapporto; non c'è dipendenza, ma utilizzo libero di un servizio.. L'insieme delle prestazioni e le caratteristiche organizzative corrispondono allo scopo sociale dell'.. accogliere con la migliore qualità dei servizi riabilitativi e di assistenza, e alla ricerca della massima qualità possibile di vita.. ; da un lato promuovendo la capacità dell'utente di partecipare, decidere, apprendere, fare esperienze e dall'altro valorizzando le sue residue possibilità di fare attività, sia in autonomia che in collaborazione con altri, per mezzo di interventi educativi ed occupazionali personalizzati.. 2 LA CENTRALITÀ DELLA PERSONA.. Il cliente è considerato il fulcro attorno al quale costruire una rete di servizi che hanno l'obbiettivo di rispondere al bisogno personale e del nucleo familiare d'appartenenza.. Tale concezione è rispecchiata anche nelle linee operative d'intervento.. Non è il cliente ad adeguarsi alla struttura (istituzionalizzazione), ma è la struttura (il gruppo di lavoro) a regolarsi partendo dal bisogno espresso dalla persona.. 3 LA SOLIDARIETÀ.. INTEGRAZIONE E RECIPROCITÀ.. È per noi fondamentale ed imprescindibile occuparci del bene comune, e crediamo che la fragilità della persona portatrice di handicap giochi un ruolo fondamentale nello sviluppo culturale di una società sempre più civile.. Sappiamo che una società che sa guardare e assumersi la responsabilità nei confronti delle persone che vivono in condizione di fragilità e di svantaggio, è una società più giusta e più umana.. Per tutti.. Da subito la sfida è permettere anche alle situazioni più complesse, alle persone con problematicità elevata, di frequentare servizi integranti e dunque aperti al territorio.. I servizi offerti sono caratterizzati dalla logica dell'inclusione sociale e dunque lavorano senza chiusure (progetto porte sempre aperte).. Si vuole consentire la frequenza agli amici dei residenti in maniera libera.. Riconoscendo.. l'intreccio, l'incontro, la relazione.. tra le persone, i mondi, gli ambienti come una delle modalità fondamentali diamo valore e senso alla condizione di vita delle persone qualunque essa sia.. Crediamo che il valore dell'unicità della persona valga anche e soprattutto per la persona caratterizzata da bisogni educativi speciali; sogniamo una svolta culturale attraverso lo scambio reciproco nel crescere insieme; parliamo dunque di bisogni relazionali speciali: il progetto connesso al mondo del volontariato giovanile ben rappresenta questa nostra concezione, stare con l'altro, coglierne la specialità, l'unicità e vivendo assieme l'esperienza dell'incontro, conoscersi e così crescere.. 4 LA RETE DI RELAZIONI.. È nostra intenzione condividere il progetto esistenziale con le persone anche gravemente non autosufficienti e con i familiari attraverso un percorso che sente e partecipa alla vita del cliente, in un'ottica di vicinanza che accompagna ma non sconfina né invade.. È nostra intenzione offrire servizi collaborando e co-progettando assieme agli altri attori sociali, economici, istituzionali, culturali e professionali.. 5 COMPETENZA E FORMAZIONE CONTINUA.. Ci interessa imparare, coltivare, praticare e diffondere la cultura della assunzione di responsabilità nei confronti delle nostre comunità.. Sappiamo che per farlo è necessario ascoltare, capire, conoscere la complessità e la specificità della disabilità, delle diverse forme di organizzazione dei servizi; non ci si improvvisa cooperatori né operatori ma è qualcosa che si matura continuando a crescere come persone consapevoli, come soci cooperatori motivati e motivanti, come lavoratori con una professionalità viva.. Per rispondere con efficacia alle persone dai bisogni educativi speciali e per ovviare al temuto fenomeno burn-out, crediamo nel valore della formazione continua e nell'acquisizione di competenze specifiche: saper essere e saper fare, poiché siamo consapevoli che la motivazione va supportata e sviluppata.. IL FUTURO CHE IMMAGINIAMO PER.. LE PERSONE DISABILI.. Immaginiamo, pertanto, la vita delle persone disabili giovani adulte, all'interno di percorsi in cui siano assicurati l'accompagnamento assistenziale e la cura della persona; che avvengono in ambienti (domestici, abilitativi, di tempo libero) capaci di promuovere la massima espressione delle capacità e delle qualità personali anche perché vivono l'apertura e l'incontro con la comunità in cui vivono.. Ci interessa, in particolare, inserire in questi percorsi, persone in condizione di grave non autosufficienza, che non hanno trovato risposte ai loro bisogni e necessità.. Accettiamo di farci provocare dalla vita adulta della persona disabile.. Il durante-dopo di noi, e il nonostante noi, sono le questioni che dovranno guidarci nei prossimi anni: cioè la possibilità di una vita adulta della persona disabile più piena e ricca possibile.. LE 4 SCELTE CHE ORIENTANO I SERVIZI.. 1 RIABILITAZIONE - ABILITAZIONE.. Occupandoci di grave fragilità, partiamo dal riconoscimento della persona come possibilità per la stessa di affermare la propria identità.. La relazione d'aiuto parte dal riconoscimento e dalla comprensione del bisogno, di modo che nel vissuto della persona con bisogni relazionali speciali insorga la coscienza di sé, e di conseguenza si vadano ad ingenerare quei dinamismi che consentono lo sviluppo di una personalità con la possibile insorgenza di nuove abilità e/o autonomie.. La linea d'intervento operativa mira a contribuire alla migliore valorizzazione delle residue capacità, a stimolare l'autonomia, la comunicazione e l'apprendimento di nuove funzioni.. Vengono creati momenti socializzanti per ritemprare le energie ed acquisire abilità sociali emergenti: musica, teatro e partecipazioni a gite o soggiorni sono solo alcuni esempi di contenitori ove promuovere lo sviluppo delle competenze di relazione.. I laboratori diurni sono organizzati per promuovere l'emergere di nuove abilità e autonomie della persona; gli ambienti sono strutturati per rispondere all'individualità della persona con i bisogni cha la caratterizzano.. 2 PROGETTO EDUCATIVO PERSONALIZZATO.. Sulla base della volontà di affrontare tutte le sfide che il territorio pone, il servizio vuole rendersi disponibile anche per persone precedentemente espulse a causa della multiproblematicità.. Nella logica del riconoscimento della persona, il progetto educativo e di assistenza individualizzato è il piano che l'equipe professionale elabora per ognuno.. Il centro della pratica è la relazione, dunque si parla anche di bisogni relazionali speciali.. Il processo di crescita è relazionale, poiché la relazione educativa è innanzitutto una relazione.. Con questo ci si accosta alla persona considerandola per quello che è, e non per ciò che dovrebbe diventare.. Si parte dalle qualità caratterizzanti per poi sviluppare modalità di relazione più appaganti e soddisfacenti dal punto di vista personale.. Riconosciamo l'educabilità - la possibilità del cambiamento educativo - come elemento costitutivo della persona.. Le esperienze proposte (in forma di attività, percorsi, laboratori ) sono utilizzate affinché la persona possa, il più possibile, diventare capace di esprimere e di affermare le proprie potenzialità e risorse, sia nell'ambito delle relazioni che delle capacità-abilità utili al proprio percorso di vita.. 3 PROGETTO DI VITA.. Metter al centro la persona significa per noi prendere in considerazione la prospettiva evolutiva nel suo complesso: passato, presente e futuro.. I cambiamenti rendono importante l'aggiornamento e la valutazione dei bisogni espressi in modo che l'intervento programmato sia congruente rispetto la fase di crescita vissuta.. Questo significa guardare alla fragilità in una prospettiva caratterizzata dalla dinamicità; questo ci protegge dal rischio di scivolare nella staticità di un approccio istituzionalizzante (ovvero imporre degli standard alla persona senza partire dal bisogno espresso dalla persona).. Il progetto deve di conseguenza tenere conto dei diversi bisogni del cliente, deve individuare gli strumenti e le tecniche adatte per il raggiungimento degli obiettivi facendo particolare attenzione ad osservare i cambiamenti e la dinamica evolutiva della persona.. Questo significa costruire assieme alla persona il suo percorso di vita e condividerne le tappe (la logica è quella dell'adultità).. Il rispetto è reciproco, nel senso che entrambe le parti si impegnano per incrementare il livello di benessere delle persone tenendo conto del bisogno attuale e modificando gli obbiettivi secondo linee d'intervento soggette ad interverifiche semestrali, nelle quali vengono coinvolti il cliente, la famiglia, il gruppo di lavoro e il servizio inviante.. 4 PROGETTO ESISTENZIALE.. La frequenza di un servizio organizzato per persone con bisogni relazionali speciali può essere interpretato dal famigliare come una sconfitta, con i conseguenti vissuti di colpa , impotenza etc.. Il distacco dai genitori viene dunque gestito assieme, con incontri individuali per la condivisione del progetto educativo e attraverso incontri allargati periodici di condivisione dei vissuti con la presenza di un facilitatore.. L'organizzazione di momenti di festa allargati, inoltre, ha lo scopo di conoscersi nelle modalità relazionali meno strutturate, nel senso che non sono previste specifiche attività, eccezion fatta per eventi ludico ricreativi come concerti o giochi.. In tali situazioni si può ben dire che venga a consolidarsi un'alleanza terapeutica, nel senso che si istaura un rapporto di fiducia reciproco che risulta funzionale alla progettazione educativa-riabilitativa-abilitativa.. Questo percorso si nutre di normalità, di quotidianità, cioè di tutte le cose che possono stare dentro la vita di una persona: del tempo occupato in attività o in centri di interesse, del tempo libero, del tempo ritmato dai diversi momenti di una giornata ma anche dei periodi dell'anno.. Tutti questi tempi sono da considerare come tempi ricchi e pieni, facendoli diventare oggetto di esperienze alle quali sia possibile riconoscere e attribuire un significato: i diversi periodi dell'anno, le feste, i compleanni, le vacanze, il rapporto con il territorio, le attività di cura di sé, il rapporto con il proprio ambiente fisico, i propri oggetti cari, i ricordi e i progetti per il futuro, il rapporto con i parenti, le relazioni con amici, gli affetti dentro e fuori il proprio gruppo.. I nostri servizi sono impegnati pertanto a costruire il contesto e le proposte in cui la vita quotidiana diventi un materiale prezioso e significativo per le persone.. 5 LA TRASPARENZA DELL'AZIONE.. La Direzione informa all'inizio di ogni anno, la rete dei servizi e le persone interessate in ordine ai programmi stabiliti per l'anno in corso.. Per quanto concerne il personale, tutte le osservazioni/decisioni emerse nelle riunioni sono riportate su supporti scritti che vengono periodicamente aggiornati al mutare delle condizioni dell'ospite: tutti i protocolli, le procedure, le cartelle cliniche, i piani individualizzati, i piani di lavoro, sono a disposizione del personale con supporti scritti.. Ciò a garanzia della trasparenza delle azioni del servizio e della controllabilità e valutabilità dei comportamenti e dei risultati raggiunti.. Telefono (0444) 235095 - Telefax (0444) 546870..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO.. VERSO UNA CULTURA DELLA RELAZIONE.. (.. scarica il file pdf.. IL BISOGNO RELAZIONALE SPECIALE.. L'INTERESSAMENTO COME TERAPIA.. GUIDA AL DISTACCO..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: SERVIZI EDUCATIVI - Progetto Galileo.. La situazione a Vicenza.. Nonostante l aumento, in termini numerici, dei soggetti colpiti da.. trauma cranico.. e da sindromi vascolari e il relativo aggravarsi degli esiti di disabilità conseguenti (con un innegabile riscontro nei dati epidemiologici nazionali) nel nostro territorio sono praticamente assenti e inattuati programmi di intervento globale sui gravi che prevedono percorsi educativi-riabilitativi di reinserimento per questa disabilità, con obiettivi primari di ripristino della normalità possibile e di riduzione dell handicap sociale derivato.. Non è più possibile omologare ed equiparare le strategie dell'intervento con tali soggetti alle già sperimentate modalità  ...   le diverse persone.. Attualmente l unico intervento specifico rimane quello interno alla struttura ospedaliera o di riabilitazione fisioterapica e/o cognitiva offerti dalle strutture sanitarie private.. La volontà e il desiderio di investire su giovani-adulti con disabilità derivante da trauma cranico encefalico nasce da questa totale assenza (ad eccezione dell Associazione Brain) di proposte e attività che sappiano valorizzare le capacità cognitive residue, sappiano cogliere la complessità e l originalità di tale disabilità e sappiano offrire, ove possibile, eventuali opportunità occupazionali e lavorative adeguate.. C.. O.. D.. Via Ferrari, 29 -36100 Vicenza.. Telefono - fax (0444) 240729.. galileo..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: SERVIZI EDU.. - Struttura Residenziale Valletta del Silenzio.. Per creare risposte reali al problema che ormai comunemente definiamo il DOPO DI NOI , l'AIAS nell'estate del 1988 ha costituito la Fondazione Vicenza Una Città Solidale , diventata nel 2005 ONLUS.. Grazie a vari lasciti e con un Consiglio di Amministrazione costituito da Amici autorevoli che mettono gratuitamente a disposizione le loro competenze, la Fondazione dopo aver acquisito il complesso residenziale dalle Suore delle Poverelle, ha ristrutturato e realizzato quattro nuclei residenziali (Comunità Alloggio) per disabili gravi e gravissimi.. Dopo una prima fase gestita direttamente dall'AIAS (settembre 1999 - 2002), con la costituzione della.. Società Cooperativa sociale MeA - Mosaico e AIAS.. , la gestione è stata trasferita direttamente alla cooperativa che agisce di concerto con le famiglie e con l'AIAS.. Ogni quindici giorni, infatti, si riunisce il coordinamento di gestione del quale fanno parte i dirigenti della Cooperativa, un rappresentante dell'AIAS, uno della Fondazione e uno delle Famiglie.. Ogni 30/40 giorni vengono riuniti i Famigliari residuali degli Ospiti per essere informati dell'andamento generale con un confronto franco e partecipato sulle varie problematiche.. Vengono inoltre organizzati percorsi formativi di sostegno psicologico, informativo e di patronato.. La Filosofia degli interventi operati dalla Cooperativa.. Per servizio residenziale si intende il servizio di accoglienza in una struttura residenziale di una persona con disabilità per progetti personalizzati o di sostegno alla famiglia quando questa non sia più nelle condizioni di provvedere ai suoi diversi bisogni.. La struttura è caratterizzata da un ambiente affettivo e valido professionalmente e strutturalmente che si prende cura della persona in tutti i suoi aspetti e rappresenta la nuova dimensione relazionale e di vita sociale delle persona stessa, continuando a favorire l'integrazione e mantenendo il più possibile il collegamento con tutte le realtà del sociale e relazionale (centri diurni, associazioni, tempo libero, ecc.. L'inserimento può essere a tempo indeterminato o temporaneo.. I gruppi di lavoro sono composti prevalentemente da Educatori, Operatori Socio Sanitari; al servizio delle stesse equipe sono presenti inoltre anche altre figure professionali addette ad interventi riabilitativi e di consulenza psicologica, pedagogica e medica.. E' applicato il CCNL Cooperative Sociali che prevede 38 ore settimanali di cui 35 di rapporto con l'utenza e tre di formazione e aggiornamento.. La Cooperativa Sociale ha lo scopo di perseguire.. l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale.. dei cittadini attraverso la gestione di servizi sociali orientati, in via prioritaria, anche se non esclusiva, alla risposta ai bisogni di.. persone con disabilità.. Accompagnare il percorso di  ...   di fragilità e di svantaggio, è una società più giusta e più umana, per tutti.. La domiciliarità per la centralità della persona.. Ci sta a cuore e Ci interessa affermare e vivere la centralità della persona nell'ambito della cultura della domiciliarità.. La domiciliarità è l'intero e l'intorno della persona che esprimiamo nella relazione di aiuto, nell'empatia, nella congruenza, nell'accettazione incondizionata, nel ricercare una qualità di vita autenticamente umana, che esprimiamo nel valore ed nel significato di casa , di memoria e di territorio.. Di domiciliarità appunto.. L'integrazione.. Ci sta a cuore e Ci interessa realizzarla nella prospettiva dell'accoglienza, dell'inclusione e della vicinanza sociale, mettendo in relazione persone, mondi e ambienti.. Il bisogno di competenza e la formazione continua.. Ci sta a cuore e Ci interessa imparare, coltivare, praticare e diffondere la cultura della assunzione di responsabilità nei confronti delle nostre Comunità.. Per farlo è necessario ascoltare, capire, conoscere la complessità e la specificità della disabilità, delle diverse forme di organizzazione dei servizi continuando a formarci come persone consapevoli, come soci cooperatori motivati e motivanti, come lavoratori con una professionalità viva.. Tre criteri forti orientano il nostro concreto operare:.. il concetto.. durante noi.. orienta i nostri servizi per persone adulte in situazione di disabilità.. il centro dell'azione della rete dei nostri servizi non è solo la persona disabile, ma il nucleo famigliare al cui interno vive una persona disabile.. nei nostri servizi vogliamo evitare il rischio di un ritorno a forme di istituzionalizzazione o di sanitarizzazione e perseguire l'inclusione e la vicinanza sociale e non la separazione delle persone attraverso uno stile dei servizi, una modalità di accompagnamento e scelte organizzative adeguate.. La gravità , e in particolare quella adulta, il suo illuminare con radicalità la persona, la vita, le insopprimibili domande di senso, è ciò che, nel lavorare con le persone disabili, ci ha spinto a confermare la scelta educativa.. In questi anni la situazione delle persone con.. disabilità grave.. ci ha fortemente provocato e spinto a cercare pensieri nuovi e nuove pratiche nel gestire, progettare e rinnovare i nostri servizi.. La gravità non può essere un alibi che porti ad una esclusiva pratica assistenziale o alla rinuncia di possibilità di crescita per le persone disabili.. Il concetto di gravità non è assoluto.. ; è necessario dire in rapporto a cosa la condizione di una persona possa essere definita GRAVE.. La.. scelta dell'educabilità.. produce la consapevolezza di dover sempre offrire alle persone opportunità di crescita anche accogliendo e forzando le resistenze che sempre la disabilità comporta..

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  • Title: AIAS VICENZA
    Descriptive info: - Centro Diurno Occupazionale Rivera Berica.. Suddiviso in due aree (Progetto.. Galileo.. e.. Area Valletta.. ), il CEOD svolge una funzione socio-educativa sul singolo individuo mirata a recuperare le capacità fisiche ed intellettuali residue, e a migliorare il livello di interrelazione e l'integrazione sociale.. Area ospiti unità Valletta del Silenzio.. Per ogni ospite che frequenta il CEOD si lavora su un piano individuale specifico d'intervento su diverse aree, dalla comunicazione alla socializzazione al fine di promuovere una crescita personale su diversi livelli di autonomia.. Il lavoro che si vuole svolgere è quello di facilitare la lettura della realtà attraverso un'organizzazione ed una semplificazione degli spazi, dai luoghi comuni a quelli personali, attraverso una chiara disposizione anche del mobilio e l'uso di strumenti di comunicazione visivamente mediati.. Si vogliono sviluppare e costruire percorsi a scansione temporale giornalieri per arrivare ad una comprensione delle attività ricorsive ed episodiche.. L'attività di comunicazione è lo strumento adoperato per valutare e verificare le capacità comunicative, sperimentando attività che migliorino la comprensione e la capacità di autogestione.. Questa modalità di lavoro mira ad aumentare la competenza al fine di ridurre l'ansia da presentazione.. Ogni persona ha un proprio spazio costituito da un tavolo in cui trova le attività individuali, ripetitive che la  ...   in due gruppi con diversi laboratori e ogni laboratorio si svolge in ambienti specifici.. Nel laboratorio di cucina gli ospiti si cimentano nella realizzazione di pane e pizza che saranno poi consumati da loro stessi.. L'obiettivo è quello di promuovere il riconoscimento e la comprensione dell'attività, il piacere nell'uso della materia e dei suoi risultati, il potenziamento delle abilità motorie e del senso del tatto.. Nel laboratorio di pittura gli ospiti lavorano in un unico tavolo centrale, tutti insieme, dove si cimentano in varie tecniche di pittura come la manipolazione del colore e la spugnatura; questo per portare l'ospite al riconoscimento dell'attività, per potenziare l'abilità legata all'uso degli strumenti nonché sviluppare le abilità motorie e il senso del tatto.. Mentre per quanto concerne il laboratorio di palestra si sta lavorando sulla coordinazione oculo-manuale, nello stimolare il contatto fisico, sull'aumento delle abilità motorie e sulla collaborazione con l'operatore e tra compagni.. Nel pomeriggio sono stati attivati dei centri d'interesse che vogliono essere un'attività indicativa dove ci si sperimenta e si vive con le persone un rapporto differente da quello del laboratorio.. In questo spazio si cerca di comprendere quali sono gli interessi nascosti di ogni singolo ospite, sperimentando nuove esperienze di comunicazione e socializzazione con entrambi i gruppi..

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